venerdì 23 apr 2021
HomeScenariEltif, per Equita Capital in rampa di lancio fondo da 140 milioni

Eltif, per Equita Capital in rampa di lancio fondo da 140 milioni

Eltif, per Equita Capital in rampa di lancio fondo da 140 milioni

Equita Capital Sgr si appresta a lanciare un fondo Eltif da 140 milioni di euro. E’ quanto è stato annunciato da Rossano Rufini (nella foto), managing partner della società, nel corso della conferenza digitale “Eltif e imprese non quotate – Il risparmio privato a sostegno dell’economia reale”, organizzata da Aifi, l’associazione italiana del private capital.

La conferenza ha visto la partecipazione dei vertici di Aifi (il presidente Innocenzo Cipolletta e il direttore generale Anna Gervasoni), Ilario Scafati (responsabile della fiscalità finanziaria nella direzione legislazione tributaria e federalismo fiscale  del dipartimento delle Finanze), Elisabetta Leboroni Pierozzi (responsabile divisione risparmio gestito e servizi di investimento della Banca d’Italia), Andrea Turi (responsabile dell’ufficio vigilanza Sgr e Oicr di Consob), Antonella Massari (segretario generale Aipb), Daniele Colantonio (partner product development di Anthilia Capital Partners Sgr), Marco Belletti (amministratore delegato di Azimut Libera Impresa Sgr), Claudia Vacanti (head of product development di Banca Generali), Alessandra Manuli (amministratore delegato di Hedge Invest Sgr), Filomena Cocco (managing director European marketing & client relations di Muzinich & Co) e del già citato Rufini.

Cipolletta, in avvio dei lavori, ha sottolineato il lavoro che Aifi sta facendo a livello istituzionale per ridurre la soglia di accesso ai fondi alternativi dagli attuali 500mila a 100-150mila euro.

Gli interventi di Scafati e Leboroni Pierozzi sono stati incentrati sull’evoluzione della normativa relativa ai Pir dal 2017 al maggio scorso, allorché un decreto governativo ha introdotto i Pir alternativi. Turi ha ricordato come appena diciannove ore fa la Commissione Ue abbia pubblicato il documento che modifica la regolamentazione degli Eltif, che stanno avendo “una nuova vita, anzi forse una prima vita”, dato che in precedenza, in virtù della normativa stringente, non sono stati commercializzati praticamente da nessuno.

Massari si è soffermata sul fatto che, anche se sul fronte normativo è stato fatto un buon lavoro, “si potrebbe fare di più” e ha elogiato l’Italia per aver utilizzato la leva fiscale per incentivare lo strumento.

Gli operatori sono entrati nel dettaglio dei prodotti sul mercato o in fase di lancio. Colantonio ha posto l’accento sul fatto che la scelta di Anthilia di dedicare il 50% del fondo Eltif ai bond e l’altra metà alle small cap quotate non è in contrasto con l’obiettivo di far arrivare liquidità alle pmi non quotate, dato che queste ultime “devono aspirare alla borsa”, devono puntare a “prendere l’ascensore per crescere dimensionalmente”.

Vacanti ha descritto il fondo Real Italy Eltif, soffermandosi sul fatto che la scelta di essere multistrategy e multigestione consente, grazie a una componente di reddito fisso legata al private debt, di dare al cliente “una prospettiva di ritorno del capitale anticipato rispetto al normale private capital”.

Rufini, come detto, ha anticipato il varo del fondo Eltif di Equita Capital, pur non nascondendo che arrivare alla commercializzazione, prevista entro la fine dell’anno, è stato “un percorso lungo e faticoso”. Il fondo, ha spiegato, arriverà sul mercato tramite partnership con società di private banking, avrà una dotazione di 140 milioni e investirà il 60-70% della raccolta in operazioni di private equity, “in aziende anche molto piccole (25-30 milioni di fatturato a salire)”; si tratterà di “investimenti di minoranza qualificata”, finalizzati ad accompagnare le target in” un percorso di crescita e sviluppo, una strategia buy and build“. Il restante 30% circa della raccolta sarà dedicato a investimenti in small cap quotate, società con una capitalizzazione inferiore a 500 milioni”. Il fondo avrà una durata di otto anni.

Cocco ha parlato del prodotto Eltif di Muznich già commercializzato tramite Azimut, che ha raccolto 350 milioni, di cui 280 milioni in Italia. E ha anticipato che la società di private det, sempre con Azimut, sta lavorando a un fondo Eltif Pir che investirà in rescue capital, ovvero erogherà finanza (loan e bond) ad “aziende solide ma in situazione di temporanea crisi di liquidità”. Cocco ha ricordato che l’attuale normativa europea sulle non performing exposures non consente più alle banche di temporeggiare sulle aziende che registrano situazioni di stress finanziario e che, di conseguenza, hanno bisogno di alleati, “provider di capitali, fondi di credito, che forniscano un finanziamento ponte per scavallare momento di difficoltà”.

Belletti si è ricollegato ai fondi lanciati in partnership con Muznich e, dopo aver ricordato che Azimut punta a “raccogliere e investire 10 miliardi in pochi anni” negli asset alternativi e oggi “siamo a oltre 2 miliardi”, a descritto gli Eltif Pir targati Azimut attualmente sul mercato. Belletti ha affermato che il cliente della società di gestione del risparmio ha a disposizione un Pir Box, ovvero “un contenitore che può riempire con i prodotti Pir compliant” e riservare una quota del 30% a prodotti non necessariamente Pir compliant “ma che resteranno all’interno del box per cinque anni”.

Manuli, infine, ha ricordato come a giugno sia stato lanciato HI Algebris Italia Eltif, fondo che invete almeno il 70% in società quotate e quotande con una capitalizzazione inferiore ai 500 milioni.

Vota questo articolo
Nessun commento

Aggiungi un commento

Social Media Auto Publish Powered By : XYZScripts.com

Accesso

Hai dimenticato la Password?

Registrati

Reset della password
Per favore inserisci la tua email. Riceverai una nuova password via email.