domenica 09 mag 2021
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Tutti i player del private debt italiano

Tutti i player del private debt italiano

Forse perché è un mercato ancora nuovo o perché gli spazi per crescere sono molti, fatto sta che il private debt piace alle società finanziarie, tanto che nel giro di tre anni almeno 28 realtà hanno scelto di lanciarsi in questo comparto.

 Scendendo un po’ più nel dettaglio, l’Aifi, l’associazione italiana del private equity, venture capital e private debt, stima tra i suoi soci un 59% degli operatori focalizzati esclusivamente sul mercato del debito mentre il 41% svolge anche attività di private equity. La maggior parte – il 71% – opera nella forma di sgr, cioè fondi chiusi di diritto italiano, mentre il 29% è fatto da soggetti internazionali.  In generale, almeno 18 sono operatori indipendenti e hanno già sottoscritto almeno uno strumento di debito. Quanto ai fondi, quelli attivi o in fundrasing sono oltre 30, per un obiettivo di raccolta totale che supera i 5,5 miliardi di euro. 

Il panorama è dunque variegato. E sulla carta sembra destinato a crescere sempre di più quale risposta all’attuale condizione del mercato del credito in Italia e alla necessità delle imprese di reperire risorse per finanziare la crescita. 

Presidio tricolore
A dominare il mercato sono soprattutto gruppi italiani, molti dei quali svolgono attività sia nel private debt che nel private equity. Un esempio in questo senso è Quadrivio sgr, che nel novembre 2016 ha annunciato il primo closing del suo fondo di private debt a 120 milioni. Il team di investimento, guidato da Galeazzo Scarampi, è composto da Marco Meda, Giovanni Mattioli e Silvia Palma e si concentra su finanziamenti  e investimenti in società con un enterprise value tra i 50 e i 500 milioni e in strumenti di debito.

Sulla stessa linea anche Private equity Partners e Igi sgr hanno lanciato il proprio fondo di private debt. In particolare, il veicolo del gruppo guidato da Matteo Cirla investirà in varie tipologie di debito con un approccio da private equity. Il target della raccolta è di 150 milioni e il primo closing è atteso entro la fine di quest’anno.

Fra i più attivi nel settore c’è però Equita Sim, che a marzo ha annunciato il primo closing, a 66 milioni di euro, del suo fondo gestito assieme a Lemanik. La gestione operativa è affidata a Paolo PendenzaNicolò Sagramoso e Bekim Krasniqi, e vedrà coinvolto nei suoi processi decisionali anche il top management di Equita, tra cui l’amministratore delegato Francesco Perilli. Il gruppo ha già investito nell’emissione obbligazionaria per 9,8 milioni emessa da BV Tech e nel bond di Lameplast. 

Quanto a società più specializzate, sul mercato ci sono ad esempio Zephir Capital Partners, guidata da Massimo Brunelli, Francesco Di Giovanni, Federico PasturaRomolo W. Rossi, Futurimpresa sgr, con il fondo Antares AzI, e Groupama asset management, che di recente ha ottenuto dal fondo pensione Alifond 5 milioni per il suo fondo Supply Chain Fund.

Gli internazionali

Non solo sgr. Il settore è oggetto di interesse anche da parte di società internazionali attive con fondi di ben più grandi dimensioni. Una di queste è il gruppo francese Tikehau Capital, guidato in Italia da Luca Bucelli e attivo sul fronte del direct lending. Attraverso il fondo Tikehau Direct Lending III il gruppo ha realizzato due investimenti sull’Italia tra i quali la sottoscrizione – ora completamente rimborsata – del bond unitranche a supporto dell’acquisizione di GF da parte di un gruppo di investitori guidato da LBO Italia Investimenti.  

In Muzinich & Co., un team di cinque persone, sotto la guida di Stefano Sostero, opera in Italia con il fondo Italian Private Debt Fund e una disponibilità di 286 milioni. In particolare il gruppo si occupa di operazioni di leverage buy out, come ad esempio il finanziamento per 15 milioni finalizzato all’acquisizione del 100% di Primat da parte di Wise sgr, e finanziamenti per la crescita come la sottoscrizione di obbligazioni senior per 20 milioni complessivi in favore di Eco Eridania. 

Lo scorso gennaio il mercato ha visto anche il primo deal del gruppo Usa fondato da Roland Berger, RiverRock. Attraverso il fondo RiverRock Italian Hybrid Capital Fund (IHCF), guidato in Italia dai managing partner Roberto Ippolito e Ugo Fiaccadori, ha investito 9 milioni nel gruppo Filippetti, realtà specializzata nei servizi a supporto dell’Industria 4.0.

I signori dei minibond

Per quanto l’intero mondo del private debt non sia riconducibile solo ed esclusivamente al mondo minibond, la stragrande maggioranza delle operazioni del 2016 – il 91% del totale, sempre secondo le stime di Aifi – ha riguardato questo tipo di strumenti. 

Fra i più attivi su questo fronte c’è Anthilia Capital Partners sgr…

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