Investimenti globali nel private equity a quota 1,5 trilioni di dollari nel Q3 2026. Lo stima Kpmg
Gli investimenti globali nel private equity si sono attestati a 1,5 trilioni di dollari nel terzo trimestre 2026, che potrebbe diventare il terzo anno migliore di sempre in termini di investimenti nel settore dopo il 2021 e il 2025. Per volume delle operazioni invece potrebbe essere il più basso dal 2020, con 14.650 operazioni. I totali su base mobile a dodici mesi hanno confermato questa tendenza, con il totale su base mobile a dodici mesi che si è mantenuto solido a 2,2 trilioni di dollari nel terzo trimestre del 2026, nonostante un leggero calo rispetto ai 2,3 trilioni di dollari del secondo trimestre del 2026, e il volume delle operazioni sceso a 20.362 — il totale su base mobile a dodici mesi più basso registrato dal primo trimestre del 2021. Lo certifica il “Pulse of private equity Q3 ’26“, redatto da Kpmg.
Secondo lo studio, la continua concentrazione di capitali su asset di elevata qualità riflette una serie di fattori, dalle persistenti difficoltà di uscita alle tensioni e ai conflitti geopolitici in corso. Anche le preoccupazioni relative ai costi energetici, alla disponibilità di energia in alcune giurisdizioni, all’aumento dell’inflazione e agli aumenti dei tassi di interesse hanno contribuito a mantenere l’attenzione degli investitori di private equity concentrata sugli asset di prim’ordine e sulle opportunità di creazione di valore.
Dove investe il private equity
Le Americhe attraggono la quota maggiore degli investimenti globali di private equity, ma l’area ASPAC (Asia-Pacific Countries o Asia and Pacific) è sulla buona strada per registrare il miglior anno dal 2021 Alla fine del terzo trimestre del 2026, le Americhe registravano 854,6 miliardi di dollari di investimenti in private equity distribuiti su 6.845 operazioni, collocando la regione ben davanti all’EMA (Europa, Medio Oriente e Africa), che registrava 521,3 miliardi di dollari su 6.249 operazioni, e all’ASPAC, che registrava 137,8 miliardi di dollari su 1.109 operazioni.
Alla fine del terzo trimestre del 2026, gli Stati Uniti rappresentavano 793,4 miliardi di dollari distribuiti su 6.223 operazioni del totale delle Americhe; hanno inoltre attirato la più grande operazione di private equity a livello globale nel terzo trimestre del 2026: l’acquisizione da 9,6 miliardi di dollari della squadra di football dei Seattle Seahawks.
Sebbene gli investimenti in private equity siano stati solidi in tutte e tre le regioni, solo l’ASPAC ha registrato una traiettoria ascendente rispetto al 2025, con il valore delle operazioni in linea per il suo anno più forte dal 2021 e il volume delle operazioni destinato a migliorare leggermente. I risultati dell’ASPAC sono stati trainati da diverse operazioni di grande entità, tra cui la privatizzazione da 8,2 miliardi di dollari del fornitore di servizi logistici Qube Holdings e quella da 5,4 miliardi di dollari della rete di broker assicurativi Steadfast Group nel terzo trimestre del 2026.
I totali regionali su base mobile a dodici mesi hanno mostrato un andamento simile: gli investimenti di private equity e il volume delle operazioni nelle Americhe sono scesi da 1,3 trilioni di dollari e 10.115 operazioni nel secondo trimestre del 2026 a 1,2 trilioni di dollari e 9.414 operazioni nel terzo trimestre del 2026, mentre l’EMA ha registrato un calo da 818,1 miliardi di dollari e 9.251 operazioni nel primo trimestre del 2026 a 764,3 miliardi di dollari e 8.805 operazioni, mentre l’ASPAC ha registrato un aumento degli investimenti in private equity da 171 miliardi di dollari nel secondo trimestre del 2026 a 181,3 miliardi di dollari nel terzo trimestre del 2026, mentre il volume delle operazioni è sceso leggermente da 1.517 a 1.504 operazioni.
