Le pmi puntano sull’M&A cross-border per internazionalizzarsi. Lo certifica Grant Thornton
Le pmi italiane confermano il loro ruolo di attori chiave nello scenario competitivo globale, utilizzando le operazioni di Mergers & Acquisitions (M&A) come strumento privilegiato per l’internazionalizzazione. È quanto emerge dall’aggiornamento 2025 della ricerca “M&A: crossborder per l’internazionalizzazione”, condotta da Grant Thornton e presentata oggi in occasione del Convegno M&A 2026 organizzato da Aifi (Associazione italiana private equity, venture capital e private debt).
L’M&A DELLE PMI ITALIANE NEL 2025
L’analisi evidenzia che il 2025 si è chiuso con 38 operazioni di M&A effettuate da pmi italiane verso l’estero. Si registra una flessione rispetto alle 48 operazioni mappate nel 2024 (-21%). Tale diminuzione, tuttavia, va letta sotto una duplice luce:
- Lieve contrazione del mercato: il dato riflette la lieve flessione generale delle operazioni M&A già segnalata dai principali analisti di settore.
- Segnale di crescita strutturale: il calo è paradossalmente un indicatore risultante dal successo delle strategie passate. Molte aziende, a forza di acquisizioni strategiche, hanno incrementato dimensioni e fatturato al punto da perdere lo status di pmi, uscendo dal perimetro della presente ricerca per entrare nel novero delle grandi imprese.
Assistiamo quindi a un fisiologico ricambio degli attori in campo: molte realtà che hanno guidato il mercato M&A negli anni precedenti hanno oggi raggiunto una massa critica tale da superare i confini dimensionali delle pmi, evolvendo verso lo status di grandi imprese.
Mentre il 2024 vedeva una forte concentrazione nel “triangolo” Spagna-UK-Francia, il 2025 mostra una proiezione più marcata verso il mercato nordamericano e una diversificazione europea verso hub finanziari e tecnologici. Gli Stati Uniti, sia per le recenti misure protezionistiche implementate dall’attuale governo, sia per il crescente ruolo nei settori ad alto contenuto tecnologico, si confermano come la destinazione principale extra-europea per gli investimenti italiani, con operazioni significative in settori ad alto valore aggiunto. A livello europeo, pur mantenendo un forte presidio nei mercati “classici” come Francia, Spagna e Germania, si assiste a una diversificazione geografica verso nuove direttrici strategiche:
• Svizzera: con operazioni nel settore tech e medicale
• Paesi Bassi: destinazione per software e data management
• Irlanda: focus su cybersecurity e farmaceutica
Si conferma inoltre l’interesse per i mercati extra-UE emergenti o strategici, con deal conclusi in Egitto, Cile, Cina e Australia.

Il 2025 segna il sorpasso del settore tecnologico come principale motore delle acquisizioni. Software, cybersecurity e piattaforme digitali guidano la classifica delle operazioni, riflettendo la necessità delle PMI di integrare competenze digitali avanzate per competere globalmente.
Segue il settore industriale (macchinari e componenti), che rimane un pilastro del “Made in Italy” intenzionato a consolidare la propria leadership produttiva e tecnologica all’estero.

IL COMMENTO
“Il trend di crescita qualitativa delle operazioni M&A verso l’estero osservato nel 2024 ha trovato conferma nel 2025 poiché, nonostante la lieve contrazione del numero di operazioni, il dinamismo delle nostre pmi verso mercati tecnologicamente avanzati come gli Usa e l’esplorazione di nuovi hub europei dimostra che l’internazionalizzazione è ormai un processo irreversibile e sempre più sofisticato. A riprova di ciò, il ‘cambio di categoria’ evidenziato — che vede molte pmi evolvere e trasformarsi in grandi imprese proprio grazie alla loro espansione — conferma che l’acquisizione è la leva corretta per garantire la competitività nel lungo periodo. Ci aspettiamo dunque che il trend futuro mantenga questa dinamica: una costante spinta all’espansione verso mercati avanzati che fungerà da incubatore per una nuova generazione di campioni nazionali pronti a competere su scala globale”, commenta Sante Maiolica, ceo della divisione financial advisory services di Grant Thornton Italy.