mercoledì 28 ott 2020
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Veneto Banca chiude il capitolo Consoli

Veneto Banca chiude il capitolo Consoli

Si chiude l’era di Vincenzo Consoli alla guida di Veneto Banca.

Il consiglio di amminstrazione dell’istituto di Montebelluna, dopo aver elaborato la strategia volta alla trasformazione in spa, alla delega all’aumento di capitale e all’avvio della procedura di quotazione in Borsa, ha fatto sapere di «aver concordato di anticipare il momento per una successione al vertice del Gruppo, sciogliendo l’attuale rapporto di lavoro» con il direttore generale, la cui uscita era prevista ad aprile 2016.

Al suo posto, il board ha nominato all’unanimità Cristiano Carrus (nella foto), attuale vicedirettore generale vicario e cfo del gruppo, affidandogli il compito di «condurre l’istituto attraverso le sfide previste dal processo di trasformazione della banca da cooperativa a società per azioni».

Veneziano, 57 anni, Carrus ha esperienza nel settore creditizio. Nella sua carriera ha infatti ricoperto incarichi in diverse realtà che oggi fanno parte del Gruppo Banco Popolare, è stato direttore generale di Credito Bergamasco, Banca Popolare di Novara, Banca Popolare di Verona e Banca Aletti Suisse . « entrato in Veneto Banca nel 2014 con l’incarico di cfo e vicedirettore generale vicario. 

Il manager sarà coadiuvato da Michele Barbisan, attuale direttore commerciale. Trevigiano, 51 anni, Barbisan ha iniziato la sua carriera nel mondo creditizio nel Credito Italiano e successivamente nel Credito Agrario Bresciano. Dal 1996 ha assunto ruoli di crescente rilevanza all’interno del Gruppo Veneto Banca, tra cui Responsabile di Direzione Territoriale, Direttore Generale della controllata Banca Intermobiliare-BIM e, infine, da gennaio 2015 è direttore commerciale di Veneto Banca.

Al trio costituito da Carrus e Barbisan, e dal presidente Francesco Favotto oltre al passaggio alla spa, spetta il compito di portare la banca in Borsa e procedere a un aumento di capitale da 700-800 milioni entro i primi mesi del 2016. A questo, con tutta probabilità, potrebbe poi seguire una fusione con un’altra banca, che potrebbe essere Banca Popolare dell’Emilia Romagna.

 

 

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