giovedì 04 mar 2021
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Mediobanca, via libera della Bce a Delfin. Tutte le partite di Del Vecchio

Mediobanca, via libera della Bce a Delfin. Tutte le partite di Del Vecchio

Era l’uomo più atteso e chiacchierato del mondo finanziario agli albori del 2020. Leonardo Del Vecchio (nella foto) compariva in quasi tutte le partite che su Mag avevamo indicato da tenere d’occhio per quest’anno. Poi, però, sono successe due cose, in breve sequenza. A metà febbraio, a sorpresa, Intesa Sanpaolo ha lanciato un’offerta di scambio (poi trasformatisi in opas) su Ubi Banca. E così, Carlo Messina ha rubato il proscenio che pareva attendere l’entrata di Del Vecchio. Una settimana dopo, il 21 febbraio, ecco arrivare il cigno nero, il primo contagiato dal coronavirus Covid-19 in Italia. Da quel momento, le attenzioni del mondo si sono concentrate sulla pandemia.

Nel frattempo, però, sebbene i mercati finanziari fossero stati squassati dal Covid-19 e le prospettive sull’economia globale fossero (e tuttora siano) tutt’altro che rosee, Messina ha portato a buon fine l’acquisizione di Ubi.

E Del Vecchio ha atteso che, con le acque più calme, le partite finanziarie che aveva iniziato a giocare entrassero nel vivo. Il momento pare giunto. Ieri, Delfin, la holding lussemburghese che fa capo all’imprenditore, ha comunicato di aver ricevuto il via libera della Bce a superare la soglia del 10% nel capitale di Mediobanca. L’istruttoria della vigilanza di Francoforte era cominciata il 29 maggio. Delfin potrà arrivare fino a un massimo del 19,99% nel capitale della banca guidata da Alberto Nagel, ma, stando a indiscrezioni di stampa, nell’immediato si attesterà attorno al 13-14%.

Scontata la reazione positiva del titolo Mediobanca, che ieri ha guadagnato il 3,18%; oggi, peraltro, il titolo della banca d’affari ritraccia un po’, cedendo – attorno alle 12,30 – lo 0,15%, a 7,458 euro. Siamo lontani dai livelli della fine dell’anno scorso, quando Del Vecchio rastrellava azioni e Mediobanca superò quota 11 euro. I prossimi acquisti di Delfin, insomma, dovrebbero contribuire ad abbassare il prezzo di carico della partecipazione.

Fonti vicine al dossier, citate dal Sole 24 Ore, affermano che l’investimento è di natura finanziaria e che l’intenzione non è quella di presentare una lista per il prossimo rinnovo del consiglio di amministrazione, che scade con l’assemblea di bilancio del 28 ottobre.

Al momento, dunque, Del Vecchio non parrebbe intenzionato a contrastare l’attuale management di Mediobanca e nemmeno a usare il trampolino di Piazzetta Cuccia per tentare l’assalto a Generali, dove è azionista con una quota del 5% e dove Mediobanca svolge il ruolo di dominus grazie a una partecipazione del 13%.

All’assemblea del 28 ottobre, dunque, la lista principale verrà presentata dal cda uscente, con la riconferma scontata di Nagel e del presidente Renato Pagliaro. Assogestioni, per i fondi azionisti, dovrebbe riproporre i due amministratori che siedono in cda in rappresentaza delle minoranze, Angela Gamba e Alberto Lupoi.

 

Ovviamente, la scelta di non presentare una lista e di non ostacolare l’attuale management potrebbe rappresentare una mossa tattica, per far sbollire le acque e poi passare all’attacco più avanti. Anche perché Del Vecchio ha aperto altri fronti, che fanno presagire un autunno caldo. Affiancato dall’avvocato Sergio Erede, founder e name partner di BonelliErede, l’imprenditore si appresta a vedere coronata la strategia attendista su EssilorLuxottica: temporeggiando sulla scelta dell’amministratore delegato, Del Vecchio si sta avvicinando a marzo dell’anno prossimo, quando scadranno i patti con i soci francesi e potrà esercitare pienamente i diritti di voto garantiti dal possesso del 32,8% del capitale, di fatto prendendo il controllo del gruppo.

E così, una volta prese in mano le redini di EssilorLuxottica, Del Vecchio potrà gestire in autonomia l’acquisizione da 7,2 miliardi di GrandVision, operazione che si è impantanata dopo che, il 18 luglio scorso, EssiLux ha intrapreso un’azione legale al tribunale distrettuale di Rotterdam, in Olanda, per ottenere informazioni da GrandVision. Lo scopo dell’azione legale era valutare come GrandVision avesse gestito il business durante l’emergenza Covid-19 e in che misura eventualmente avesse violato i termini del contratto di acquisizione. Il 30 luglio scorso, poi, il colosso italo-francese dell’occhialeria è stato informato da Hal e GrandVision dell’intenzione di avviare un arbitrato contro la società.

Il tribunale di Rotterdam ha dato torto ad EssilorLuxottica, negando le informazioni richieste, e il gruppo italo-francese sta valutando il ricorso in appello. Il 25 agosto, tramite una nota, EssilorLuxottica ha preannunciato la possibilità di ricorrere in appello e ha osservato con preoccupazione come GrandVision continui a negare l’accesso a informazioni rilevanti sulla gestione del business durante la pandemia. All’udienza in tribunale, il gruppo italo-francese aveva dichiarato che le decisioni di GrandVision di sospendere i pagamenti ai proprietari e ai fornitori dei punti vendita e di richiedere aiuti di Stato potrebbero essere un valido motivo per porre fine alla proposta di acquisizione da 7,2 miliardi di euro dell’azienda.

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