domenica 24 mag 2020
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Banco Bpm, utile 2017 a 557,8 milioni. La banca depositaria va a Bnp

Banco Bpm, utile 2017 a 557,8 milioni. La banca depositaria va a Bnp

Banco Bpm spegne la prima candelina in utile e prosegue con un piano deciso di riduzione dei non performing loans e di cessione degli asset non strategici.

La banca guidata da Giuseppe Castagna (nella foto) ha chiuso il 2017 con un utile netto di 557,8 milioni di euro – compresa la plusvalenza di 700 milioni dalla vendita di Aletti Gestielle Sgr –  contro un passivo di 1,33 miliardi realizzato nel 2016 (al netto dell’impairment degli avviamenti).

I proventi operativi “core” sono pari a 4,2 miliardi, in crescita del 4,9% (+4,2% “adjusted”) rispetto al dato di due anni fa mentre gli oneri operativi scendono a 3,05 miliardi, in calo del 18,8% (-3,6% “adjusted”). Il risultato della gestione operativa è di 1,57 miliardi, in questo caso in crescita del 60,9% rispetto ai 981 milioni del 2016 (+0,9% “adjusted”).

Il Cet 1 su base proforma si attesta al 12,02%, dato che include l’impatto negativo di 175 punti base legato al principio contabile Ifrs 9 grazie alla razionalizzazione del comparto del risparmio gestito, della bancassurance e della banca depositaria e all’estensione e revisione dei modelli interni. Nessuna distribuzione di dividendi ai soci per quest’anno.

In conference, l’ad Castagna ha poi confermato gli obiettivi del piano industriale e ha promesso un utile consistente per l’esercizio 2018. «Sono confidente che con un costo del rischio normalizzato il 2018 può essere un anno importante e soddisfacente in termini di utile», ha detto il manager . «Possiamo confermare le previsioni del piano industriale anche se abbiamo fatto alcune cessioni», ha aggiunto.

Npl 
Sul fronte degli Npl, il nuovo piano di derisking della banca porta a 13 miliardi, al 2020, le cessioni delle sofferenze, dagli 8 miliardi inizialmente previsti e dagli 11 miliardi annunciati a fine dicembre. Lo stock di crediti deteriorati dell’istituto passerà quindi dai 30 miliardi di fine 2016 a circa 13 miliardi al 2020, con un calo di 17 miliardi di euro nel complesso.

Quanto ai crediti deteriorati netti, a fine 2017 la quota è arrivata a 13 miliardi, 3,2 miliardi di euro in meno rispetto a dicembre 2016 (-19,6%) e di 1 miliardo rispetto al 30 settembre 2017 (-6,8%). Quanto ai livelli di copertura, il coverage sui crediti deteriorati è al 48,8% contro il 37,5% del 2016 (50,1% e 47,9% rispettivamente includendo gli stralci) e quello sulle sofferenze è al 58,9% in rialzo rispetto al 45,7% del 2016 (60,5% e 60,0% rispettivamente includendo gli stralci).

Ceduta Banca Depositaria, plusvalenza da 200 milioni
Contestualmente la banca ha ceduto il ramo d’azienda della Banca Depositaria a Bnp-Paribas Security Service per 200 milioni di euro. La banca depositaria di Bpm mantiene circa 22 miliardi di euro di asset e fornisce servizi di custodia, amministrazione di fondi e attività di banca depositaria a fondi e clienti istituzionali in Italia. In questo modo Bnp Paribas Securities Services si rafforza quale principale provider di servizi di post-trading in Italia, con 850 miliardi di euro di asset in custodia.

A questa cessione si aggiunge quella dei contratti di gestione delle riserve assicurative ad Anima Holding e nel complesso le due manovre, spiega la banca, hanno un effetto positivo sul Cet1 “fully phased” pro-forma di 53 punti base.
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