martedì 14 lug 2020
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Nexi, i fondi collocano l’8,8% e scendono al 43,4% del capitale. Le banche dell’Abb

Nexi, i fondi collocano l’8,8% e scendono al 43,4% del capitale. Le banche dell’Abb

Nexi diventa una public company. Mercury Uk – holding partecipata dagli operatori di private equity Advent International, Bain Capital e Clessidra – ha collocato, tramite un processo di accelerated bookbuilding, 55 milioni di azioni ordinarie, pari all’8,8% circa del capitale, a 14,20 euro per azione.

Le banche che hanno curato l’operazione in qualità di joint global coordinator e joint bookrunner, si legge in un comunicato, sono Barclays Bank, Goldman Sachs International e HSBC Bank. Banca Imi e UniCredit Corporate & Investment Banking hanno agito in qualità di joint bookrunner. N. M. Rothschild & Sons Limited (Rothschild & Co) è il sole financial advisor di Mercury UK.

Barclays ha operato con un team formato da Enrico Chiapparoli (Italy country manager, nella foto), David Koch (head of Southern European ECM), Renato Di Monta (head of FIG Italy), Rodolfo Pambianco (vicepresident) e Stefano Conte (director).

Mercury si è impegnata a non ridurre la partecipazione residua in Nexi, pari al 43,4% circa del capitale, per un periodo di 90 giorni.

Dal collocamento dei titoli del gruppo guidato da Paolo Bertoluzzo, Mercury UK ha incassato quindi circa 781 milioni di euro.

I fondi – protagonisti del buyout dell’allora Icbpi e poi della crescita per acquisizioni e dell’ipo nel 2019 – avevano collocato il 7,7% del capitale nel gennaio scorso, poco prima del tracollo dei mercati a causa della diffusione del coronavirus Covid-19.

Il 18 marzo scorso, in piena bufera sui mercati, Financecommunity scrisse che attorno al gruppo attivo nelle transazioni finanziarie si stavano muovendo diversi soggetti interessati – riferendo il dialogo mai interrotto con Sia e il ruolo di Intesa Sanpaolo – e che i fondi azionisti erano in uscita. Da allora, complici anche le voci rilanciate da un’agenzia di stampa di un’intensificazione dei colloqui con Sia, le quotazioni di Nexi sono risalite in modo repentino: dagli 8,62 euro toccati il 19 marzo, il titolo è salito sino a 15,6750 euro di lunedì 25 maggio; oggi, ovviamente, Nexi perde il 6% circa, ma si mantiene sopra i 14,20 euro del prezzo dell’Abb.

Una fonte vicina al collocamento sottolinea che l’operazione “è stata in linea con la precedente”, caratterizzata da “una buona qualità del book, equilibrio tra fondi hedge e long only”; insomma, “un’operazione di mercato”, che non avrebbe visto l’intervento di soggetti industriali e nemmeno di Intesa Sanpaolo, azionista di Nexi al 9,9% dopo la partnership siglata nel quadro della cessione dell’attività di merchant acquiring.

La fonte sottolinea che “i fondi azionisti stanno seguendo una strategia da manuale”, che dovrebbe portarli a uscire completamente dal capitale di Nexi, con una serie di Abb, “nell’arco di 18-24 mesi” dall’ipo.

Al momento, potendo contare sul 43,4% del capitale, restano Advent, Bain e Clessidra a guidare le strategie del gruppo guidato da Bertoluzzo. E’ evidente, però, che la presa verrà allentata progressivamente. Resta da verificare se le interlocuzioni sempre in corso con Sia (come confermato dal management di Nexi recentemente) sfoceranno in un’aggregazione, portando a un’accelerazione del percorso di exit dei fondi e a un nuovo assetto di governance del gruppo, presumibilmente con Cdp e Intesa Sanpaolo in cabina di regia.

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