I 50 della finanza italiana 2026
di valentina magri
Anche quest’anno, MAG e Financecommunity.it hanno voluto valorizzare i traguardi raggiunti dai 50 protagonisti del mondo della finanza italiana. Sono stati raccolti i profili degli attori principali dei diversi settori finanziari: banking, advisory, fintech e crediti distressed. Non troverete invece i professionisti del settore private equity, ai quali (come ormai da tradizione) è dedicato uno speciale ad hoc. I profili che raccontiamo si sono distinti per aver raggiunto specifici obiettivi: qualcuno ha chiuso importanti operazioni straordinarie, altri hanno ricevuto una nomina in un ruolo apicale, qualcun altro ha messo in atto progetti innovativi. C’è chi è stato al centro di operazioni che, per volume o numero, hanno cambiato e cambieranno il panorama del mercato italiano, in primis quelle legate al risiko bancario, il fenomeno trasformativo degli ultimi due anni. Ecco di seguito i ritratti dei protagonisti del mercato nel 2026.
- Carlo Messina, Intesa Sanpaolo, ceo
Dopo essere rimasta alla finestra, quest’anno Intesa Sanpaolo, guidata da Messina (in foto), è diventata protagonista del risiko bancario, lanciando a sorpresa lo scorso 8 giugno un’opas volontaria su Banca Mps. Parallelamente, Intesa Sanpaolo ha raggiunto un accordo vincolante con Unipol per la cessione di un’entità bancaria autonoma che includerebbe circa 635 filiali Mps e il suo marchio storico.
Ringraziando gli azionisti per il via libera all’aumento di capitale destinato a supportare l’offerta su Mps, Messina lo scorso 10 settembre ha dichiarato: “Al 2029 ci attendiamo di avere oltre 27 milioni di clienti, circa 2.000 miliardi di euro di attività finanziarie della clientela e un utile netto superiore a 16 miliardi”. Per quanto concerne Mediobanca (controllata da Mps), Messina ha rassicurato che il marchio, le professionalità e le capacità distintive saranno ulteriormente valorizzate “all’interno di un Gruppo con maggiore scala e ruolo europeo”.
Il 3 ottobre scorso Intesa Sanpaolo a sua volta ha incrementato di 25 centesimi per azione il corrispettivo della sua opas su Banca Mps, incassando l’adesione dei suoi azionisti Delfin ed Edizione. Al contempo, Intesa Sanpaolo ha giocato d’anticipo, chiedendo agli azionisti di Mps di bocciare le tre proposte del piano Lovaglio (l’ops su Banca Generali, l’ops su Banco Bpm e il dividendo straordinario), pena l’inefficacia della sua offerta su Mps.
Risiko bancario a parte, il 2025 è stato il miglior anno di sempre per Intesa Sanpaolo, che ha raggiunto i 9,3 miliardi di euro di risultato netto, con un livello record di commissioni e attività assicurativa. La banca ha superato gli obiettivi del piano di impresa 2022-2025 e per il 2026 intende conseguire un risultato netto di circa 10 miliardi.
Dopo la laurea in Economia e Commercio presso la Luiss, nel 1987 Messina è entrato in Banca Nazionale del Lavoro, avviando la sua carriera nel settore bancario. Dal 2002 lavora per Banca Intesa, di cui è diventato consigliere delegato e ceo nel 2013. Da aprile 2016 è consigliere delegato e ceo e direttore generale e unico componente esecutivo del cda.
2. Luigi Lovaglio, Banca Mps, ceo
Luigi Lovaglio passerà alla storia per il rilancio del Monte dei Paschi di Siena e per l’Opas su Mediobanca del 2025. Ad agosto 2026 ha inoltre promosso due operazioni strategiche su Banco Bpm e Banca Generali, ciascuna caratterizzata da una propria logica industriale e valutata come realizzabile autonomamente.
Lovaglio lavora nel settore bancario da oltre 40 anni, di cui 20 trascorsi in Unicredit, dove era entrato a soli 18 anni. Nel settembre 2003 aveva assunto il ruolo di direttore generale e vicepresidente di Bank Pekao Polonia, di cui è stato presidente del management board e ceo dal 2011 al giugno 2017, anno in cui Unicredit ha ceduto il controllo della banca a entità controllate dallo Stato polacco. A quel punto Lovaglio è tornato in Italia e si è occupato della ristrutturazione di Credito Valtellinese. Da febbraio 2022 è diventato ceo e direttore generale di Banca Monte dei Paschi di Siena. È stato riconfermato nel ruolo ad aprile 2023 e ad aprile 2026.
