mercoledì 28 ott 2020
HomeScenariIl Mef si organizza nel fintech e lancia un comitato di coordinamento

Il Mef si organizza nel fintech e lancia un comitato di coordinamento

Il Mef si organizza nel fintech e lancia un comitato di coordinamento

Il ministero dell’Economia e delle Finanze ha dato il via la scorsa settimana al Comitato di coordinamento per il Fintech, un gruppo di lavoro che la ha l’obiettivo di “favorire l’introduzione di servizi e modelli operativi innovativi nel settore finanziario e assicurativo basati sulle tecnologie digitali”.

Il Comitato è nato con la sottoscrizione di un protocollo d’intesa tra Tesoro, Banca D’Italia, Consob, Ivass, Agcm, Garante per la Protezione dei dati personali, Agenzia per l’Italia Digitale Agenzia delle Entrate nell’ambito del tavolo di lavoro dedicato al fintech avviato a luglio dello scorso anno.

In particolare, fra i compiti del comitato ci sarà quello di sviluppare una visione complessiva del settore per favorirne la crescita e di garantire adeguati livelli di tutela dei consumatori, della stabilità e della concorrenza, fermi restando i compiti di carattere amministrativo o autorizzativo delle singole Amministrazioni aderenti al protocollo e attuare anche in Italia al Piano d’azione Fintech della Commissione europea, che prevede appunto che i singoli Paesi membri avviino pratiche di coordinamento tra i supervisori, di disseminazione dell’informazione sulle tecnologie innovative e di definizione di regole che facilitino l’affermazione del comparto.

Fino ad ora in Italia le varie authority avevano affrontato la questione singolarmente. Banca d’Italia ha ad esempio aperto il Canale Fintech sul proprio sito internet per favorire il confronto con gli opera tori di mercato mentre Consob ha agito in termini di  normativa fintech, dopo aver varato a dicembre 2017 l’ultima versione del regolamento sull’equity crowdfunding.

Lo scorso inverno è poi nata Assofintech, l’associazione che riunisce persone e aziende che lavorano nei settori fintech e insurtech in Italia, per fare sistema e crescere insieme, anche in team con analoghe associazioni europee tra le quali Swiss Finance + Technology Association. A oggi l’associazione conta una novantina di associati tra i quali i rappresentanti di note startup del settore come BorsadelCredito, OvalMoney, Soisy, FactorWork, PMI Capital, Fintastico; l’intera Associazione Italiana delle piattaforme di Equity Crowdfunding; e i rappresentanti di alcuni delle principali gruppi finanziari, di consulenza e di sviluppo di soluzioni tecnologiche più sensibili all’innovazione come Intermonte, SocGen Securities Services, Prometeia, studio legale Orrick, Frigiolini& Partners Merchant, Cerved, Crif e Sia.

Nei giorni scorsi, infine, è stato annunciata nascita di ItaliaFintech, un gruppo di lavoro di aziende fintech italiane (tra le quali alcune associate di Assofintech) nato allo scopo di facilitare il contributo delle numerose soluzioni fintech disponibili in Italia al benessere finanziario di famiglie e imprese. ItaliaFintech lavorerà per progetti a seconda delle esigenze di famiglie e imprese, e a rendere le soluzioni fintech sempre più accessibili. Al gruppo di lavoro partecipano 22 aziende, tra le quali Borsadelcredito.it, Conio, Credimi, Epic, Fifty, Groupama Supply Chain Fund, Lendix, Modefinance, MoneyFarm, N26, Satispay, Virtualb, Workinvoice, Younited Credit, Soldo, Soisy, Raisin.

Ora anche il Mef si è organizzato su questo fronte spinto dalla consapevolezza che “la creazione di società fintech, in gran parte startup, che offrono tecnologie, servizi e prodotti innovativi al settore bancario, della finanza, assicurativo e della gestione del risparmio, incentrati sul ricorso alle tecnologie dell’informazione e della comunicazione è in forte crescita”m si legge nel protocollo d’intesa.  E che “le banche e gli altri intermediari finanziari guardano con crescente interesse al settore per le possibilità che esso offre di sviluppare modelli di business competitivi ed efficienti”. Inoltre “lo sviluppo del settore fintech richiede un quadro di regole e di vigilanza improntato a principi di neutralità, concorrenza e proporzionalità nonché in grado di conciliare le esigenze di trasparenza del mercato con quelle di presidio dei rischi connessi con l’utilizzo di tecnologie innovative”.

Vota questo articolo
Nessun commento

Aggiungi un commento

Social Media Auto Publish Powered By : XYZScripts.com

Accesso

Hai dimenticato la Password?

Registrati

Reset della password
Per favore inserisci la tua email. Riceverai una nuova password via email.