giovedì 22 apr 2021
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Anche le banche delocalizzano

Anche le banche delocalizzano

Non è solo la Brexit a spingere le banche a trasferire le proprie attività all’estero. Ci sono anche altri elementi che oggi stanno portando alcuni gruppi bancari a delocalizzare parte dei propri centri operativi e fra questi ci sono ad esempio la ricerca di costi del lavoro più bassi e sistemi fiscali più vantaggiosi. Un trend che accomuna sempre di più l’industria dei servizi, e in particolare quella finanziaria, con quella manifatturiera.

Accade ad esempio in Francia, dove stando a quanto scrive Le Monde di recente Bnp Paribas avrebbe manifestato l’intenzione di spostare in Marocco i servizi informatici delle sue attività africane. Oggi questa sezione impiega 150 persone nella zona di Parigi, risorse che saranno riallocate e accompagnate in un procedimento di mobilità all’interno del gruppo. Il progetto, che è attualmente oggetto di consultazione con le organizzazioni sindacali, si tradurrà in assunzioni sul suolo marocchino, in cui Bnp Paribas è già presente attraverso la sua banca retail Bmci. Per il gruppo, lo scopo principale della mossa è quello di ridurre i costi.

L’iniziativa di Bnp Paribas non è però un caso isolato. Come aggiunge il quotidiano francese, Natixis ha cominciato a spostare parte dei suoi servizi informatici in Portogallo con lo scopo di trasferire a Porto entro il 2019 almeno 600 posti di lavoro mentre Société Générale conta già oggi almeno 6 mila dipendenti fuori dai confini francesi, e in particolare in Romania (a Bucarest) e in India, dove la banca ha aperto una struttura per la ricerca e lo sviluppo di servizi informatici.

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