venerdì 23 ott 2020
HomeScenariCalcio, business impattato dal Covid-19, ma la torta resta ricca. Il report

Calcio, business impattato dal Covid-19, ma la torta resta ricca. Il report

Calcio, business impattato dal Covid-19, ma la torta resta ricca. Il report

Genera un giro d’affari globale pari a 28,4 miliardi di euro e in Italia offre lavoro a oltre 40mila persone, con un contributo fiscale di 1,2 miliardi di euro. Stiamo parlando del calcio, sport nazional-popolare per antonomasia.

Alla vigilia del fischio d’inizio del campionato 2020-2021, una ricerca del centro studi della Rome Business School (clicca qui per scaricare il report integrale) ha fatto i conti in tasca al mondo del pallone, che – per citare il titolo della ricerca – è stato sgonfiato dalla pandemia.

Secondo lo studio della business school con studenti provenienti da 150 nazioni e parte del network Formación y Universidades – creato nel 2003 da De Agostini e dal Gruppo Planeta -, quest’anno il calcio a livello mondiale potrebbe registrare perdite per 4,5 miliardi di euro, un rosso destinato a salire a 6,3 miliardi nel 2021. Il ritorno alla normalità per il settore potrebbe non esserci fino al 2025, con un progressivo recupero delle perdite nei prossimi anni: -3,1 miliardi nel 2022, -1,5 miliardi nel 2023 e -600 milioni nel 2024.

La contrazione media del valore dei salari dei calciatori sarà pari a circa il 14%, corrispondente ad una diminuzione totale di 4.1 miliardi. In Italia si parla di circa 380 milioni l’anno. Tra i club più penalizzati il primato europeo spetta al Barcellona, che rischia di perdere fino a 450 milioni di euro, mentre in Italia rischiano perdite per centinaia di milioni l’anno soprattutto Juventus e Inter.

Dalla ricerca emerge innanzitutto come il calcio sia ormai a tutti gli effetti un protagonista del confronto geopolitico internazionale. La Fifa, con 211 federazioni nazionali organizzate in sei confederazioni continentali, possiede più membri delle Nazioni Unite (193). L’assegnazione dei Mondiali di calcio incide sui sistemi economici e geostrategici delle nazioni, portando investimenti e debiti.

Ma il calcio è soprattutto un importante attore economico-sociale. Negli ultimi dieci anni i fatturati dei principali top club mondiali ed europei sono aumentati in modo esponenziale. Sono letteralmente esplosi i numeri di squadre come Paris Saint-Germain (+672% di ricavi) e Manchester City (+297%). La Champions League ha conquistato sempre più peso in termini di entrate, incassando oggi più di tutte le leghe, ad eccezione della Premier League. I ricavi dei tornei sono passati in dieci anni da 1,3 a 3,2 miliardi di euro (+150%), permettendo ai premi Champions di passare da 764 milioni nel 2009/10 a 2,04 miliardi nel 2019/20 (+166,9%) e a quelli dell’Europa League da 147 a 510 milioni (+246,9%).

I primi cinque campionati europei (Inghilterra, Germania, Spagna, Italia e Francia) nella stagione 2017-2018 hanno generato un valore di 15,6 miliardi, con la Premier League a recitare la parte del leone con 5,9 miliardi.

L’Italia ha prodotto un giro d’affari pari a 4,7 miliardi, ovvero il 12% del Pil del calcio a livello mondiale. Il pallone nel nostro Paese occupa 40.000 persone e genera introiti fiscali per 1,2 miliardi. Oltre 28 milioni di italiani si considerano appassionati di calcio. Ma i primi cinque club (Juventus, Milan, Inter, Roma e Napoli) incassano 1,5 miliardi di ricavi, ovvero il 57,6% dell’intera Serie A. E le leghe minori faticano a sopravvivere.

Il peso economico dei diritti televisivi nelle 54 principali leghe professionistiche europee è passato da 2,8 a 20,1 miliardi di euro. Numeri che giustificano l’appetito dei fondi di private equity, che hanno bussato alla porta della Lega Serie A per entrare nella nascente media company che gestirà i diritti tv.

Vota questo articolo
Nessun commento

Aggiungi un commento

Social Media Auto Publish Powered By : XYZScripts.com

Accesso

Hai dimenticato la Password?

Registrati

Reset della password
Per favore inserisci la tua email. Riceverai una nuova password via email.