giovedì 13 ago 2020
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Venture capital, nel 2016 investimenti per 220 milioni

Venture capital, nel 2016 investimenti per 220 milioni

Più investimenti in venture capital in Italia. Stando a quanto emerge dall’ultimo rapporto VeM dell’Osservatorio Venture Capital Monitor dell’Università Liuc di Castellanza, con il supporto di EOS Management, in collaborazione con Iban, il 2016 si è chiuso con una crescita dei nuovi investimenti in seed (investimento nella primissima fase di sperimentazione dell’idea di impresa) e startup (investimento per l’avvio dell’attività imprenditoriale), con 92 target: +19% rispetto al 2015 (erano 77).

Se si includono anche le operazioni realizzate dai business angels il numero delle società sale a 129, +10% rispetto al 2015, per un totale di 202 milioni di euro contro i 101 milioni di due anni fa. Un dato che cresce se si considerano anche i 10 round di finanziamento successivi al primo per 38,9 milioni di euro complessivi, che portano a un totale di 102 operazioni per 220,5 milioni investiti. 

“Il venture capital sta crescendo e i dati lo dimostrano. Lo strumento è fondamentale per tradurre in impresa le nuove idee” afferma Innocenzo Cipolletta, presidente Aifi, che aggiunge: “In questi ultimi anni sono stati conseguiti risultati preziosi grazie anche alle misure del Governo che hanno fatto da volano per l’avvio di imprese innovative. Tutto questo non è sufficiente poiché il mercato è ancora piccolo e occorre quindi lavorare per facilitare la nascita di nuovi operatori”.

Cresce anche il numero degli investitori attivi (coloro che hanno fatto almeno un’operazione durante l’anno) che si attesta a 82 (a cui si aggiunge la categoria dei business angel), +71%, rispetto al 2015 dove erano 48; il numero degli investimenti è stato pari a 205 (erano 126 nel 2015); in merito alla provenienza degli investitori, il numero dei deal realizzato da operatori stranieri, 18%, è in linea con lo scorso anno.

I business angel hanno partecipato a 28 operazioni molto spesso in affiancamento a un operatore di venture capital; questo, spiegano i ricercatori, dimostra come ci sia sinergia e un buon livello di cooperazione tra le due categorie di operatori. “Il 2016 conferma il tasso di crescita del comparto del venture capital italiano”, afferma Anna Gervasoni, direttore generale Aifi e professore Ordinario alla LIUC – Università Cattaneo. “Dobbiamo però porci obiettivi più alti e lavorare per la crescita degli operatori e lo sviluppo di un ecosistema più incisivo dando un peso maggiore alle Università e ai centri di ricerca che sono e possono essere ancor di più traino della ricerca e dell’innovazione così come accade nei contesti più virtuosi”.

Tipologia e ammontare

Scendendo nel dettaglio, per quanto riguarda le operazioni di seed capital, l’investimento medio è di 0,95 milioni di euro per l’acquisizione di quote del 19%. Del totale di 129 società oggetto di investimento l’anno scorso 64 sono state finanziate esclusivamente da venture capitalist, 28 in sindacato tra venture capitalist e business angel e 37 svolte unicamente da business angel (per 20,6 milioni di euro investiti), con i venture che hanno investito in totale circa 180 milioni di euro.

Nelle operazioni di startup, l’ammontare medio, per il 2016, è stato di 2,7 milioni di euro per rilevare una quota media di partecipazione pari al 21%. Il mercato dell’early stage invece nel 2015 aveva attratto risorse per 101,3 milioni di euro, escludendo follow on e attività svolta da operatori squisitamente pubblici. Del totale, 66,8 milioni (da 40 milioni) erano riconducibili a investitori istituzionali, 24,5 milioni a investitori istituzionali in collaborazione con business angel, mentre i business angel da soli avevano investito 21 milioni. L’anno scorso, dunque, i fondi di venture capital hanno finanziato 92 società (dalle 72 operazioni del 2015).

Distribuzione geografica e settoriale

Come per gli anni passati, la Lombardia è la Regione in cui si concentra il maggior numero di operazioni e che continua a crescere coprendo il 33% del mercato (era il 38% nel 2015). Seguono Lazio con il 17% ed Emilia Romagna con il 5% del totale delle operazioni realizzate in Italia. Dal punto di vista settoriale, l’Ict monopolizza l’interesse degli investitori di venture capital che cresce negli investimenti raggiungendo una quota del 37% (era il 40% nel 2015); in questa categoria si segnala la diffusione di applicazioni web e mobile riconducibili ad app innovative. In aumento l’healthcare con il 16% e il terziario avanzato con il 13%. Follow on Per la prima volta l’Osservatorio ha mappato anche le operazioni di follow on (reinvestimenti in società già oggetto di investimento) per un totale di 10 round per complessivi 30 milioni di euro.

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