giovedì 13 ago 2020
HomeScenariIntesa-Ubi, Cattolica aderisce. Si sfalda fronte anti-Messina. Massiah: rischio monopolio

Intesa-Ubi, Cattolica aderisce. Si sfalda fronte anti-Messina. Massiah: rischio monopolio

Intesa-Ubi, Cattolica aderisce. Si sfalda fronte anti-Messina. Massiah: rischio monopolio

Intesa Sanpaolo ottiene un’altra vittoria tattica nella guerra per la conquista di Ubi Banca. Ieri sera, il consiglio di amministrazione di Cattolica Assicurazioni ha deciso di aderire all’offerta pubblica di scambio, apportando interamente la partecipazione detenuta nella banca guidata da Victor Massiah, pari all’1% circa del capitale.

Intanto, l’amministratore delegato di Ubi Banca continua a battere sul tasto del rischio che, se l’operazione voluta da Ca’ de Sass dovesse andare in porto, nel settore bancario italiano si verrebbe a creare una situazione di monopolio di fatto.

La compagnia veronese, si legge in un comunicato, “alla luce sia delle autorizzazioni di vigilanza ottenute dall’offerente, sia del comunicato dell’emittente, sia ancora dell’andamento del mercato, ha deliberato all’unanimità l’adesione”.

Cattolica aveva aderito al cosiddetto patto Car, che riunisce alcuni azionisti storici bergamaschi e bresciani di Ubi, a fine febbraio. Pareva, dunque, che la compagnia presieduta da Paolo Bedoni andasse a rafforzare lo schieramento dei contrari all’ops. Da allora, però, Cattolica è stata costretta a varare un aumento di capitale per rafforzare il patrimonio, spinta in questa direzione dall’Ivass, e ha trovato in Generali il cavaliere bianco, disposto a sottoscrivere 300 dei 500 milioni della manovra di rafforzamento. Cattolica, dunque, si appresta a entrare nella galassia del Leone di Trieste e probabilmente, in questa fase, non sarebbe intelligente mettersi a battagliare contro Intesa Sanpaolo.

Così, Carlo Messina (nella foto) incassa il secondo successo tattico nel giro di pochi giorni, dopo che la Fondazione Banca Monte di Lombardia – a cui fa capo il 4,96% del capitale di Ubi – si è detta pronta a valutare l’offerta.

Massiah sembra contare su un intervento dell’Antitrust per bloccare l’operazione non concordata e ostile voluta da Intesa Sanpaolo, dato che il vento che spira dal mercato pare gonfiare le vele della nave di Messina. La commissione che vigila sulla concorrenza, infatti, si deve ancora pronunciare ufficialmente. Intervistato dal Financial Times, l’amministratore delegato di Ubi Banca afferma che, in caso di completamento dell’offerta, “si determinerebbe una sorta di monopolio e non credo sia una cosa appropriata”.

Massiah dice di “comprendere che in alcuni Paesi sia desiderabile che le grandi banche rilevino le rivali più piccole, ma mentre Spagna, Francia o Regno Unito hanno varie grandi banche, l’Italia ne ha una sola”. Il manager sottolinea che, “se Ubi continuerà a essere indipendente saranno finalizzate proposte di acquisizione entro fine anno” e ribadisce che “la priorità è proteggere gli azionisti e minimizzare gli aumenti di capitale”.

A proposito dell’intenzione di restituire 840 milioni di euro di capitale in eccesso agli azionisti nei prossimi tre anni, un obiettivo che secondo il Financial Times è giudicato aggressivo dagli analisti, Massiah spiega che “la nostra filosofia è sempre stata quella di tenere le riserve di liquidità. Avevamo la responsabilità di far comprendere agli azionisti” quali opportunità avrebbero perso “se avessero scelto di cedere le azioni a Intesa”.

Vota questo articolo
Nessun commento

Aggiungi un commento

Social Media Auto Publish Powered By : XYZScripts.com

Accesso

Hai dimenticato la Password?

Registrati

Reset della password
Per favore inserisci la tua email. Riceverai una nuova password via email.