venerdì 24 nov 2017
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Snapchat non brilla ma il tech vola nella Borsa Usa

Snapchat non brilla ma il tech vola nella Borsa Usa

A metà luglio il titolo di Snapchat a Wall Street è arrivato a perdere oltre il 7%, posizionandosi sotto i 16 dollari per azione. La ragione del tonfo è stata la bocciatura di Morgan Stanley che ha sollevato dubbi sulla capacità della società di competere con il colosso Facebook. Il caso di Snapchat sembra però essere isolato.

In generale il settore tech è infatti uno dei principali beneficiari dello scenario di scarsa crescita degli ultimi anni. Per fare un esempio, il fondo di T. Rowe Price chiamato Global Technology Equity ha ottenuto in due anni una performance netta pari al 22,37% dal lancio, e conta oggi un patrimonio in gestione di quasi 460 milioni di dollari.

«In uno scenario di debolezza economica globale, il settore tecnologico è un’oasi di crescita, a prescindere dal contesto macroeconomico o politico», osserva Josh Spencer, gestore del fondo. Il motivo, spiega, è che «l’innovazione può mandare in stallo industrie esistenti o crearne di completamente nuove. Le aziende veramente innovative possono generare valore per gli azionisti sottraendo quote di mercato a competitor più lenti nell’innovare, anche in un ambiente caratterizzato da una bassa crescita». Come aggiunge David Older, responsabile azionario di Carmignac, «attualmente i maggiori player del tech sono piattaforme con “iperscala” globale e caratterizzate da una forte crescita. Inoltre le società generano saldi di cassa elevati che permettono loro di investire massicciamente nella crescita organica futura o attraverso acquisizioni».

In particolare, uno dei settori più in crescita è quello del cloud computing, in riferimento a società che forniscono infrastrutture per i cloud e a quelle che sviluppano software per i cloud. In futuro le nuove applicazioni come la guida autonoma e la realtà aumentata alimenteranno ulteriormente questo comparto e dovrebbero offrire opportunità di crescita di lungo termine. Per gli investitori, dunque, «trovarsi dalla parte giusta del cambiamento non è mai stato così importante», sottolinea Spencer. Sempre però valutando attentamente l’azienda.

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