sabato 30 mag 2020
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Intesa Sanpaolo, risultati in rialzo in 2019. Punta su risparmio gestito e vede rosa in 2020

Intesa Sanpaolo, risultati in rialzo in 2019. Punta su risparmio gestito e vede rosa in 2020

Intesa Sanpaolo ha archiviato il 2019 con proventi operativi netti e utile netto in lieve rialzo, e con un risultato della gestione operativa in crescita, spingendo il cda a proporre la distribuzione di un dividendo di 0,19 euro per azione.

L’anno scorso, si legge in un comunicato del gruppo bancario guidato da Carlo Messina (nella foto), ha fatto segnare proventi netti pari a 18,083 miliardi (+1,5%), costi operativi per 9,29 miliardi (-2,1%), un risultato della gestione operativa di 8,793 miliardi (+5,6%) e un utile netto di 4,182 miliardi, in aumento del 3,3% rispetto ai 4,05 miliardi del 2018. Per quanto riguarda gli indicatori di solidità patrimoniale, a fine dicembre Intesa Sanpaolo aveva un common equity Tier 1 ratio post dividendi pari al 14,1% pro-forma e al 13,9% con criteri transitori. Nello scenario avverso dello stress test Eba/Bce 2018, al 2020 il common equity Tier1 ratio è risultato pari al 9,7%.

La nota della banca sottolinea che i risultati sono stati ottenuti “in un contesto macroeconomico non favorevole” e riflettono la “continua focalizzazione su wealth management & protection che pone al centro la relazione con il cliente, con un forte sviluppo dell’assicurazione danni non-motor e in presenza di una ripresa della raccolta netta di risparmio gestito nel secondo semestre (pari a circa 8 miliardi di euro)”. Intesa Sanpaolo aspira a convertire in risparmio gestito “la riserva di potenziale creazione di valore derivante dall’ammontare di depositi a vista delle famiglie”, stimata nell’ordine dei 70 miliardi di euro a fine anno. Inoltre, la banca guarda alla conversione in risparmio gestito dei circa 176 miliardi di raccolta amministrata.

Per quanto riguarda i costi, la nota richiama l’accordo sindacale dello scorso maggio riguardante l’uscita volontaria di 1.600 persone entro giugno 2021, in aggiunta alle 9mila – già previste nel piano di impresa 2018-2021 – entro giugno 2020, con ulteriori richieste di adesione di circa mille persone, “che sono in corso di valutazione”.

Intesa Sanpaolo ricorda la serie di iniziative, su vari fronti, adottati dall’istituto: gli accordi con Prelios, IntrumNexi e SisalPay. E sottolinea il supporto all’economia reale, tramite l’erogazione di credito a medio-lungo termine, e l’attenzione ai temi di responsabilità sociale e culturale, nonché all’ambiente; quest’ultimo aspetto è incarnato dal plafond creditizio Circular Economy di 5 miliardi di euro per il triennio 2018-2021.

Tornando ai risultati dell’anno scorso, le rettifiche di valore nette su crediti hanno fatto segnare un calo del 12,7% e il costo del rischio è sceso a 53 centesimi di punto (61 del 2018). Inoltre, il 2019 ha visto una riduzione dei crediti deteriorati, al lordo delle rettifiche di valore, di circa 6 miliardi di euro, con uno stock sceso del 14,2% al lordo delle rettifiche di valore e del 14,3% al netto. A fine 2019 il livello di copertura specifica dei crediti deteriorati era pari al 54,6%.

Il cda proporrà all’assemblea la distribuzione di dividendi cash per 3,362 miliardi (19,2 centesimi per azione).

Per quanto riguarda il 2020, Intesa Sanpaolo prevede “un aumento del risultato netto rispetto al 2019, anche senza tenere conto della prevista plusvalenza derivante dall’operazione Nexi, a seguito di una crescita dei ricavi, una continua riduzione dei costi operativi e un calo del costo del rischio”. La politica di dividendi per l’esercizio 2020 prevede la distribuzione di un ammontare di dividendi cash corrispondente a un payout ratio pari al 75% del risultato netto, ovvero in calo rispetto all’80% sull’esercizio 2019.

Commentando i risultati, Messina afferma che “per Intesa Sanpaolo essere una banca tra le più solide e profittevoli in Europa significa essere il motore della crescita sostenibile e inclusiva nel nostro Paese, per ridurre le disuguaglianze sociali, preservare arte e cultura, investire nei giovani, promuovere l’occupazione, diffondere la capacità di innovare delle nostre imprese e sviluppare l’economia circolare”.

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