giovedì 09 lug 2020
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Bce, ecco il PEPPone da 600 miliardi, durerà almeno fino a metà 2021

Bce, ecco il PEPPone da 600 miliardi, durerà almeno fino a metà 2021

ll consiglio direttivo della Bce ha deciso di aumentare la dotazione del Programma di acquisto per l’emergenza pandemica (Pepp) di 600 miliardi di euro, a un totale di 1.350 miliardi, e ne ha allungato l’orizzonte temporale ad almeno la metà del 2021, e in ogni caso finché non riterrà conclusa la fase critica legata al coronavirus Covid-19.

L’istituto centrale guidato da Christine Lagarde (nella foto), dunque, è andato oltre le attese dei mercati, che stimavano un incremento del Pepp di 500 miliardi. I mercati azionari hanno reagito inizialmente con una fiammata, per poi ripiegare: a Piazza Affari, per esempio, l’indice Ftse Mib ha terminato le contrattazioni praticamente invariato (-0,04%, a 19.634,03 punti). Va ricordato, peraltro, che le borse europee sono reduci da diversi giorni di rally, quindi è fisiologico che tirino il fiato, nonostante la buona notizia proveniente da Francoforte.

Il programma di quantitative easing ordinario continuerà al ritmo di 20 miliardi di euro al mese (e con una possibilità aggiuntiva di 120 miliardi) sino alla fine dell’anno e il consiglio direttivo si attende che gli acquisti durino per tutto il tempo necessario per rafforzare l’impatto accomodante della politica sui tassi e che termini poco prima del primo aumento dei tassi.

Come ampiamente scontato, il consiglio ha lasciato invariati i tassi di interesse sulle operazioni di rifinanziamento principali, sulle operazioni di rifinanziamento marginale e sui depositi, rispettivamente allo 0,00%, allo 0,25% e al -0,50%. L’organismo guidato da Lagarde si attende che i tassi di interesse di riferimento si mantengano su livelli pari o inferiori a quelli attuali “finché non vedrà le prospettive di inflazione convergere saldamente su un livello sufficientemente prossimo ma inferiore al 2% nel suo orizzonte di proiezione e tale convergenza non si rifletterà coerentemente nelle dinamiche dell’inflazione di fondo”.

Nel corso della conferenza stampa, a Francoforte, dopo la decisione sui tassi, Lagarde ha notato che i dati macroeconomici delle ultime settimane confermano una contrazione “senza precedenti” per l’economia europea, sebbene vi siano alcuni segnali che si sia toccato il momento peggiore della crisi; ma il miglioramento rispetto alla caduta dei mesi precedenti appare “tiepido”. La Bce si attende un crollo senza precedenti nel secondo trimestre dell’anno, prima di un graduale recupero nella seconda metà dell’anno.

Lagarde, inoltre, ha ribadito che, “coerentemente con il mandato, il consiglio direttivo è determinato a continuare a sostenere famiglie e imprese nel far fronte all’attuale perturbazione dell’economia e alle condizioni di maggiore incertezza, al fine di salvaguardare la stabilità dei prezzi nel medio termine”.

Interpellata sulla sentenza della corte costituzionale tedesca riguardante il Qe, Lagarde ha risposto di aver “preso nota della sentenza, che è diretta al governo e al parlamento tedesco”, mentre la Bce “è soggetta alla corte di giustizia europea, che ha giudicato il Qe come in linea con il suo mandato”. In ogni caso, la numero uno di Francoforte si è detta fiduciosa che sarà trovata “una buona soluzione, che non comprometterà l’indipendenza della Bce e la supremazia della legge europea e della corte di giustizia europea”.

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