sabato 31 ott 2020
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Oltre TikTok: ecco dove passa il primato cinese nella tecnologia

Oltre TikTok: ecco dove passa il primato cinese nella tecnologia

Assieme all’andamento della pandemia di Covid-19 nel mondo, le elezioni negli Stati Uniti e la questione migranti, a occupare le cronache durante la pausa estiva c’è stata, sul fronte finanziario, la battaglia per il controllo di TikTok, popolarissima app che consente di caricare brevi video ormai utilizzata anche da politici e personaggi famosi. Il presidente Usa Donald Trump, determinato a rendere la vita difficile alla Cina, a inizio agosto ha firmato un decreto che vietava le transazioni con i proprietari cinesi delle app TikTok e WeChat, bloccando l’attività della app e spingendo di fatto la proprietaria cinese ByteDance a vendere la partecipazione nelle operazioni di TikTok nel Paese. A contendersi l’asset, valutato tra i 20 e 30 miliardi di dollari, ci sono fra gli altri Oracle e l’accoppiata Microsoft e Walmart. La partita è ancora aperta.

L’intento non proprio nascosto di Trump è quello di depotenziare la Cina, bersaglio di una sua personalissima guerra partendo dagli asset più strategici come quelli tecnologici tipo TikTok e Huawei. Ma in quanto guerra qualcuno deve almeno simbolicamente vincerla e non sarà così semplice per il 45esimo presidente degli Stati Uniti. Anzi, è quasi impossibile se consideriamo quella che è la leadership del Dragone nel settore tecnologico online.

Una leadership che è innanzitutto numerica: la Cina conta 904 milioni di utenti connessi al web che passano online una media di 31 ore alla settimana, con un tasso di penetrazione del 65% della popolazione, quasi raddoppiato rispetto al 34% di dieci anni fa. Per confronto, gli utenti connessi negli Usa sono circa 312 milioni e il tasso di penetrazione è vicino al 90%.

I settori in forte crescita sono, oltre alle applicazioni social, anche l’e-commerce, la pubblicità, il gaming online e i servizi a pagamento.

L’e-commerce, in particolare, pesa per il 27% delle vendite al dettaglio totali e vale 682 miliardi di euro (contro i 438 miliardi degli Usa), il che pone la Cina in cima alla classifica globale per tasso di penetrazione, al pari della Corea del Sud. Secondo le stime di Schroders la quota quest’anno dovrebbe superare il 30%. Oltre ad Alibaba, la società di e-commerce cinese più grande e più nota che in Cina detiene oltre il 60% delle quote di mercato con 654 milioni di utenti attivi sui suoi siti lo scorso anno, un player in rapida ascesa è fra gli altri il servizio di consegna di food delivery Meituan-Dianping, che ha 400 milioni di utenti in Cina; in confronto Grubhub negli Stati Uniti ha solo 23 milioni di utenti.

I videogiochi, per pc e cellulare, sono un’altra industria importante nel settore internet in Cina e si stima che ci siano circa 600 milioni di gamer. Tencent è l’operatore dominante con una quota nazionale del 55% ed è oggi il più grande sviluppatore di videogiochi al mondo. Lo streaming musicale è guidato sempre da Tencent Music Entertainment, che conta circa 800 milioni di utenti mentre tra le aziende da tenere d’occhio basate su abbonamenti c’è Iqiyi, una società di streaming video online spesso considerata come la risposta della Cina a Netflix, che conta 119 milioni di sottoscrittori (crescita anno su anno del 23%).

Questo articolo è tratto dalla rubrica Follow the Money presente sulla rivista MAG. Scarica qui l’ultimo numero

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