martedì 11 mag 2021
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Crédit Agricole, entità in Italia chiudono nove mesi con utile in calo causa Covid-19

Crédit Agricole, entità in Italia chiudono nove mesi con utile in calo causa Covid-19

Il gruppo Crédit Agricole in Italia (nella foto, l’amministratore delegato Giampiero Maioli) ha archiviato i primi nove mesi dell’anno con un utile netto in calo, influenzato dagli accantonamenti prudenziali legati all’emergenza sanitaria per la diffusione del coronavirus Covid-19.

Le entità della banca francese presenti nel nostro Paese, si legge in un comunicato, hanno fatto segnare un utile netto pari a 551 milioni di euro (-15%), con un risultato
di competenza del gruppo CA di 423 milioni di euro. Il gruppo bancario Crédit Agricole Italia ha conseguito nei primi nove mesi un utile netto pari a 169 milioni (-29%), dato che include rettifiche straordinarie su crediti a fronte della crisi Covid-19.

Il Crédit Agricole è presente in Italia, secondo mercato domestico, con 14 mila collaboratori
e più di 4,5 milioni di clienti, con una galassia composta, oltre che dal gruppo bancario Crédit
Agricole Italia, dalle società di corporate e investment banking (Cacib), servizi finanziari
specializzati (Agos, FCA Bank), leasing e factoring (Crédit Agricole Leasing e Crédit Agricole
Eurofactor), asset management e asset services (Amundi, Caceis), assicurazioni (Crédit
Agricole Vita, Crédit Agricole Assicurazioni, Crédit Agricole Creditor Insurance) e wealth
management (CA Indosuez Wealth Italy e CA Indosuez Fiduciaria).

In crescita il totale dei finanziamenti all’economia, arrivati a 78 miliardi di euro, e la raccolta totale, che si assesta a 259 miliardi. Sono stati messi a disposizione 11,6 miliardi a quasi 105 mila clienti tra moratorie, prestiti e finanziamenti garantiti dallo Stato, di cui circa 2 miliardi già erogati. Nei primi nove mesi dell’anno, il gruppo ha concesso oltre 37.000 prestiti relativi al decreto Liquidità, di cui l’89% con importo fino a 30 mila euro.

Scende l’incidenza dei crediti deteriorati netti e delle sofferenze nette, che si attestano rispettivamente a 3,1% e 1,1%. Le coperture del portafoglio non performing sono in aumento, portandosi al 55,3% per i deteriorati e al 70,9% per le sofferenze. A fine settembre il total capital ratio era pari al 18,3%.

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