Arepo scioglie Sator Capital
Sator Capital e la capogruppo Arepo hanno avviato il processo di scioglimento del fondo di private equity fondato da Matteo Arpe, con la distribuzione pro-quota ai sottoscrittori delle partecipazioni residue: il 65% di Banca Profilo, istituto milanese specializzato in private banking, investment banking, tesoreria e finanza e servizi digitali e l’85% della fintech Tinaba (un altro 15% è nel portafoglio dell’istituto milanese), a cui dovrebbe aggiungersi una quota di cassa.
L’operazione segue l’ispezione di Banca d’Italia del 2025, che non ha rilevato criticità patrimoniali ma ha richiesto una stabilizzazione dell’azionariato e la costruzione di un patto parasociale sotto soglia opa per evitare rischi di overhang, ovvero il riversamento di un ampio quantitativo di azioni sul mercato. Tra i principali quotisti figurano Enasarco, Arpe, Fondazione Mps, Fondazione Roma, Banca di San Marino e Poste Vita. La distribuzione porterà Arpe ed Enasarco a superare il 10% del capitale, richiedendo autorizzazione di Via Nazionale. I contatti sono partiti a livello informale in queste settimane per illustrare il progetto a cui seguirà la nomina di un advisor.
Intanto sono in corso contatti informali con i soci per raccogliere adesioni al futuro patto. Il processo di assegnazione potrebbe richiedere un semestre, sia per motivi di valutazione (per Banca Profilo le procedure sono più facili in quanto istituto quotato, mentre per Tinaba serviranno perizie ad hoc) sia per i meccanismi di compliance interni alle fondazioni bancarie, dopodiché si procederà con la stesura dei patti.