Pop Sondrio cartolarizza sofferenze per 1 miliardo. Gli advisor del deal

Banca Popolare di Sondrio ha concluso l’operazione di cartolarizzazione di sofferenze denominata “Diana”, cedendo un portafoglio di sofferenze del valore lordo pari a 999.7 milioni (composto da crediti secured per il 74%).

I crediti, si legge in un comunicato della banca lombarda, sono stati ceduti al veicolo di cartolarizzazione denominato “Diana”, che ha messo tre tranches di notes Abs per complessivi 274 milioni (27,4% del valore lordo dei crediti ceduti). Si tratta di una tranche senior, a cui si prevede verranno assegnati rating pari a BBB/Baa2/BBB da parte, rispettivamente, delle agenzie DBRS Morningstar, Moody’s e Scope Ratings, pari a 235 milioni, corrispondente al 23,5% del valore lordo dei crediti ceduti. La tranche in questione presenta caratteristiche strutturali di eleggibilità per la gacs. La seconda tranche è di tipo mezzanine, pari a 35 milioni, corrispondente al 3,5% del valore lordo dei crediti ceduti;. L’ultima tranche è junior, pari a 4 milioni.

L’operazione è stata strutturata da Banca Popolare di Sondrio con il supporto di Banca IMI e Société Générale, che hanno agito in qualità di arranger e placement agent. Prelios Credit Servicing è stata nominata servicer del portafoglio cartolarizzato; il gruppo Prelios sarà responsabile delle attività di master e special servicing dei crediti ceduti.

Kpmg Advisory ha agito in qualità di advisor industriale della banca.

Hanno collaborato all’operazione Bank of New York Mellon e Securitisation Services in qualità di agenti del veicolo di cartolarizzazione.

Tutte le notes sono state sottoscritte da Banca Popolare di Sondrio al closing.

I titoli senior saranno trattenuti dalla banca ed è in corso di attivazione il processo per la richiesta della garanzia statale gacs.

Al fine di ottenere il deconsolidamento dei crediti ceduti, il 95% delle tranche mezzanine e junior verrà collocato a investitori istituzionali.

A seguito del deconsolidamento contabile del portafoglio, il ratio lordo delle non performing exposures proforma è stimato scendere al 9,5% dal 12,3% di fine marzo.

“Siamo particolarmente soddisfatti per il conseguimento del risultato e soprattutto per come l’abbiamo ottenuto”, ha dichiarato il consigliere delegato Mario Alberto Pedranzini (nella foto). “Abbiamo mantenenuto fede alle nostre promesse e a quanto avevamo – a tempo debito – indicato ad analisti, mercato e autorità. L’impatto della cessione è ampiamente gestibile e consente alla banca di continuare nella traiettoria di
crescita, preservando la redditività e, parimenti, la capacità patrimoniale attuale e prospettica che ci consentirà di proseguire ulteriormente nel processo di derisking, come da piano strategico npl presentato al supervisore europeo.
Grazie alla capacità operativa in termini di personale, risorse e competenze, abbiamo portato a conclusione, pur in un momento di grande complessità e incertezza, una cessione significativa, di fatto rafforzando l’ambizioso obiettivo di riduzione del deteriorato già nel corso del 2020”.

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