giovedì 22 ago 2019
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Cavalli chiede il concordato. Renzo Rosso fra gli interessati

Cavalli chiede il concordato. Renzo Rosso fra gli interessati

Roberto Cavalli, la maison italiana del fashion controllata da Clessidra Sgr, ha chiesto al tribunale di Milano il concordato in bianco.

Rothschild ha affiancato Cavalli in qualità di advisor finanziario dell’operazione.

Le difficoltà, per la casa di moda fondata dall’omonimo stilista toscano (nella foto), iniziarono nel 2012, quando Cavalli annunciò per la prima volta l’intenzione di vendere l’azienda per un miliardo di euro a chi, in cambio, gli avrebbe garantito una quota di minoranza in società e la piena autonomia nella produzione.

La società, di cui fanno parte anche il fondo L-GAM e la cinese della famiglia Cheng Chow Tai Fook Entreprises Ltd come soci di minoranza, aveva chiuso il 2017 con ricavi in calo a 152,4 milioni di euro (dai 155,2 milioni del 2016) e un ebitda negativo per 7,1 milioni. Il 2018 ha visto ricavi sopra i 160 milioni, con un debito bancario di circa 35 milioni oltre che uno scaduto fornitori sembrerebbe di almeno 50 milioni.

Nei giorni successivi alla domanda di concordato, la controllata statunitense ArtFashion Corp ha chiesto la chiusura immediata delle attività: i punti vendita Usa, sette negozi, un corner e quattro outlet, sono stati già tutti chiusi e i 93 dipendenti lasciati a casa. Anche il ceo della controllata, Salvatore Tramuto, ha dato le dimissioni.

Prima del 2015, quando Clessidra entrò in società, sono falliti vari tentativi di acquisizioni: la banca d’investimenti Vtb Capital offrì 500 milioni per una quota del 60%, successiva alla proposta dei russi di Permira, ex soci di Valentino, che chiedevano il 100% della partecipazione e il controllo del marchio. Nel 2012 si era fatto avanti anche il gruppo Tashir, società di Samvel Karapetyan attiva soprattutto nell’immobiliare e nelle costruzioni, sempre senza successo.

Oggi, secondo indiscrezioni, tra gli interessati all’acquisizione c’è Renzo Rosso di Only The Brave, proprietaria del marchio Diesel, mentre la proposta dello stilista tedesco Philipp Plein, inizialmente favorita con 100 milioni di aumento di capitale, sembra naufragata. Resta in campo la statunitense Bluestar Alliance, che si impegnerebbe per 100 milioni di euro tra aumento di capitale e acquisto dei marchi.

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