Banco Popolare- Bpm procedono verso la fusione

La fusione tra Banco Popolare e Banca Popolare di Milano si fa sempre più concreta. Uno step decisivo è stato in questo senso l’ok all’aumento di capitale di un miliardo approvato dall’assemblea dell’istituto guidato da Pier Francesco Saviotti (nella foto) a larghissima maggioranza, con 18 mila voti a favore e solo 120 contrari e 37 astenuti. Si tratta di una decisione che seppur inizialmente esclusa dai vertici della banca, è stata necessaria per dar luce al terzo polo bancario del paese con “una struttura patrimoniale di tutto rilievo”, ha detto Saviotti. L’aumento, infatti, permetterà di assicurare al nuovo gruppo un capitale pari a 5,6 miliardi, oltre che una maggiore qualità degli attivi e il raggiungimento di un Cet 1 ratio del 13,6% (se verrà sottoscritto l’intero aumento), un livello del 49% di copertura dei crediti deteriorati e del 62% delle sofferenze. L’aumento è garantito da Merrill Lynch e Mediobanca, mentre sono arrivate almeno una decina di richieste da parte di altre banche internazionali a partecipare all’operazione. 

Il numero uno del gruppo, prendendo atto dell’aumento delle quote di BlackRock e Norges Bank, quali investitori istituzionali, ha commentato con favore gli “attestati di fiducia” verso la banca che questi segnalano e ha ribadito: “Siamo la stessa banca” di qualche mese fa.

L’accoppiata Bpm-Banco Popolare è stata definita dal manager “la coppia del decennio”, per un’operazione simile a quella che ha visto nascere Intesa Sanpaolo. Sui concambi, Saviotti ha confermato che il peso degli azionisti del bando sarà attorno al 54% e quelli di Bpm al 45%.

Il banchiere, che lascerà la guida della newco nata dalla fusione all’Ad di BPM Castagna, ha parlato anche del piano industriale, confermando che dovrebbe essere ultimato e presentato alla Bce attorno alla metà del mese, per arrivare a fine maggio a far partire i “cantieri per la fusione”.

Cantiere che ha tempi strettissimi: dopo l’approvazione del business plan da parte del cda, previsto presumibilmente entro metà maggio, verrà portato in Bce e tra il 16 e il 18 maggio verrà presentato al mercato. A fine maggio partirà l’integrazione mentre a fine luglio il progetto sarà presentato ai consigli. Da quella data, entro 90 giorni, le autorità dovranno rilasciare le autorizzazioni e fra settembre e ottobre ci saranno le assemblee straordinarie per fusione, trasformazione in spa e approvazione dello statuto della nuova capogruppo.

Infine, a novembre, dovrebbe avvenire la stipula dell’atto che darà efficacia della fusione, in modo da far nascere entro l’anno il Banco Popolare-Bpm, ancora senza un nome definitivo.

Banco Popolare- Bpm procedono verso la fusione

Noemi

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