Gli advisor nel finanziamento da 275 milioni a favore di Garofalo Health Care
Garofalo Health Care ha sottoscritto un’operazione di finanziamento per un importo complessivo fino a 275 milioni di euro che ha visto il coinvolgimento di istituti di credito come UniCredit, Banco BPM, BNL BNP Paribas – anche con ruolo di banca agente – Monte dei Paschi di Siena, oltre che di investitori istituzionali tier 1 (Cassa Depositi e Prestiti, F2i, Anima Alternative SGR, Mediolanum Gestione Fondi, Arca).
GLI ADVISOR
GHC è stata assistita da Mediobanca in qualità di advisor dell’operazione e lead manager del Private Placement – con un team composto da Bruno Catozzo (in foto), Stefania Vascelli, Francesco Pozzo e Matteo Nobile e da PwC per gli aspetti legali. Gli istituti di credito e gli investitori istituzionali sono stati assistiti per gli aspetti legali da Hogan Lovells.
I DETTAGLI
L’operazione è stata strutturata su base interamente unsecured, rimuovendo integralmente le garanzie previste dal precedente finanziamento, consentendo a GHC di estendere la vita media del debito oltre i 5 anni (dagli attuali 2 anni). A conferma della sempre maggiore rilevanza delle tematiche ESG per il Gruppo, già dotato di un rating ESG di lungo periodo Investment Grade EE+ attribuito da Standard Ethics, si segnala inoltre che il finanziamento bancario prevede l’introduzione di un meccanismo di aggiustamento del margine c.d. “SDG- Linked” che potrà consentire al Gruppo un’ulteriore riduzione del tasso di interesse al raggiungimento di target ESG, questi ultimi da definirsi entro 12 mesi.
L’operazione consente al Gruppo GHC di:
(i) dotarsi di nuove risorse finanziarie per proseguire in maniera flessibile ed efficiente nella propria strategia di crescita, in virtù di una Linea Capex estremamente versatile utilizzabile sia per finanziare nuove acquisizioni che per supportare investimenti su strutture esistenti (fattispecie, quest’ultima, non prevista dal precedente finanziamento);
(ii) introdurre significativi elementi di flessibilità operativa strumentali al perseguimento della propria strategia, a testimonianza della forte credibilità del Gruppo anche nei confronti del sistema finanziario;
(iii) migliorare complessivamente le condizioni generali del debito finanziario esistente, tra cui: l’assenza totale di garanzie, l’allungamento della vita media residua – che consentirà di liberare risorse finanziarie prima destinate al servizio del debito – accompagnati da un pricing del finanziamento bancario a medio/lungo termine migliorativo rispetto al precedente financing;
(iv) diversificare le proprie fonti di finanziamento, attraverso lo strumento del Private Placement;
(v) ampliare la propria base di istituti di credito ed investitori istituzionali di primario standing, nell’ottica di avviare relazioni strategiche di lungo periodo.
In ultimo, l’operazione prevede il rispetto di financial covenants standard in uso nella prassi di mercato e anche, con riferimento al finanziamento bancario a medio/lungo termine, il ricorso a strumenti di copertura dal rischio di tasso d’interesse.
Alessandro Maria Rinaldi, presidente di Garofalo Health Care, ha dichiarato: “L’operazione testimonia l’attrattività di Garofalo Health Care per banche ed investitori, che hanno apprezzato il nostro modello di business unico e le forti prospettive di crescita del nostro settore. In particolare, siamo orgogliosi che la nostra visione strategica abbia trovato il supporto convinto del mondo bancario, rappresentato da UniCredit e Banco BPM, già presenti nel precedente financing, insieme a BNL BNP Paribas e Monte dei Paschi di Siena, istituti di credito di assoluto standing nazionale. Siamo altresì veramente soddisfatti che il Private Placement di 50 milioni abbia catturato l’interesse di investitori istituzionali del calibro di Cassa Depositi e Prestiti, presente anche sulla Linea Capex, F2i, con il suo fondo Infrastructure Debt, oltre che di Anima, Mediolanum Gestione Fondi e Arca, questi ultimi tre presenti nel nostro capitale sin dall’IPO. Tale operazione ci consente di traguardare una nuova fase di crescita sia per linee interne che esterne, sempre nel rispetto di un utilizzo attento e disciplinato della leva finanziaria. La presenza di investitori istituzionali alternativi al settore bancario dal lato delle fonti di approvvigionamento e la presenza nel capitale di Fondazioni ed Enti previdenziali ed assistenziali, in aggiunta ai Fondi comuni e investitori tradizionali, pone GHC in una situazione di alta responsabilità sociale e di assoluto privilegio sul mercato”.