giovedì 13 ago 2020
HomeScenariAssofintech: l’associazione del fintech punta a fare sistema

Assofintech: l’associazione del fintech punta a fare sistema

Assofintech: l’associazione del fintech punta a fare sistema

Promuovere il dialogo tra realtà fintech, autorità e operatori finanziari come banche e assicurazioni, che sono “i primi spender nel settore”, rappresentare e inserire il comparto italiano a livello internazionale, affrontare le principali difficoltà che riguardano il fintech ma soprattutto fare sistema. Nasce con questi obiettivi AssoFintech, l’associazione che riunisce e rappresenta persone e aziende che lavorano nei settori fintech e insurtech in Italia, presentata ufficialmente nella prima conferenza pubblica presso il Fintech District di Milano, nella quale è stato approvato anche il bilancio annuale.

Fondata alla fine del 2017 da un gruppo di professionisti attivi nei due settori, l’associazione, presieduta da Fabio Brambilla (nella foto), presidente di Fintastico, oggi conta già oltre 100 associati tra rappresentanti di startup, di realtà bancarie, assicurative e infrastrutturali e del mondo accademico. E l’obiettivo, ha spiegato Brambilla durante l’incontro, è di arrivare a “250-300 associati” entro l’anno. A oggi l’associazione vede la presenza di rappresentanti di Borsa del Credito, Cerved, Intermonte, Orrick, Mediolanum, Prometeia, Sia e SocGen Securities Services. Ad Assofintech ha aderito anche la stessa Associazione Italiana Equity Crowdfunding (AIEC), in rappresentanza di tutte le piattaforme.

Oltre a Brambilla, l’associazione è guidata dal segretario generale Fabio Allegreni e dal responsabile degli accordi internazionali Cristiano Motto. AssoFintech, ha spiegato Brambilla, “è un think tank dedicato alle tematiche fintech che verranno selezionate dagli associati come le più rilevanti da un punto di vista tattico, quindi in termini di urgenze da risolvere, e strategico temi di lungo periodo che non hanno ancora toccato il mercato italiano, ma che rappresentano priorità da monitorare”. Per il presidente è necessario “promuovere e diffondere il fintech” che è “un settore complesso perché spezza in migliaia di linee la catena di valore che finora è stata appannaggio delle banche”. Di certo il bisogno ce n’è: un sondaggio condotto nei mesi scorsi da Banca d’Italia tra i principali gruppi bancari indica che a oggi sono stati investiti solo 135 mln euro in progetti fintech.

Il tutto nel quadro di un dialogo su base continuativa con le autorità di vigilanza e le istituzioni, anche con l’obiettivo di promuovere la conoscenza tra i consumatori finali italiani, attraverso momenti comuni di divulgazione. Aspetto più volte sottolineato durante l’incontro è quello dell’internazionalizzazione. Come ha spiegato Motto, “l’associazione si sta già confrontando a livello internazionale con altre associazioni fintech di riferimento e stiamo definendo accordi con realtà in Francia, Spagna, Svizzera e Hong Kong, tra le quali Swiss Finance + Technology Association (SFTA) e Asociación Española de FinTech & InsurTech”.

A guidare le attività di ricerca di Assofintech sarà il Comitato scientifico, presieduto dall’avvocato Alessandro M. Lerro (che è anche presidente dell’Associazione italiana piattaforme equity crowdfunding, a sua volta associata ad Assofintech) e composto da Sebastiano Barbanti (deputato della precedente legislatura, che ha avuto un ruolo attivo nel promuovere la costituzione del Comitato di coordinamento per il fintech presso il Ministero dell’economia e delle finanze), il prof. Giancarlo Giudici (School of Management del Politecnico di Milano, responsabile tra l’altro dell’Osservatorio Crowdinvesting), il prof. Paolo Giudici (Università di Pavia, coordinatore del laboratorio di Financial Data Science), la prof.ssa Cristiana Schena (Economia degli Intermediari Finanziari all’Università degli Studi dell’Insubria, coautrice del primo volume della collana sul fintech promossa da Consob), il prof. Carlo Arlotta (Università degli Studi dell’Insubria, coautore del primo volume della collana sul fintech promossa da Consob) e il prof. Gianluigi Ciacci (Informatica Giuridica, Diritto Civile dell’Informatica e Legal Aspects of I.T alla LUISS Roma).

Il Comitato scientifico ha già individuato i primi tre temi di ricerca che saranno affrontati da altrettanti tavoli di lavoro. Un tavolo sarà dedicato a blockchain e criptovalute, coordinato da Lerro. Un secondo tavolo sarà dedicato alla digital identity, che sarà coordinato da Nicolò Romani (Sia) mentre il terzo tavolo si concentrerà su rischi e opportunità della PSD2 e sarà presieduto da Stefano Andreani (Opentech).

Per Domenico Gammaldi, del Dipartimento Mercati e sistemi di pagamento di Banca d’Italia, intervenuto all’incontro, “il rischio di non cogliere questo trend è quello di lasciare spazio alle big tech”. In generale, però, il sentimento diffuso è di ottimismo e il nostro Paese, per quanto indietro in termini di investimenti, è al passo con gli altri Paesi Ue quando si tratta di studio e disciplina del fenomeno. A tal proposito Banca d’Italia ha varato un regolamento che ha riconosciuto per la prima volta l’esistenza del social lending e dall’altro ha aperto il canale fintech.

 

Vota questo articolo
Nessun commento

Aggiungi un commento

Social Media Auto Publish Powered By : XYZScripts.com

Accesso

Hai dimenticato la Password?

Registrati

Reset della password
Per favore inserisci la tua email. Riceverai una nuova password via email.