mercoledì 28 ott 2020
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Mediobanca, profitti a 600 milioni. Nagel conferma gli obiettivi al 2023

Mediobanca, profitti a 600 milioni. Nagel conferma gli obiettivi al 2023

Mediobanca chiude l’esercizio 2019-2020 con un utile netto di 600 milioni, in calo del 27% rispetto all’anno precedente. Il risultato sconta oneri non ricorrenti da 285 milioni, per l’80% dovuti al Covid (228 milioni), ma è superiore ai 587 milioni previsti dal consensus fornito dalla banca.

L’utile netto rettificato si è attestato a 887 milioni (48,2 milioni nel quarto trimestre), con un utile per azione a 1 euro, in crescita del 3%, mentre il margine di intermediazione è rimasto sostanzialmente stabile a 2,5 miliardi (-0,5%, 2,45 il consensus), con margine di interesse a 1,4 miliardi (+3,3%) e commissioni e altri proventi a 630 milioni (+3,1%). I costi di struttura sono saliti del 2,3% a 1,19 miliardi per un rapporto cost/income al 47,3%.

La banca ha confermato dunque “le linee strategiche, gli obiettivi, la politica di ottimizzazione del capitale e di remunerazione degli azionisti” previsti dal piano industriale al 2023 nonostante l’impatto Covid. In particolare, l’ottimizzazione del capitale, con un Cet1 al 13,5%, è “da raggiungersi ora progressivamente (entro giugno 2023) per la gestione prudenziale della crisi Covid’.

I conti saranno presentati all’assemblea di fine ottobre, che dovrà anche rinnovare il board e che vedrà la presenza per la prima volta di Leonardo Del Vecchio, azionista con il 10% della banca tramite la holding Delfin (in attesa del nulla osta della Bce per arrivare al 20%). Nagel ha detto che potranno esserci proposte di modifica dello statuto prima di ottobre: si parla di eliminare la clausola che richiede tre anni da manager interno al ceo.

Quanto al dividendo per il 2021 e l’eventualità di un recupero della cedola del primo semestre 2020, ha detto il ceo Alberto Nagel (nella foto), Mediobanca ha “aperte tutte le opzioni”, replicando a chi gli chiedeva se l’istituto potrà “recuperare” il pagamento della cedola 2020 nel primo semestre del prossimo anno. “Con la redditività caratteristica che abbiamo e che terremo anche l’anno prossimo e il capitale che abbiamo possiamo decidere in ogni momento di fare un misto di distribuzioni e buyback – ha spiegato – Quello che è importante è capire l’atteggiamento del regolatore nel 2021. Una volta che sarà chiaro potremo decidere di quanto dare il dividendo, quando darlo e di come associarlo a un eventuale buyback”.

Commentando invece l’opas Intesa-Ubi, Nagel ha detto di aspettarsi che questa “metta maggior pressione su tutti i ceo per capire come si evolve il mercato italiano e sicuramente si intensificheranno i cosiddetti merger talks. Si sono già intensificati, sta già avvenendo”. Mediobanca “sarà coinvolta come advisor in questo processo di consolidamento”, ha ribadito Nagel, specificando che per la banca le opportunità aggregative saranno nel risparmio gestito.

 

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