3. Giuseppe Castagna, Banco Bpm, ceo
Giuseppe Castagna è amministratore delegato di Banco Bpm. Dopo una lunga esperienza nel Gruppo Intesa Sanpaolo, nel 2014 ha assunto il ruolo di consigliere delegato e direttore generale di Banca Popolare di Milano. Dal 1° gennaio 2017 guida Banco Bpm, nato dalla fusione tra Banca Popolare di Milano e Banco Popolare.
Nel novembre 2024 Banco Bpm ha avviato e poi concluso con successo l’Opa su Anima Holding, rafforzando la presenza nel risparmio gestito. Nello stesso periodo la banca ha contrastato l’ops promossa da UniCredit, giudicata non concordata e non conveniente per gli azionisti. Nel giugno 2026 Banco Bpm ha proposto a Mps una fusione tra eguali, percorso che ha poi interrotto a fine luglio per la mancanza delle condizioni per un accordo condiviso. Ad agosto 2026 Mps ha quindi annunciato un’ops non concordata su Banco Bpm.
Con la banca al centro delle principali operazioni di aggregazione degli ultimi anni, Castagna si conferma quindi tra i protagonisti del settore bancario italiano.
4. Andrea Orcel, Unicredit, ceo
Andrea Orcel è stato uno dei protagonisti della stagione di risiko bancario in corso da due anni. Mentre i piani di M&A in Italia (su Banco Bpm) sono stati accantonati nel 2025, all’estero Unicredit ha proseguito l’incremento della partecipazione nella greca Alpha Bank (30%) e nella tedesca Commerzbank, arrivata sopra il 49%. Nonostante gli scontri iniziali con la sua ceo e con il governo tedesco, la banca milanese sta per ottenere anche l’autorizzazione della Bce per arrivare al controllo della banca tedesca.
Orcel ha iniziato la sua carriera nel 1987 in Midland Montagu nel fixed income. Nel 1988 ha lavorato per Goldman Sachs e nel 1990 è passato in The Boston Consulting Group. Dal 1992 al 2012 ha lavorato in Merrill Lynch (poi Bank of America). Nel 2012, Orcel è entrato in Ubs. Il 15 aprile 2021 è stato nominato amministratore delegato del Gruppo Unicredit. Nel luglio 2022 Orcel ha assunto i ruoli di head of Italy e di presidente di Unicredit Foundation. Nel dicembre 2023, Orcel è diventato presidente di HypoVereinsbank – Unicredit Bank.
5. Carlo Cimbri, Unipol, presidente
Carlo Cimbri, nato a Cagliari nel 1965, è entrato nel Gruppo Unipol nel 1990. Sotto la sua guida, nel corso degli anni, Unipol si è trasformata da compagnia assicurativa regionale a gruppo di primo piano nel settore assicurativo italiano. Cimbri ha guidato importanti operazioni strategiche, tra cui l’acquisizione di Fondiaria-SAI nel 2012, che ha portato alla creazione di UnipolSai.
Dopo aver preso parte indirettamente al risiko bancario nel 2025 mediante l’adesione all’ops di Bper su Banca Popolare di Sondrio, quest’anno Unipol sostiene come partner l’offerta di Intesa Sanpaolo su Mps, essendosi impegnata ad acquisire le filiali di quest’ultima. L’obiettivo dichiarato di Cimbri è creare “il secondo gruppo bancario in Italia con una rete distributiva capillare, presente in tutte le regioni”, mantenendo il marchio Mps e la sua sede. Secondo il presidente di Unipol, l’offerta di Intesa Sanpaolo dovrebbe chiudersi a fine 2026, Mps potrebbe passare a Unipol entro il 2027 e il 2028 sarebbe l’anno dell’eventuale coinvolgimento di Bper.
6. Gianni Franco Papa, Bper, ceo
Gianni Franco Papa ha una lunga carriera nell’ambito dei mercati finanziari, sviluppata per oltre 20 anni a livello internazionale – tra Asia, America ed Est Europa. Da aprile 2024 è amministratore delegato di Bper. La banca nel 2025 ha chiuso con successo l’ops su Banca Popolare di Sondrio, che si è poi fusa per incorporazione in Bper.
In precedenza, Papa ha ricoperto diversi incarichi in numerose banche e società italiane ed estere del Gruppo Unicredit, banca nella quale ha avuto inizio il suo percorso professionale. Nel 2000 è stato direttore Asia (Singapore), nel 2003 direttore per le Americhe (New York), nel 2005 è rientrato in Europa per assumere la direzione generale della slovacca UniBanka. Nel 2008 è diventato direttore generale di Ukrosotsbank (Ucraina). Nel 2010 ha assunto la responsabilità della divisione Central Eastern Europe ed è diventato vice ceo di Bank Austria del Gruppo Unicredit. Nel 2015 ha assunto il ruolo di responsabile della divisione corporate & investment banking e vice direttore generale di Unicredit, del quale nel 2016 è stato nominato direttore generale.
