mercoledì 28 ott 2020
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Carige si prepara all’aumento da 500 milioni e a vendere immobili e npl

Carige si prepara all’aumento da 500 milioni e a vendere immobili e npl

Aumento di capitale e cessione degli asset. Saranno queste le vie principali per il rilancio di Banca Carige, secondo quanto stabilito dal consiglio di amministrazione della banca genovese, riunitosi ieri 31 agosto sotto la guida del presidente Giuseppe Tesauro e dell’aministratore delegato Paolo Fiorentino, che ha approvato la relazione degli amministratori che sarà presentata all’assemblea straordinaria del 28 settembre. Il nuovo piano industriale verrà esaminato dal cda in programma il prossimo 13 settembre e verrà presentato alla comunità finanziaria dall’ad il giorno successivo a Milano. 

La prima strada è dunque quella di un aumento di capitale da 500 milioni “a pagamento, scindibile e con riconoscimento del diritto di opzione (a eccezione della tranche eventualmente riservata ai destinatari della possibile operazione di liability management)” con una delega che “comprende la possibilità per il cda, previa valutazione e decisione, di procedere con modalità diverse che si rendessero opportune nel caso intercorressero cause specificamente individuate”.  Per la realizzazione dell’aucap è stato già stipulato un accordo di pregaranzia con Credit Suisse e Deutsche Bank, in qualità di joint global coordinators e joint bookrunner, mentre Bain & Co. agisce quale advisor industriale della banca sul piano di rafforzamento patrimoniale e advisor finanziario per la strategia sulle non performing exposure.

In secondo luogo, la vendita dei singoli asset, sia immobiliari che npl. Relativamente alla cessione di immobili, con particolare focus sull’immobile di Corso Vittorio Emanuele a Milano e di Via Bissolati a Roma. Per l’edificio di Milano, entro la metà di settembre “verrà selezionata la short-list tra le controparti che hanno presentato le offerte più interessanti”. Le offerte selezionate “passeranno alla seconda fase del processo per procedere, entro la fine di settembre, alla valutazione da parte della Banca delle offerte vincolanti”. Tra i fondi in corsa al momento ci sarebbero gli americani di Hines, i tedeschi di Triuva e l’italiana Antirion. L’immobile di Milano ha una superfice lorda di circa 2.600 mq, per un totale di 6 piani fuori terra e 2 interrati, mentre il palazzo situato a Roma ha una superficie lorda di circa 3.100 mq, con 8 piani fuori terra e 2 interrati.

Per la vendita della società di credito al consumo del gruppo, Creditis, la nota della banca specifica che “è in corso la prima fase del processo competitivo con diverse controparti e si procederà entro la metà di settembre con la selezione delle offerte non vincolanti”. Secondo alcune indiscrezioni, in pole per acquisire l’asset, su un totale di 15 pretendenti, ci sarebbe Mediobanca. Anche il processo di vendita del merchant book, ovvero i servizi di incasso relativi ai contratti POS, è in fase avanzata. 

Infine, per quanto riguarda la cessione del portafoglio di non performing loans – con un valore lordo non inferiore a 1,2 miliardi di euro – e la piattaforma di gestione, la banca ha già ricevuto manifestazioni di interesse superiori alle attese da parte di oltre 30 operatori, che hanno avuto accesso alla virtual data room nel mese di agosto. Le offerte non vincolanti “sono previste nelle prossime settimane ed entro gli inizi di novembre le offerte vincolanti”, si legge. Gli npl erano stati messi in vendita lo scorso luglio, dopo la cartolarizzazione con Gacs di un primo portafoglio da 938 milioni. Quanto invece alla piattaforma di gestione degli npl, la banca aveva precisato di essere interessata a investitori che siano operatori già attivi nel mercato con un chiaro progetto di crescita. Oggi il rischio di credito e la qualità dell’attivo della banca è Marco Cavazzutti, nominato lo scorso luglio come capo della nuova Unità Npe (Non Performing Exposures) a diretto riporto dell’ad Fiorentino.

A fine giugno il portafoglio crediti deteriorati era sceso a 7,2 miliardi lordi (6,3 miliardi al netto del portafoglio ceduto con la cartolarizzazione di Npl), in calo rispetto agli oltre 7,3 miliardi del 31 dicembre 2016 e del primo trimestre 2017. La variazione è legata a un miglioramento della qualità del credito con la graduale riduzione degli ingressi a deteriorato e la contrazione delle inadempienze probabili. 

Infine, in relazione alle strategie di rilancio commerciale del Gruppo, nel corso del mese di settembre verrà data esecuzione alla integrale revisione della rete distributiva, in cui i direttori di filiale saranno i promotori del nuovo modello di filiale che prevede il superamento del modello “hub and spoke”. Ogni filiale sarà retta da un direttore, a riporto degli 11 direttori commerciali regionali e con deleghe potenziate. Per questo all’interno del gruppo sono stati selezionatioltre 150 direttori di filiale, pari ad un terzo dell’intera rete del gruppo, che si avvarranno di nuove figure di coordinamento specializzate per segmento.

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