Round da 2 milioni di euro per la fintech torinese Bandosubito

La startup fintech torinese Bandosubito ha chiuso un round di finanziamento da 2 milioni di euro, raccolti con il supporto di Zest grazie alla partecipazione delle sue joint venture paritetiche, OpenT, nata in collaborazione con Tinexta; Apside, lanciata insieme a Intesa Sanpaolo, e l’acceleratore Fin+Tech della rete nazionale acceleratori di Cdp Venture Capital dedicato a fintech e insurtech.

Al round hanno inoltre partecipato investitori privati, tra cui Andrea Piol, che contribuiscono a sostenere la startup torinese a innovare il modo in cui le aziende accedono ai bandi e ai contributi pubblici.

CHI E’ BANDOSUBITO

Bandosubito è stata fondata nel 2024 da un’idea di tre giovani imprenditori: Ciro Borrelli, Carlo Vespa, Saverio Salaris. Un’analisi di Unioncamere rileva che nel 2024 solo il 5,21% delle imprese italiane ha ottenuto un contributo pubblico tramite bandi. Ciò significa che circa 19 imprese su 20 sono rimaste escluse, nonostante la presenza di fondi disponibili a livello europeo, nazionale e regionale. Secondo le analisi interne di Bandosubito, i motivi sono: complessità burocratiche, eccessiva frammentazione delle fonti e barriere informative. Per rispondere a queste difficoltà, la piattaforma sfrutta l’intelligenza artificiale per monitorare ogni giorno oltre 30 fonti pubbliche europee, nazionali, regionali e comunali, incrociare i dati delle imprese registrate, verificare automaticamente la prefattibilità, suggerire la documentazione necessaria, e guidare i professionisti nella fase di candidatura.

Bandosubito è già partner del network “Il Sole 24 Ore”, collabora con studi commercialisti e con consulenti su tutto il territorio nazionale, e ha ottenuto finanziamenti dalla Regione Piemonte per progetti pilota per un valore complessivo di 800 mila euro. Grazie al nuovo capitale, l’azienda prevede di raddoppiare il numero di clienti professionali entro il prossimo anno e di lanciare nuove funzionalità che faciliteranno l’accesso ai bandi per pmi e associazioni, gruppi spesso penalizzati.

I fondi raccolti con il round servono per espandere il team, con l’assunzione di nuove figure professionali per rafforzare le competenze tecniche e operative dell’azienda; sviluppare funzionalità avanzate per la gestione completa della rendicontazione, automatizzando i processi di monitoraggio e reporting richiesti dai bandi pubblici e puntare all’internazionalizzazione del servizio, portando la piattaforma in altri Paesi europei dove le pmi affrontano sfide simili nell’accesso ai fondi pubblici, a partire da mercati chiave come Spagna, Francia e Germania.

I COMMENTI

“Quando abbiamo parlato con i nostri clienti: aziende piccole, medie, studi professionali e consulenti di finanza agevolata, abbiamo compreso che il tempo speso a cercare bandi, leggere regolamenti e modulistica varia è spesso più alto del tempo utile per preparare la domanda. Il nostro obiettivo è democratizzare l’accesso ai fondi pubblici alle imprese per investire in innovazione, lavoro e sviluppo. L’IA e l’automatizzazione dei processi possono snellire la burocrazia e facilitare l’accesso alle risorse. Con questo round di investimento, Bandosubito punta a diventare il punto di riferimento italiano per la finanza agevolata supportata da IA, rendendo il percorso che porta al contributo pubblico più trasparente, rapido e accessibile”, spiega Ciro Borrelli, ceo della startup.

“Bandosubito nasce per portare una reale innovazione nel settore della finanza agevolata. La Legge di Bilancio 2025 ha introdotto misure fondamentali per le pmi, con uno stanziamento di circa 30 miliardi di euro destinato a sostenere il sistema produttivo italiano , ma è necessaria una trasformazione profonda per sostenere la competitività delle imprese nel lungo periodo. Grazie alla tecnologia basata sull’IA, Bandosubito rende i processi più semplici, rapidi ed efficienti dando risultati affidabili. Il team di giovani fondatori ha dimostrato fin da subito impegno e competenza e confidiamo nel raggiungimento degli obiettivi prefissati”, afferma Gabriele Ronchini, amministratore delegato di Zest Investments.

valentina.magri@lcpublishinggroup.com

SHARE