7. Massimo Doris, Banca Mediolanum, ceo
Laureato in Scienze Politiche all’Università Statale di Milano, Massimo Doris siede nel cda di Mediolanum dal 1996. Dopo esperienze in Ubs, Merrill Lynch e Credit Suisse Financial Products, è entrato in Banca Mediolanum nel 1999. Dal luglio 2008 ne è amministratore delegato. Sotto la sua guida, Banca Mediolanum ha consolidato negli ultimi anni un percorso di crescita. Dopo aver superato per la prima volta nel 2024 il miliardo di euro di utile netto, il gruppo ha ulteriormente migliorato la performance nel 2025, chiudendo con un utile di 1,24 miliardi di euro (+11%). Anche le masse amministrate hanno aggiornato per il secondo anno consecutivo il massimo storico, raggiungendo i 156 miliardi di euro. Volto e principale testimonial del gruppo fondato dal padre Ennio, Massimo Doris ne ha guidato la crescita fino all’ingresso nel perimetro delle banche significative sottoposte alla vigilanza diretta della Bce. Negli ultimi anni la banca ha lanciato Grandi Patrimoni, il nuovo ecosistema di servizi dedicato alla clientela più facoltosa. Inoltre, è cresciuto il programma Mediolanum Next, nato per formare una nuova generazione di professionisti della consulenza finanziaria.
8. Anna Tavano, Hsbc, Head of Banking Continental Europe
Anna Tavano è Head of Banking Continental Europe di Hsbc, con responsabilità sul business Banking in 12 Paesi europei e su un’organizzazione di circa 1.000 persone. Guida strategia, crescita, P&L e allocazione del capitale ed è membro dell’Operating Committee di Continental Europe e dell’Operating Committee Banking Europe & Americas. Segue inoltre direttamente le relazioni con alcuni dei principali gruppi corporate e istituzionali europei. Vanta oltre 30 anni di esperienza, maturata tra Hsbc e Citi a Londra. Ha costruito un percorso che combina investment banking, corporate banking e leadership di business. In Hsbc ha ricoperto ruoli di crescente responsabilità, tra cui Head of Global Banking e Head of Investment Banking per Continental Europe e Head of Wholesale Banking Italy. Senior Credit Officer, ha una consolidata esperienza nella gestione di business complessi e regolamentati e nell’allocazione del capitale. Nel corso della sua carriera ha seguito alcune delle più rilevanti operazioni di finanza straordinaria e capital market per grandi gruppi europei.
9. Dario Scannapieco, Cdp, ceo
Dario Scannapieco è amministratore delegato e direttore generale di Cassa Depositi e Prestiti da maggio 2021 e amministratore delegato di Cdp Reti da luglio 2021. Da luglio 2023 è presidente dell’European Long-Term Investors Association (ELTI), l’associazione che riunisce i 34 principali Istituti Nazionali di Promozione e Istituti Finanziari europei, compresa la Banca Europea per gli Investimenti (Bei). Dal 2007 al maggio 2021 è stato vicepresidente della Bei. Dal 2002 al 2007 è stato Direttore Generale Finanza e Privatizzazioni del Ministero dell’Economia e delle Finanze. In precedenza, dal 1997 al 2002, ha fatto parte del Consiglio degli esperti dello stesso Ministero. Laureato con lode in Economia e Commercio presso l’Università Luiss Guido Carli, Scannapieco ha conseguito un Master in Business Administration presso la Harvard Business School nel 1997. Ha iniziato la propria carriera professionale in Telecom Italia nel 1992, nella Direzione Pianificazione e Controllo Strategico.
10. Sergio P. Ermotti, Ubs, ceo
Nel momento delicato dell’acquisizione di Credit Suisse nel 2023, il cda di Ubs ha scelto la via della prudenza, richiamando alla guida dell’istituto di credito Sergio P. Ermotti, che aveva lasciato il ruolo nel 2020. La fusione è stata completata nel maggio 2024. Nato a Lugano nel 1960, Ermotti ha intrapreso un percorso nel banking decisamente non convenzionale: a 15 anni ha lasciato la scuola per inseguire il sogno di diventare calciatore, ma qualche anno dopo è entrato come apprendista nella Cornèr Banca di Lugano, dove lavorava il padre. Dopo aver conseguito l’attestato federale di esperto bancario, ha lavorato per Citigroup, Merrill Lynch & Co. e Unicredit, ricoprendo ruoli di crescente responsabilità. Attualmente è lead non-executive director di Ermenegildo Zegna Group e membro del board di Innosuisse, l’agenzia governativa svizzera per l’innovazione. Negli ultimi anni ha anche ricoperto la carica di presidente di Swiss Re. Ermotti è inoltre titolare di un certificato dell’Advanced Management Program rilasciato dall’Università di Oxford.
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