Personalizzati e di qualità: i bond secondo Sella Investment Banking
di valentina magri
Il mercato del private debt italiano è partito nel 2012 con il decreto sviluppo. Da allora, si è evoluto sul fronte dell’ammontare investito: secondo i dati di Aifi, nel 2025 sono stati investiti 6.761 milioni di euro (+33% rispetto al 2024). Le operazioni di ammontare unitario inferiore ai 100 milioni (quelle che tipicamente segue Sella Investment Banking) hanno attratto complessivamente 2.418 milioni di euro, in lieve incremento rispetto all’anno precedente. «Sono in aumento le operazioni sartoriali, in calo quelle standardizzate, ed è aumentato anche il taglio medio delle operazioni. Le prospettive per il private debt sono in miglioramento: oggi il credito alle pmi resta bancocentrico, ma è sempre più importante ampliare le opportunità di accesso alla finanza d’impresa con soluzioni complementari come quelle offerte dal private debt, grazie al presidio di operatori istituzionali italiani e internazionali», spiega Danilo Dragone (in foto), head of private debt di Sella Investment Banking.
Quest’ultima si concentra sui prestiti obbligazionari, che hanno come principale clienti target le pmi e mid-cap familiari. «Inizialmente la nostra attività di origination era concentrata sulle piccole e medie imprese con operazioni single name, poi l’offerta si è ampliata nel 2021 grazie alla strutturazione di un basket bond su base nazionale che ha visto Sella Investment Banking nel ruolo di arranger e Banca Sella in quello di coinvestitore, in cui Cdp e Mediocredito Centrale sono intervenuti come anchor investor. Anche grazie a questa iniziativa siamo progressivamente riusciti ad alzare il taglio medio delle operazioni, erogando finanza per la crescita alle imprese che volevano sia sostenere la crescita organica sia acquisire altri competitor italiani del mid-market», racconta Dragone.
Sella Investment Banking è focalizzata sulle imprese dello small e mid-market. Nella scelta delle imprese da finanziare, è importante trovare una sinergia con l’imprenditore. «Abbiamo clienti molto diversificati in termini geografici, settoriali e dimensionali. Le strutture di operazione adottabili sono diverse: corporate bond plain vanilla e secured, basket bond, sustainability-linked bond. La struttura è personalizzata: a guidarci nella scelta della soluzione migliore, coerentemente con la strategia dei nostri clienti, sono principalmente l’impiego dei proventi e la natura del progetto», afferma il responsabile private debt di Sella Investment Banking.
Che non si limita a seguire solamente la strutturazione del bond, con tagli che variano da 5 a 30 milioni di euro, ma la colloca nell’ambito di una visione di crescita di lungo periodo dell’impresa. Il bond, infatti, non è una mera alternativa al finanziamento bancario, ma è uno strumento che offre all’imprenditore la flessibilità di definire la struttura di finanziamento più adatta all’investimento che intende realizzare. «Suggeriamo all’impresa di quotare il titolo emesso, non per una questione di liquidità, ma per renderla presente sul mercato dei capitali. Ciò può generare poi nuove operazioni, come l’apertura del capitale al mercato o il translisting (il passaggio di una società quotata da un mercato o segmento borsistico a un altro, ndr), che portano una crescita più sostenuta all’impresa», spiega Dragone.
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