Italia mercato più dinamico per M&A e private equity. Lo certificano Forvis Mazars e Mergermarket

L’Italia si conferma il mercato più dinamico del Sud Europa per operazioni di M&A e Private Equity. È quanto emerge dal report “Investing in Southern Europe”, realizzato da Forvis Mazars in collaborazione con Mergermarket, che analizza le dinamiche di M&A e Private Equity in Italia, Spagna, Svizzera, Turchia, Portogallo e Grecia, con un focus sul primo semestre 2026.

I numeri del mercato italiano

Secondo lo studio, l’Italia ha raggiunto nel primo semestre 2026 un valore complessivo di 87,1 miliardi di euro in operazioni di M&A, con un incremento del 116% rispetto allo stesso periodo del 2025. Il dato rappresenta il 59% del valore totale registrato nell’intero Sud Europa ed è il miglior risultato per un primo semestre negli ultimi venti anni di rilevazioni Mergermarket. Il numero di operazioni annunciate ha toccato le 754 unità, in crescita del 6,5%, pari a oltre il 41% delle transazioni complessive dell’area.

A trainare il valore complessivo sono state alcune operazioni di consolidamento di rilievo: l’offerta su Banca Monte dei Paschi di Siena, per oltre 30 miliardi di euro; il riassetto tra Poste Italiane e TIM, per 21,4 miliardi di euro, e l’acquisizione di Recordati guidata da CVC, per 12,6 miliardi di euro.

Il quadro del Sud Europa

A livello regionale, nel primo semestre 2026 il mercato M&A dell’Europa meridionale ha registrato un valore complessivo di 147,7 miliardi di euro, in crescita del 37% rispetto allo stesso periodo del 2025, a fronte di 1.858 transazioni annunciate, in calo del 6%. I capitali esteri hanno contribuito per 61,2 miliardi di euro, pari al 41% del valore totale della regione, con gli investitori statunitensi protagonisti di 139 operazioni per 23,7 miliardi di euro e quelli britannici di 88 operazioni per 23,3 miliardi.

Il segmento mid-market, con operazioni comprese tra 10 e 300 milioni di euro, ha registrato 285 transazioni per un controvalore di 22,5 miliardi di euro. Sul fronte del private equity, il Sud Europa ha visto 338 operazioni, in calo del 15%, ma con un valore complessivo in crescita del 23% a 48 miliardi di euro; due delle tre maggiori operazioni di Private Equity della regione hanno riguardato asset italiani.

Prospettive per il secondo semestre

Lo studio segnala condizioni favorevoli per la seconda parte del 2026, sostenute dai fondamentali di mercato e dalla liquidità ancora inespressa (dry powder) tra i fondi di Private Equity. I passaggi generazionali nelle PMI familiari e la necessità per i gruppi industriali di riposizionare i portafogli in risposta alle sfide della transizione energetica, della digitalizzazione e dell’intelligenza artificiale rappresentano i principali motori previsti per l’attività M&A nei prossimi mesi.

La heat chart di Mergermarket, che monitora le aziende identificate come potenziali target di cessione, individua 608 opportunità complessive nel Sud Europa. L’Italia guida la classifica regionale con 237 aziende in vendita, pari al 39% del totale dell’area, davanti a Spagna (177), Turchia (100) e Svizzera (52). I comparti Consumer, con 62 asset, e Industriale & Chimico, con 53 asset, risultano i principali motori delle opportunità sul mercato italiano.

I commenti

Maurizio Galati, financial advisory director di Forvis Mazars in Italia, ha commentato: “Il mercato M&A italiano si è pienamente guadagnato la sua posizione di leadership: non si tratta di un picco isolato. Il consolidamento domestico ne è stato la spina dorsale, soprattutto nel settore bancario e TMT, ma la profondità del mercato si vede anche nel mid-market, dove il tessuto di imprese familiari e i passaggi generazionali continuano ad alimentare un flusso costante di operazioni. La fiducia degli operatori italiani è cresciuta con l’allentarsi delle condizioni di finanziamento e il progressivo restringersi del divario di valutazione tra acquirenti e venditori.”

Sylvain Rousmant, partner e financial advisory leader di Forvis Mazars in Italia, ha spiegato: “Il Sud Europa emerge come una delle destinazioni di investimento più interessanti dell’intera regione, combinando una crescita economica resiliente, valutazioni interessanti e un ampio bacino di aziende mid-market di elevata qualità. Rispetto al resto d’Europa, la regione offre un’opportunità orientata al valore: i multipli medi del mid-market attorno a 5,3x ebitda rappresentano uno sconto competitivo rispetto al Nord Europa e, soprattutto, agli Stati Uniti, motivo per cui assistiamo a una costante rotazione di capitali esteri. Per di più, in una fase di tensioni geopolitiche, le operazioni di M&A hanno visto il settore finanziario e TMT guidare la classifica nel primo semestre dell’anno. Alimentare, sanità e transizione energetica si preparano a registrare una crescita, sostenuti dall’esigenza di rafforzare le filiere e riposizionare i portafogli attraverso investimenti in digitalizzazione e intelligenza artificiale».

In foto: Sylvain Rousmant – Immagine realizzata o modificata con strumenti di Intelligenza Artificiale

Axel Indigo

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