mercoledì 30 set 2020
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Intesa chiude il semestre con un utile a 2,57 miliardi. Nel 2021 il nuovo piano

Intesa chiude il semestre con un utile a 2,57 miliardi. Nel 2021 il nuovo piano

Intesa Sanpaolo chiude il primo semestre con un utile netto di 2,57 miliardi di euro, in crescita del 13,2% rispetto allo stesso periodo del 2019.

Il solo secondo trimestre ha visto un utile netto a 1,415 miliardi, in rialzo di oltre il 16% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso e sopra le attese, nonostante la flessione dei ricavi e le maggiori rettifiche su crediti per gli impatti previsti dal Covid-19.  Il risultato beneficia in particolare della plusvalenza di circa 1,1 miliardi derivante dalla cessione a Nexi delle attività di acquiring e che viene utilizzata per aumentare le rettifiche su crediti.

“Nei primi sei mesi dell’anno, a fronte di un contesto molto impegnativo, abbiamo conseguito il miglior utile netto del primo semestre dal 2008, pari a 2,6 miliardi di euro. Ciò significa aver già realizzato l’86% dell’obiettivo minimo di utile netto di 3 miliardi, previsto per quest’anno”, ha commentato il ceo Carlo Messina (nella foto).

Tornando al semestre, i proventi operativi netti sono rimasti stabili a 9,075 miliardi, con margine di interesse a 3,5 miliardi (-0,6%) e commissioni nette a 3,6 miliardi (-6,3%). In calo del 2,8% a 4,4 miliardi i costi operativi, per un rapporto cost/income sceso al 48,5%. Quanto alla solidità patrimoniale, il coefficiente Cet1 fully loaded è al 14,9%, considerando 1,9 miliardi di dividendi maturati nel primo semestre.

Per l’intero esercizio, senza considerare Ubi Banca, Intesa conferma la previsione di un utile netto “non inferiore a circa 3,5 miliardi nel 2021”. Considerando anche Ubi, confermata la stima di un utile netto dal 2022 “non inferiore a 5 miliardi di euro e il proseguimento di una strategia focalizzata sulla remunerazione per gli azionisti e sul mantenimento di solidi coefficienti patrimoniali”.

Nel secondo trimestre, poi, Intesa ha effettuato rettifiche nette su crediti per 1,398 miliardi (rispetto ai 403 milioni del primo trimestre dell’anno e ai 554 milioni del secondo trimestre 2019), che includono circa 880 milioni per futuri impatti il Covid-19. Sul fronte dei ricavi il margine di interesse scende dello 0,6% su anno a 1,75 miliardi e le commissioni dell’11,2% a 1,74 miliardi. In deciso calo anche i risultati del trading.

Lo stock dei crediti deteriorati lordi scende del 4,6% a fine giugno con un’incidenza sui crediti complessivi del 7,1%.

“Abbiamo ulteriormente rafforzato il nostro bilancio – ha aggiunto Messina -, migliorando i coefficienti patrimoniali, già estremamente solidi, e riducendo lo stock dei crediti deteriorati al livello più basso dal 2008, con un calo di circa 6 miliardi di euro negli ultimi dodici mesi. Il flusso di nuovi crediti deteriorati è al livello più basso mai registrato nei primi sei mesi dell’anno. Possiamo pertanto affermare di essere ben posizionati per continuare ad assicurare una redditività ai vertici del settore in Europa, mantenendo una elevata patrimonializzazione”.

Intesa ha confermato poi una politica di dividendi che prevede la distribuzione di un ammontare di dividendi cash corrispondente a un payout ratio del 75% del risultato netto 2020 e del 70% sul 2021. Oltre a questo, l’istituto guidato da Carlo Messina chiederà l’approvazione della Bce per una distribuzione cash da riserve nel 2021 alla luce dell’utile netto 2019 allocato a riserve nel 2020.

Confermata inoltre una stima di un Cet1 a regime superiore al 13% nel 2021 considerando l’acquisizione di Ubi e la potenziale distribuzione cash da riserve.

“Ora – ha continuato il ceo – si apre un nuovo capitolo nella storia del nostro gruppo: la scorsa settimana, nel pieno rispetto dei tempi annunciati, abbiamo concluso con successo la nostra offerta rivolta agli azionisti di UBI annunciata cinque mesi fa. Il 90,2% – in termini di capitale – ha deciso di far parte di Intesa Sanpaolo: una scelta che per noi è motivo di orgoglio. Intesa Sanpaolo e Ubi hanno modelli di business simili, con culture e valori aziendali condivisi. Insieme, possiamo rafforzare un gruppo campione nazionale e leader a livello europeo, forte di oltre 1,1 trilioni di euro che gli italiani ci affidano.

Con questa operazione “possiamo proiettarci nelle primissime posizioni tra le banche dell’Eurozona: diventiamo la seconda banca per capitalizzazione, la sesta per risultato operativo e l’ottava per totale attivo. Si tratta di un passaggio di grande rilevanza”. Entro la fine dell’anno prossimo, quando lo scenario macro diventerà più chiaro, Intesa annuncerà un nuovo piano dettagliato per il nuovo gruppo.

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