lunedì 24 feb 2020
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Summer+: risolvo problemi

Summer+: risolvo problemi

C’è la partecipazione azionaria, l’immobile da recuperare o titoli che non fanno altro che occupare il bilancio. Sono gli asset non core per il business, una categoria difficile da quantificare ma che di certo è presente nei bilanci della maggior parte delle corporate italiane, siano essere finanziarie (un esempio su tutti quello di Unicredit, che quest’anno ha ceduto in due colpi di mercato prima la quota in Fineco e poi quella in Mediobanca) o industriali, grandi o piccole. E in tempi di “razionalizzazione” come questi, disfarsi di questi asset per liberare risorse dal bilancio è diventata una pratica comune.
In questa “nicchia” di mercato che si inserisce Summer+, realtà fondata circa un anno fa da una decina di noti professionisti della finanza e dell’avvocatura – fra i quali la coppia Gregorio Gitti e Francesca Bazoli e l’economista Giulio Sapelli – e che si appresta a quotarsi alla Borsa di Vienna.

Non core
Come spiega a MAG l’amministratore delegato Fabio Palumbo (nella foto), volto noto della finanza romana e fra i fondatori della merchant bank Methorios Capital (poi liquidata), Summer+ rileva da banche, aziende e istituzioni finanziarie determinati tipi di partecipazioni che possono essere quote, immobili e altri asset, con due caratteristiche: producono un cash flow e soprattutto non sono utili per il business di chi le possiede. Target della società sono gli asset illiquidi e le special situations ma anche contenziosi e azioni legali – al pari di un litigation fund -, crediti e in generale ogni tipo di asset che può essere scambiato con cash o quote liquidabili. Quanto ai settori, «guardiamo al manifatturiero, al real estate e all’industriale, che rappresentano nel complesso oltre il 40% del mercato delle non performing exposure», aggiunge. Nel radar ci sono anche gli unlikely to pay – in particolare «single name secured» – un bacino che da solo vale 73 miliardi di euro, stando al report di Banca d’Italia di settembre 2019.

Per fare un esempio, spiega Palumbo, «di recente abbiamo rilevato da un importante azienda ospedaliera di Roma gli interessi sui crediti Inps, che per quell’azienda non sono performanti ma al contrario rappresentano solo un assorbimento di capitale».
Summer+ concentra la sua attività in Italia, in particolare verso piccole e medie imprese, in particolar modo al Sud, che rappresentano il 3,5% dei crediti delle banche, «ma non escludiamo di investire anche all’estero», spiega l’ad, guardando soprattutto ad Austria, Germania e Repubblica Ceca.

Nel complesso sono circa una decina gli equity partner della società. Oltre a Palumbo, Gitti e Sapelli, che è anche presidente, fanno parte del team l’avvocato giuslavorista Giuseppe Sigillò Massara, Fabio Stupazzini, Nicola Festa, il presidente di Igeam Michele Casciani e Francesco Franconi. «Siamo un team di professionisti con competenze diversificate, dal real estate al fiscale, passando per il debt capital market, il giuslavoro e il bancario. Qualità che servono per la fase successiva all’acquisto della partecipazione, cioè la lavorazione».

Ritorni fino al 30%
Una volta acquistate queste partecipazioni…

 

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