giovedì 13 ago 2020
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Abi – Cerved: il tasso di ingresso in sofferenza delle imprese scende al 3,9%

Abi – Cerved: il tasso di ingresso in sofferenza delle imprese scende al 3,9%

Per il primo anno dall’inizio della crisi, dal 2016 i tassi di ingresso in sofferenza per le imprese hanno iniziato a scendere in tutti i settori economici, con un miglioramento previsto in accelerazione nel biennio 2017-18.

A rilevarlo è l’ultimo rapporto Abi-Cerved, secondo il quale considerando gli importi, il tasso di ingresso in sofferenza per le societa? non finanziarie, (calcolato come rapporto tra nuove sofferenze e stock di finanziamenti) e quindi la probabilità che le banche registrino nuovi non performing loans, si e? attestato a giugno del 2016 al 3,9%, in deciso calo rispetto all’anno precedente (4,4%) e ai massimi di fine 2013 (4,8%), per quanto restino a livelli distanti da quelli del 2008. Se guardiamo però al numero di crediti, il calo e? piu? contenuto: il tasso si attesta al 3,8%, un decimo di punto in meno rispetto all’anno precedente. Su un orizzonte di piu? lungo periodo, il flusso dei default rimane tuttavia su livelli storicamente elevati, ben maggiori rispetto a quelli pre-crisi.

Le stime e le previsioni elaborate indicano che il miglioramento in atto e? in accelerazione nella seconda meta? del 2016, anche favorito dal netto calo di inadempienze probabili e crediti scaduti. In termini di numeri, il tasso di ingresso in sofferenza e? atteso a 3,6 punti percentuali a fine 2016 (3,8% a fine 2015).

Per il primo anno dall’inizio della crisi, inoltre, questo miglioramento riguarda tutti i settori dell’economia ma non tutte le aree geografiche: nel Mezzogiorno il tasso e? atteso al 5,2%, lo stesso livello dell’anno precedente, mentre nel resto della Penisola tra 2015 e 2016 i tassi si riducono di 2-3 decimi percentuali.

 

 

Questa tendenza sembra destinata a proseguire. Per il 2017, infatti, il tasso dovrebbe ridursi ulteriormente per arrivare al 3% tondo tondo, considerando a uno scenario che prevede una crescita per l’economia italiana dello 0,9% nel 2017 e dell’1,2% nel 2018. In base alle previsioni, i cali saranno piu? accentuati per i segmenti piu? rischiosi: microimprese, societa? edilizie e meridionali, che ridurranno il divario di rischio ma manterranno tassi ben piu? elevati rispetto alla media. A fine 2018, al termine dell’esercizio di previsione, medie, grandi e societa? industriali saranno tornate a tassi di ingresso in sofferenza vicini a quelli pre-crisi. Giusto per fare un paragone, a fine 2008 il tasso di ingresso in sofferenza in termini di numero di prestiti era l’1,7%, mentre quello in termini di importi era l’1,5%.  

Le sofferenze bancarie

In deciso calo, stando ai dati più recenti di Banca d’Italia, è anche il flusso di prestiti che le banche devono classificare come crediti deteriorati. Il tasso di deterioramento – il rapporto tra l’insieme di nuove sofferenze, inadempienze probabili e finanziamenti scaduti sullo stock di prestiti in essere – ha infatti toccato a settembre 2016 quota 2,6%, inferiore di quasi un punto rispetto all’anno precedente (3,5%) e meno della meta? rispetto al massimo, toccato a fine 2013 (6%).

Diminuisce anche il tasso di ingresso in sofferenza, ma a ritmi minori: a settembre 2016 il rapporto tra nuove sofferenze e stock di finanziamenti ha infatti toccato il 2,3%, due decimi percentuali in meno rispetto allo stesso periodo del 2015 (2,5%) e sette decimi in meno rispetto al massimo del 2013 (3%).

I dati relativi ai prestiti delle imprese riflettono questi miglioramenti, anche se l’incidenza delle sofferenze rimane a livelli storicamente elevati, superiori rispetto a quelli riscontrati sul complesso di controparti del sistema finanziario. Tra gennaio e giugno del 2016, le banche hanno passato in sofferenza un ammontare di prestiti alle societa? non finanziarie pari a circa 12 miliardi, in netto calo rispetto allo stesso periodo del 2015 (15 miliardi, -18% su base annua e -38% rispetto ai massimi del 2013). Rimane invece stabile il numero di prestiti erogati a societa? finanziarie entrati in sofferenza: poco meno di 14 mila, l’1,8% in piu? rispetto alla prima meta? del 2015.abi_cerved-ingresso-sofferenza.jpg

Per Marco Nespolo, amministratore delegato di Cerved, il calo flusso di prestiti che le banche devono classificare come crediti scaduti o come inadempienze probabili, assieme a un consolidamento della situazione finanziaria delle imprese, “suggerisce nei prossimi mesi un miglioramento più marcato anche per le nuove sofferenze, che reagiscono con più ritardo ai miglioramenti della congiuntura”.

Giovanni Sabatini, direttore generale dell’Abi, commenta che “la riduzione in corso dei flussi di deterioramento del credito al settore privato ha basi solide e si può prevedere che, con il consolidarsi della ripresa economica in atto, nei prossimi anni il processo di miglioramento della qualità del credito continuerà a ritmi superiori rispetto a quelli attuali. La riduzione del rischio è strettamente connessa alla ripresa del credito all’economia”.

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