lunedì 23 set 2019
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Exor, Nav a 17 miliardi

Exor, Nav a 17 miliardi

Crescono i profitti di Exor, la holding del gruppo Agnelli guidata da John Elkann (nella foto) cui fanno capo la controllate principali quali Fca, Cnh Industrial, Ferrari e la Juventus. 

Il primo semestre del 2017 si è chiuso per il gruppo con un utile consolidato di 916,3 milioni, più che raddoppiando il risultato rispetto allo stesso periodo del 2016 (430,3 milioni di euro), mentre il valore degli attivi (Nav) è salito a 17,2 miliardi di dollari, il 17,5% in più rispetto al 31 dicembre 2016.

L’incremento del Nav è legato all’apprezzamento delle controllate in portafoglio che hanno registrato ottimi risultati nel periodo e anche ad alcune acquisiziono, tra le quali quella del gruppo editoriale Gedi, che controlla le testate come la Repubblica, La Stampa e L’Espresso, dove Exor ha proprio ieri arrotondato la sua partecipazione dal 4,28 al 5,99% del capitale investendo 6,8 milioni, e quello del 2,47%, per 10 milioni, di Welltec, società di servizi petroliferi, salendo  al 16,19% del capitale e liquidando il fondo di investimenti Black Ant.

Quanto ai profitti, i 486 milioni in più sono riconducibili a una maggior quota di profitti degli investimenti (399,9 milioni di euro), un più alto reddito finanziario netto (81,7 milioni di euro), minori spese non ricorrenti (32,4 milioni) e altre voci positive per 19,3 milioni. 

Nel dettaglio delle controllate, la holding degli Agnelli ha spiegato che la crescita maggiore degli utili semestrali arriva soprattutto da Fca, che ha registrato utili semestrali a 1,7 miliardi di cui 520 milioni di competenza di Exor, ma anche da Cnh Industrial (249 milioni di dollari di risultato netto di cui 60,8 milioni di competenza della holding) e da Ferrari (utile a 260 milioni di cui 61 per Exor).

Il gruppo riassicurazioni statunitense Partner Re ha invece registrato 230 milioni di dollari di profitti rispetto ai 169,3 del primo semestre 2016 mentre la Juventus ha chiuso il secondo semestre della stagione 2016-2017 con una perdita netta di 26,6 milioni, in linea con il risultato dello stesso periodo dell’esercizio 2015-2016 (-26,7 milioni). Il bilancio dovrebbe però essere positivo, soprattutto perché il primo semestre si era chiuso con un utile di 72 milioni, su cui hanno influito positivamente le plusvalenze realizzate nell’estate 2016 grazie alle cessioni di Paul Pogba al Manchester United e di Alvaro Morata al Real Madrid.  In flessione, invece, la performance di The Economist Group, partecipato al 43,4%, con l’utile pro quota di Exor sceso da 27,1 milioni a 14,3 milioni di euro. 

Migliora poi la posizione finanziaria della holding con sede in Olanda, con debiti netti scesi a 3,22 miliardi rispetto ai 3,42 miliardi dello scorso dicembre. 

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