martedì 25 feb 2020
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Eurizon investe in alternativi: al via Capital Real Asset con 3,4 miliardi di aum

Eurizon investe in alternativi: al via Capital Real Asset con 3,4 miliardi di aum

Eurizon, l’asset management di Intesa Sanpaolo dedicata alla clientela retail e istituzionale, chiude il 2019 con risultati  positivi e si rafforza sul fronte degli investimenti in alternative asset dando vita a Eurizon Capital Real Asset sgr, spin off delle attività di investimento dell’asset management e di Intesa Sanpaolo Vita (Isv), con 3,4 miliardi di euro di asset under management. A guidarla è stata nominata amministratore delegato e direttore generale Silvana Chilelli (nella foto), già responsabile investimenti alternativi e progetti speciali di Isv e con un passato in da investment banker in J.P. Morgan e Merrill Lynch.

Investimenti in equity, debito, infrastrutture e real estate 
Eurizon Capital Real Asset si occuperà di investire in asset class alternative focalizzate sull’economia reale, “in particolare private equity, private debt, infrastrutture e real estate”, ha spiegato Chilelli in conferenza stampa, andando ad aumentare l’offerta alternative di Intesa dopo i fondi lanciati dal private banking del gruppo, Fideuram, e dedicati al private equity e debito.

La newco impiega al momento circa 15 risorse e utilizza in outsourcing le funzioni di supporto di Eurizon Capital. Il team di investimento è composto da circa dieci risorse con esperienza sia nella selezione di manager nel settore alternativi, sia nella comprensione degli investimenti. “Si tratta di un team senior, con track record comprovato, costruito in oltre cinque anni di attività e formato da professionisti che hanno lavorato nel credito alle imprese, nell’immobiliare o nel project financing infrastrutturale”.

Nel dettaglio, la società non porterà avanti investimenti diretti ma prevalentemente attraverso fondi: istituirà e gestirà cioè mandati e fondi di investimento alternativi destinati alla divisione insurance, agli investitori istituzionali, ai family office e alla clientela privata della divisione private banking e di Banca dei Territori.  “Selezioniamo i migliori fondi italiani e globali sulla base di track record, Irr e ritorno sul capitale investito. La nostra esperienza nel settore ci garantisce accesso ai migliori players sul mercato”, ha assicurato la manager, che aggiunge: “Manterremo un approccio selettivo e prudenziale verso gli investimenti”.

La nuova realtà è operativa dal 31 dicembre scorso e, come detto, parte con una potenza di fuoco di 3,4 miliardi, risorse ricevute in delega di gestione da Intesa Sanpaolo Vita che possiede il 49% della joint venture, mentre il 51% è in mano a Eurizon Capital sgr.  I 3,4 miliardi di euro sono a oggi investiti per oltre il 40%, ossia circa 1,4 miliardi, in imprese, di cui la metà in fondi di private equity e metà in fondi di private debt, oltre il 35% in infrastrutture, quindi circa 1,2 miliardi e circa il 25% (800 milioni) in real estate. “Dal punto di vista geografico – ha aggiunto la ceo – il nostro portafoglio è molto diversificato: la quota dell’Italia è circa il 20% includendo sia i fondi italiani sia i fondi esteri che dedicano parte dei loro investimenti all’Italia”.

Obiettivo della sgr, spiega Chilelli, è di “sviluppare un’offerta distintiva sugli investimenti alternativi di private market per soddisfare i bisogni di extra-rendimento della nostra clientela privata e istituzionale, supportando al contempo la crescita del sistema produttivo con investimenti a diretto beneficio delle imprese. Abbiamo riscontrato un significativo interesse da parte dei clienti istituzionali e privati che in un contesto di tassi bassi o negativi guardano ai private markets e agli investimenti in economia reale per diversificare il loro portafoglio e aumentare i loro rendimenti”. In questo contesto, ha continuato la ceo, “vogliamo essere il punto di riferimento per assicurazioni, fondi pensione, clienti istituzionali in genere e private clients e promuovere la cultura dei mercati privati e illiquidi in Italia”.

A tendere, il gruppo punta ad aumentare le masse gestite aprendo la raccolta ad altri soggetti fra i principali enti previdenziali e istituzionali, mentre non si esclude la possibilità di realizzare co-investimenti “che consentano agli investitori istituzionali di incrementare l’esposizione verso asset di qualità e di ridurre le commissioni di gestione”, ha spiegato.

“Ci riteniamo un player distintivo, non solo per il track record del nostro team ma anche per un totale allineamento di interessi con i nostri clienti: il nostro principale cliente è Intesa Sanpaolo Vita, che rimane azionista e investitore. Gli altri clienti hanno anche questo a garanzia di qualità degli investimenti e dei processi di due diligence” e inoltre “non abbiamo conflitti di interesse derivanti dalla necessità di collocare nostri fondi; operiamo in una logica multi-manager con accesso ai migliori investitori globali in economia reale nei private markets”.

Patrimonio gestito a 335,5 miliardi
Quanto ai risultati, lo scorso anno la società guidata da Tommaso Corcos ha registrato un trend di crescita costante del patrimonio gestito (+11%) raggiungendo a fine dicembre la cifra di 335,5 miliardi di euro, un record per Eurizon. L’utile netto consolidato dell’anno (compreso l’utile di pertinenza di terzi) è pari a 518,5 milioni di euro e il margine da commissioni a 799 milioni di euro, rispettivamente in rialzo dell’11,5% e del 14% rispetto al 2018. Scende però il cost/income ratio al 18,7% a fine 2019 rispetto al 21% del 2018.

Sul fronte della raccolta, i flussi netti da inizio anno superano i 10 miliardi di euro, grazie anche alla nuova società Eurizon Capital Real Asset (ECRA) che apporta 3,4 miliardi di euro, ricevuti in delega di gestione da Intesa Sanpaolo Vita. Al netto di quest’operazione straordinaria, la raccolta si attesta a 6,6 miliardi. Il contributo maggiore arriva dai fondi aperti con +4,6 miliardi, seguiti dalle Gestioni di Portafogli istituzionali che, escludendo l’apporto di ECRA, registrano flussi netti in ingresso per 3,3 miliardi.

In particolare, Eurizon risulta prima in Italia per raccolta nel IV trimestre sia a livello complessivo, con 8,1 miliardi (4,7 miliardi escludendo il contributo di ECRA), sia sui fondi aperti, con 4,2 miliardi di euro.

Tra le partecipazioni estere, il patrimonio della cinese Penghua Fund Management (partecipata al 49%) si attesta a 82 miliardi di euro. Considerando anche la società di Shenzhen, il patrimonio complessivo gestito da Eurizon supera i 417 miliardi di euro. Le tre società che rientrano nell’HUB dell’Est Europa, VUB AM (Slovacchia), CIB IFM (Ungheria) e PBZ Invest (Croazia), confermano un livello di patrimonio complessivo pari a 3,7 miliardi.

Con riferimento all’attività di azionariato attivo, la SGR nel corso del 2019 ha condotto circa 675 iniziative di engagement con 515 soggetti emittenti, di cui circa il 15% ha riguardato principalmente tematiche Esg.

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