mercoledì 22 nov 2017
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Il fintech incontra l’assicurativo: il caso di Prima Assicurazioni

Il fintech incontra l’assicurativo: il caso di Prima Assicurazioni

Non solo bancario. Il fintech ha conquistato e soggiogato anche altri ambiti della finanza, alcuni forse di tendenze più tradizionaliste ad esempio l’assicurativo. I dati lo dimostrano: a oggi a livello globale nel comparto chiamato insuretech, stima una ricerca di Juniper, operano già 974 realtà in 53 Paesi e il giro d’affari è destinato a passare dai 175 miliardi di dollari del 2016 ai 235 del 2021.

Le potenzialità del matrimonio tra le assicurazioni, in particolare quelle obbligatorie, come l’Rc Auto, e la tecnologia sono molte e sfruttarle significa non solo introdurre nuovi sistemi nella realizzazione dei prodotti ma anche “pensare a canali di distribuzione più rapidi e personalizzati”, spiega a financecommunity.it George Ottathycal (nella foto), consulente di The Boston Consulting Group.

Ottathycal, assieme ad Alberto Genovese, fondatore di Facile.it e all’epoca suo amministratore delegato, ha lanciato nel 2013 una delle prime startup insuretech, Prima Assicurazioni.

“L’idea dietro Prima era quella di sfruttare l’indipendenza e la velocità delle nuove tecnologie per creare un player che fosse ottimizzato per le dinamiche di acquisto della clientela di oggi, molto diverse da quelle tradizionali”, racconta. Da qui la realizzazione, nel 2015, della piattaforma Prima.it attraverso il quale l’agenzia assicurativa online distribuisce polizze auto, moto e furgoni. Prima conta oggi un portafoglio di circa 150mila clienti e premi annuali per un valore oltre 50 milioni di euro.

Con un team composto da 40 professionisti con un’età media di 29 anni, e “attraverso le nostre competenze nell’ambito digitale e a un’infrastruttura tecnologica innovativa, l’azienda è in grado di sviluppare prodotti totalmente in-house, rispondendo alle richieste di mercato in modo tempestivo”. Ma contrariamente a quanto si possa pensare, Prima non è una compagnia assicurativa ma un intermediario che distribuisce in Italia le polizze sott di Great Lakes Insurance e Nobis. Come spiega Ottathycal, “siamo percepiti dal cliente come una compagnia, ma in realtà siamo un’agenzia e questo ci consente di avere una struttura più efficiente e veloce rispetto a un assicuratore tradizionale”. Il cuore del progetto sta dunque nel servizio e attraverso il portale è possibile personalizzare il preventivo e modificare la propria polizza anche dopo l’acquisto, aggiungendo le garanzie accessorie desiderate o modificando la tipologia di guida.

Per competere sul mercato, dunque, Prima punta su “efficienza e velocità ma anche una forte esperienza nel digitale e nell’assicurativo: il nostro lavoro è fare leva su un’infrastruttura tecnologica indipendente, in modo da sviluppare prodotti totalmente in-house in tempi significativamente ridotti rispetto alla media del mercato assicurativo, partendo dall’identificazione di un nuovo bisogno fino all’introduzione del prodotto”. Fra questi, di recente il gruppo ha lanciato di recente una polizza RC auto a cadenza mensile, che permette il pagamento dilazionato senza richiedere alcun finanziamento.

Per Ottathycal “gli spazi di crescita nel canale on line del mercato assicurativo italiano sono considerevoli perché che il settore è ancora molto arretrato rispetto al resto d’Europa, basti pensare che solo il 10% delle polizze viene venduto tramite Internet. Nel Regno Unito è circa il 90%”. Inoltre, “dei 40 milioni di veicoli assicurati ogni anno in Italia, solo 4,5 milioni sono assicurati online”. Esiste, quindi, una forte propensione e un’abitudine all’acquisto attraverso i canali tradizionali, ossia le agenzie fisiche, che ancora oggi rappresentano il principale punto di riferimento per i consumatori del nostro Paese, ma “andando incontro alle esigenze del consumatore, presentando tutti i benefici e i vantaggi e le possibilità di personalizzazione – spiega Ottathycal- è possibile trovare nuovi spazi di crescita”.

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