Il digitale dolce che piace alle pmi

di valentina magri

Secondo un rapporto del Centro studi di Unimpresa, le pmi italiane costituiscono il 76,5% dell’occupazione e circa il 65% del valore aggiunto nazionale. Tra esse, le micro e piccole imprese rappresentano il 30% del Pil e il 50% dei posti di lavoro, dando un fondamentale contributo all’economia italiana. Tuttavia, rimangono un segmento molto trascurato dal settore bancario.

«Si tratta di un caso di “fallimento del mercato” – comune anche all’estero. È il risultato di costi delle valutazioni creditizie tradizionali molto elevati per i prestiti piccoli, per cui alle banche non conviene erogarli e di asimmetrie informative (difficoltà a capire la bancabilità delle imprese); in Italia si aggiunge l’impossibilità di usare garanzie ipotecarie per finanziamenti a medio termine a causa dei lunghissimi tempi di escussione», spiega il presidente di Banca Aidexa, Roberto Nicastro.

Al contrario, le banche fintech sono efficaci soprattutto per le pmi di recente bancabilità: imprese di 5-10 anni, che hanno varcato la soglia prudenziale che dà accesso al credito, ma i cui bilanci dicono poco e hanno poca storia creditizia (perché sono partite con i capitali dei fondatori). Per capirle bisogna analizzarne i flussi di cassa recenti. «Le banche tradizionali faticano a farlo e si aprono spazi alle banche fintech», evidenzia Nicastro.

Che conosce bene il segmento delle micro e pmi, essendo figlio di artigiani e commercianti e avendo alle spalle una esperienza quasi ventennale in Unicredit, di cui è diventato direttore generale nel 2011. E che dopo l’impegno nel salvataggio delle Good Banks (Banca Marche, Banca Etruria, Carichieti e Carife), su incarico di Banca d’Italia, nel 2020 ha lanciato Banca AideXa, nel bel mezzo della pandemia. «Nel 2018 era stata implementata in Italia la PSD2 (Payment Services Directive 2, ndr), che ha aperto uno spazio tecnologico per accedere ai conti correnti al fine di comprendere il merito creditizio delle imprese. Parallelamente, è proseguita e accelerata dal Covid la digitalizzazione delle pmi italiane. Si è creata così una finestra di opportunità per usare l’AI in un ampio mercato e ciò ha spianato così la strada al lancio di Banca AideXa”, racconta Nicastro, che è anche senior advisor Europa per Cerberus Capital.

La banca – che da inizio 2024 è guidata dal ceo Marzio Pividori e nel 2025 ha inaugurato X-Land, la nuova sede a Isola, zona fintech di Milano – si concentra su micro e pmi, con clienti target che hanno un fatturato tra 1 e 2 milioni di euro e tra 5 e 10 dipendenti. Banca AideXa è nata in cloud, e si avvale di AI e machine learning soprattutto per la valutazione del merito creditizio e l’onboarding digitale dei clienti. I suoi dipendenti, gli “AideXer”, hanno un’età media di 33 anni. «Abbiamo un team di ragazzi straordinari che portano molto entusiasmo e tanta competenza e cerchiamo di promuovere una cultura che non punisca gli errori, ma stimoli a imparare da essi», precisa il presidente di Banca Aidexa.

Continua a leggere l’articolo: scarica gratuitamente la tua copia di MAG

valentina.magri@lcpublishinggroup.com

SHARE