giovedì 28 mag 2020
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Bper Banca, ok soci ad aumento capitale fino a 1 mld per sportelli Intesa-Ubi

Bper Banca, ok soci ad aumento capitale fino a 1 mld per sportelli Intesa-Ubi

Via libera degli azionisti di Bper Banca all’aumento di capitale fino a 1 miliardo di euro al servizio dell’acquisto di un pacchetto di sportelli nell’ambito dell’aggregazione tra Intesa Sanpaolo e Ubi Banca.

Ha votato a favore il 97,1% del capitale presente. Al momento del voto era presente il 44,9% del capitale (290 azionisti, di cui il 13% circa investitori istituzionali).

Dal libro soci è emerso che Unipol ha il 19,73% del capitale dell’istituto emiliano; la Fondazione di Sardegna è il secondo azionista con il 10,24%. Gli altri soci con partecipazioni superiori all’1% sono Dimensional Fund Advisors (4,09%, a cui si aggiunge una quota potenziale dello 0,63%), la Fondazione Carisbo (1,47%) e la Fondazione di Modena (1,39%).

Il passaggio in assemblea è stato “molto positivo”, ha commentato l’amministratore delegato Alessandro Vandelli (nella foto), nel corso di una conference call, “speravamo ci fosse un’adesione ampia e diffusa e così è stato. Ovviamente accanto ai nostri soci di riferimento anche dai soci finanziari e dagli investitori istituzionali c’è stata adesione alla delibera sull’aumento di capitale”.

Vandelli ha ricordato che Unipol ha già manifestato disponibilità a sottoscrivere la quota di competenza e “questo incide sulle dimensioni complessive da cercare sul mercato”. Analoga disponibilità non è stata manifestata pubblicamente fino a ora dalla Fondazione Sardegna. Comunque, “oggi era presente in assemblea e ha sicuramente votato a favore dell’aumento di capitale. Credo che ci sia un’attenzione e una valutazione positiva sull’operazione”.

Vandelli rimane “assolutamente” convinto della bontà dell’operazione di acquisto degli sportelli nell’ambito dell’ops di Intesa Sanpaolo su Ubi e che sia “quasi un dovere per noi non guardare alla situazione attuale, ma saper guardare, come Paese, alla nostra capacità di riprendere e tornare a crescere e sviluppare in un momento così difficile”.

L’accordo con il gruppo guidato da Carlo Messina lega il prezzo degli sportelli all’andamento del mercato. Vandelli ritiene “ragionevole prevedere che dopo l’estate si possa a livello generale cominciare a registrare progressi, sviluppo e crescita diffusa”. Bper finora ha mantenuto la dimensione originale dell’aumento di capitale al servizio dell’operazione (fino a 1 miliardo di euro), ma “ovviamente”, ha osservato Vandelli, “se andassimo a fare i conti oggi sarebbe significativamente inferiore”. Con i numeri di oggi, ha calcolato, “l’operazione avrebbe una dimensione sui 500-600 milioni rispetto agli 800 milioni-1 miliardo del momento dell’annuncio”. Da qui i dubbi del manager: “Forse sarebbe bene pagare di più rispetto ai valori che verrebbero ora applicati perché vorrebbe dire che i mercati sono più positivi, che ci sono segnali di ripresa incoraggianti”.

Mediobanca, in qualità di sole global coordinator e sole bookrunner, ha sottoscritto con Bper un accordo di pre-underwriting ai sensi del quale si è impegnata – al verificarsi di determinate condizioni sospensive e al mancato verificarsi di alcune condizioni risolutive, in linea con la prassi di mercato per operazioni similari – a sottoscrivere un accordo di garanzia per la sottoscrizione delle azioni ordinarie di nuova emissione eventualmente rimaste inoptate al termine dell’offerta, per un ammontare massimo complessivo di 1 miliardo.

 

Per quanto riguarda eventuali accantonamenti legati al peggioramento del quadro economico-finanziario, come effettuato da UniCredit, Vandelli ritiene che “qualche accantonamento prudenziale potrà essere preso in considerazione dalle banche italiane, ognuna con la sensibilità e le possibilità che potrà avere. Questo si vedrà soprattutto nel secondo trimestre, ma credo che qualcosa si possa fare già nel primo”, ha previsto.

Quanto ad Arca Sgr, il cui 90% del capitale è detenuto congiuntamente da Bper e dalla Banca Popolar di Sondrio, resta un investimento strategico, nonostante abbia attirato l’attenzione di fondi di private equity. “Non stiamo dialogando con nessuno, noi e i nostri partner siamo molto soddisfatti per il lavoro che ha fatto Arca nel 2019 e anche di come sta gestendo questa fase con proposte interessanti per la protezione del capitale della clientela”, ha chiarito Vandelli.

L’assemblea ha approvato il bilancio dell’esercizio 2019 con il 99,85% dei voti espressi, corrispondenti al 44,83% del capitale sociale complessivo. Okay dei soci anche all’accantonamento a riserve dell’intero utile dell’esercizio 2019, pari a 385.435.201,37 euro. 

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