Aquanexa (Gruppo Acea) al controllo di Idrogeo. Gli advisor coinvolti

Aquanexa, piattaforma di servizi per l’industria idrica del Gruppo Acea, ha acquisito il 70% di Idrogeo attraverso la controllata Tec.Am, società dedicata al trattamento delle acque potabili e reflue.

Gli advisor coinvolti

Aquanexa è stata assistita da EY-Parthenon in qualità di advisor finanziario buy-side per l’operazione di M&A, con un team guidato dal partner e head of M&A & Corporate Finance leader Renato Salsa (in foto), affiancato dalla director Valentina Argentieri e dal senior analyst Matteo Amarilli.

Gli aspetti contabili sono stati curati da EpyonVivida con Pietro De Ceglie, Giulia Carosella e Stelina Muca, mentre AndPartners ha gestito i profili fiscali con Pietro Bracco, Stefano Versino, Giulia Cristini e Alessandro Agresti. GA-Alliance ha seguito il gruppo Aquanexa per la due diligence legale sulla società target.

Per gli aspetti legali della due diligence e della struttura dell’operazione, Aquanexa si è avvalsa di Grimaldi Alliance.

Idrogeo, dal lato venditore, è stata supportata per la parte legale dallo studio Advant NCTM di Milano e per la parte fiscale dallo Studio Rebecchi di Salsomaggiore Terme.

Chi è Idrogeo

Fondata nel 1979 a Fiorenzuola d’Arda, in provincia di Piacenza, Idrogeo progetta, realizza e manutiene pozzi per acqua per i settori idrico, geotermico, irriguo e industriale, con tecnologie che consentono perforazioni fino a 1.200 metri di profondità. La società, che nel 1997 è stata la prima realtà italiana del settore a ottenere la certificazione di qualità ISO 9002:94, dispone di quattro brevetti registrati e conta su un team di circa 30 professionisti. Nel 2025 Idrogeo ha registrato ricavi per circa 9,5 milioni di euro e un ebitda reported di circa 3,3 milioni di euro, con un portafoglio ordini che a fine marzo 2026 ammontava a circa 15,5 milioni di euro.

L’operazione consente ad Aquanexa di ampliare la business unit Infrastructures and Plants, guidata da Tec.Am, estendendo la catena del valore alla ricerca, alla captazione, alla perforazione e alla manutenzione dei pozzi per acqua, segmento del mercato idrico stimato tra 0,6 e 1 miliardo di euro annui tra nuove realizzazioni e attività di manutenzione.

L’operazione si inserisce in un contesto normativo in evoluzione per il settore idrico italiano. Il recepimento della Direttiva (UE) 2020/2184 sulla qualità delle acque destinate al consumo umano, avvenuto con il D.Lgs. 18/2023, ha rafforzato i controlli su PFAS, microplastiche e altri parametri emergenti, generando una crescente necessità di interventi di workover qualitativo e di realizzazione di nuovi pozzi nelle aree dove le falde risultano compromesse. Il PNIEC 2024, che fissa un obiettivo di oltre 1.000 MW di nuova capacità geotermica al 2030, e il DM 211/2024, che introduce incentivi per la geotermia, stanno contribuendo a riaprire il mercato della perforazione profonda. A questo si aggiunge il nuovo indicatore “M0 – Resilienza idrica” introdotto da ARERA per monitorare la capacità del sistema di approvvigionamento di soddisfare la domanda, alla luce dei cambiamenti climatici e della crescente siccità nel bacino del Mediterraneo.

Axel Indigo

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