I settori che catalizzano gli investimenti del private equity
Le aziende dell’ecosistema dell’IA suscitano forte interesse da parte del private equity; il settore energia è sulla buona strada per raggiungere un nuovo record di investimenti in private equity. A livello globale, l’intelligenza artificiale è ormai da tempo uno dei principali destinatari dell’attenzione e degli investimenti del private equity. Tuttavia, negli ultimi trimestri si è registrata una notevole evoluzione nell’interesse degli investitori di private equity. Mentre alcuni continuano a concentrarsi principalmente sull’aspetto tecnologico, valutando in che modo le aziende e i settori saranno influenzati dalla rapida evoluzione dell’IA e utilizzando l’IA per promuovere la creazione di valore all’interno delle società del proprio portafoglio, molti stanno ora guardando al vasto ecosistema dell’IA alla ricerca di opportunità di investimento — dai data center e dalle apparecchiature elettriche alla produzione di energia.
Il settore energetico è stato uno dei principali beneficiari della crescente attenzione verso l’IA, dato il suo ruolo essenziale nell’alimentarne la capacità. Alla fine del terzo trimestre del 2026, il settore dell’energia e delle risorse naturali registrava 243,3 miliardi di dollari di investimenti, a un passo da un nuovo record storico. Nel corso del terzo trimestre del 2026, il settore ha attirato una serie di operazioni di grande entità a livello globale, tra cui la privatizzazione da 7,7 miliardi di dollari della società irlandese di energia off-grid DCC Power, il buyout secondario da 7 miliardi di dollari della società statunitense di accumulo energetico e energie rinnovabili Aypa Power, il buyout da 3 miliardi di dollari della società statunitense di esplorazione petrolifera e del gas VTX Energy Partners e il buyout da 2,1 miliardi di dollari della società australiana di infrastrutture energetiche Plus ES.
Le tendenze del quarto trimestre del 2026
In vista del quarto trimestre del 2026 e del 2027, gli investimenti di private equity a livello globale dovrebbero rimanere altamente selettivi, con gli investitori che continueranno a concentrarsi su aziende resilienti e su settori rilevanti per l’ecosistema dell’intelligenza artificiale — come infrastrutture ed energia, tecnologia industriale e sanità. Le acquisizioni di società private (take privates) rimarranno probabilmente al centro dell’attenzione degli investitori di private equity, date le opportunità di valore percepite in questo ambito, oltre alle operazioni di scorporo (carve-out) man mano che le aziende cercano di sostenere le proprie iniziative di IA. Sarà fondamentale tenere d’occhio l’attività di uscita (exit), anche se il volume delle uscite potrebbe non aumentare in modo sostanziale senza un adeguamento delle valutazioni da parte dei venditori, necessario per riaprire completamente il mercato tra sponsor. Probabilmente sarà necessaria anche una ripresa dei mercati delle IPO al di fuori degli Stati Uniti, di Hong Kong e dell’India. Sebbene l’attività di IPO negli Stati Uniti possa risultare piuttosto modesta, dato il grado di incertezza macroeconomica, il numero di IPO ritirate alla fine del terzo trimestre del 2026 e le elezioni di medio termine previste per il quarto trimestre del 2026, la raccolta di fondi rimarrà probabilmente modesta e fortemente concentrata sui fondi di grandi dimensioni e sui gestori con comprovata capacità di restituire il capitale.
Il commento
“A livello globale, il settore energetico sta registrando un incredibile interesse da parte del private equity, trainato da una combinazione di fattori quali l’aumento del consumo energetico, la forte domanda di infrastrutture energetiche per alimentare l’intelligenza artificiale e la crescente attenzione alla sicurezza energetica in diverse giurisdizioni. A ciò si aggiungono la transizione energetica e la necessità di ammodernare le infrastrutture obsolete”, ha chiosato Gavin Geminder, responsabile globale del private capital di KPMG International.