mercoledì 08 apr 2020
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Crediti, Fire prevede raddoppio ricavi in quattro anni, crescita con M&A

Crediti, Fire prevede raddoppio ricavi in quattro anni, crescita con M&A

Fire ha varato il piano industriale 2020-2023, che prevede il raddoppio dei ricavi al termine del 2023, 17 milioni di investimenti – di cui il 35% in digitalizzazione e data science – e l’inserimento di oltre trenta figure professionali in aree chiave.

La strategia, per raggiungere il posizionamento target di servicer best-in-class per innovazione e performance sul segmento retail e small business, si legge in un comunicato, “muove dall’evoluzione dell’offerta core nei settori in cui il gruppo è già leader e dalla crescita in aree al momento poco presidiate”.

Fire “intende superare l’attuale approccio di mercato del servicing a breve termine per evolversi in consulente delle istituzioni finanziarie nella gestione del cliente finale, costituire partnership e agire da servicer-investitore”.

Il gruppo attivo nei servizi a supporto del credito ha archiviato il 2019 con asset gestiti (aum) per oltre 20 miliardi di euro, ricavi pari a 49 milioni di euro (+4% rispetto al 2018), oltre 5 milioni di posizioni gestite, un ebitda margin del 10% circa e oltre 2mila risorse.

L’anno scorso Fire è entrata nel mercato delle cessioni con garanzia statale (gacs), partecipando in qualità di special servicer insieme a Prelios all’operazione “POP NPL’s 2019”, cartolarizzazione con un valore lordo esigibile pari a 826,7 milioni di euro, attraverso la quale dodici banche, di cui otto popolari, hanno ceduto le sofferenze.

Il piano prevede tre direttrici per lo sviluppo di nuovi modelli di servizio che facciano leva su processi digitalizzati e per il miglioramento dei margini. Le iniziative chiave riguardano l’evoluzione del ruolo di Fire: “Da servicer a partner industriale life-time a supporto delle istituzioni finanziarie nella gestione del credito, game-changer nell’allineamento di interessi con debt-buyer e riferimento per la pubblica amministrazione locale”.

Per quanto riguarda la gestione del credito, le principali aree di sviluppo riguardano i crediti performing high risk, la gestione evoluta degli unlikely to pay e i non performing loans garantiti da sottostante immobiliare.

Fire “si propone come partner degli istituti di credito per una gestione tempestiva fin dal primo segnale di difficoltà, con un particolare focus sul segmento retail e small business, con copertura dell’intero ciclo di vita del credito, dall’early warning ai non performing”.

Il gruppo, inoltre, mira “a divenire aggregatore di piattaforme di banche, con l’obiettivo di creare poli di eccellenza per la gestione di lungo periodo del credito, dal primo scaduto fino agli stadi più avanzati di deterioramento”.

Nel business della gestione della fiscalità locale, in cui opera tramite la controllata Crediti, Servizi e Tecnologie (Creset), il piano 2020-2023 prevede il raddoppio dei ricavi nell’arco di quattro anni, “grazie alla conquista di nuove quote di mercato sui comuni di media dimensione e sulle aree territoriali meno coperte e con elevato potenziale (Sardegna, Piemonte, Liguria, Toscana Sicilia) e l’ampliamento della value proposition grazie alle recenti operazioni di M&A”.

“L’obiettivo è traghettare Fire verso un posizionamento chiaro e distintivo, in un mercato in evoluzione che richiede visione e specializzazione”, ha commentato l’amministratore delegato Alberto Vigorelli (nella foto). “Vogliamo presidiare il mercato come gestore life-time del credito e rafforzare il nostro ruolo di partner industriale per banche, investitori e pubblica amministrazione, mantenendo la leadership nei settori storicamente presidiati”.

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