domenica 09 ago 2020
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Crediti deteriorati, da Covid-19 nuovi flussi per 60-100 miliardi. Il report di PwC

Crediti deteriorati, da Covid-19 nuovi flussi per 60-100 miliardi. Il report di PwC

Il mercato delle non performing exposures (npe) salvato dal Covid-19. E’ la sintesi del report di PwC sull’industria dei crediti deteriorati, intitolato “Ready to Face the Crisis”.

A fine 2019, sottolinea il documento, i volumi lordi si erano ridotti a 135 miliardi, più che dimezzati rispetto ai 341 miliardi del 2015, tanto che alcuni operatori ipotizzavano un progressivo spegnimento del mercato. Ma è arrivata la pandemia e, sottolinea PwC, “gli operatori si stanno già attrezzando per fronteggiare gli impatti che la crisi economica avrà sui bilanci”.

Il Covid-19 “avrà sicuramente un impatto significativo: il mercato si aspetta tra 60 e 100 miliardi di nuovi inflow di npe nei prossimi 18 mesi”. A crescere saranno soprattutto gli unlikely-to-pay (utp), che a fine 2019 ammontavano a oltre 60 miliardi e che balzeranno perché “decine di migliaia di piccole/medie imprese e ditte familiari saranno a rischio”.

PwC suggerisce “una soluzione strategica e tempestiva, che preveda un’alleanza tra sistema finanziario e imprenditoriale”, per far ripartire l’economia.

Le banche, per quanto si attendano nuovi flussi di npe, stanno proseguendo nella strategia di deleveraging: quest’anno dovrebbe vedere transazioni per 30-35 miliardi.

Sebbene le autorità di vigilanza abbiano allentato la morsa per costringere le banche a migliorare i ratio patrimoniali, “è prevedibile una crescente attenzione alla qualità del credito e un attento monitoraggio dell’evoluzione dell’asset quality e della solidità patrimoniale delle banche nei prossimi mesi”.

“Le banche e l’industria del servicing sono sicuramente più attrezzati oggi rispetto al passato per affrontare la crisi”, sottolinea Pier Paolo Masenza (nella foto), financial services leader di PwC.

“La nuova sfida che il mercato npe si prepara ad affrontare sarà influenzata dagli impatti delle nuove misure d’emergenza adottate a livello nazionale ed europeo e dalla loro efficacia nel sostenere le imprese. Ma quando queste misure cesseranno gli effetti, il combinato disposto della diminuzione del volume d’affari a causa del lockdown e del conseguente deterioramento della posizione finanziaria netta di molte imprese, porterà alla necessaria ridefinizione dei rapporti e alla riclassificazione di una parte dei crediti a utp”, aggiunge Gabriele Guggiola, regulatory deals leader di PwC.

In conclusione, l’esplosione della pandemia del Covid-19 avrà un notevole impatto, anche se ancora non quantificabile in maniera puntuale, sul mercato npe. L’industria sarà protagonista nella gestione dei nuovi flussi e nel supportare laddove possibile il tessuto economico. Il dato positivo, evidenzia PwC, è che il sistema finanziario si sia rafforzato negli ultimi anni e sia, complessivamente, più preparato per gestire questa nuova ondata di npe.

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