Salta la vendita di Kasanova a Ovs

Mercoledì scorso Ovs, gruppo veneto dei magazzini della moda e della casa quotato in borsa e partecipato da Tip (Tamburi Investment Partners), ha comunicato l’annullamento dell’acquisizione di Kasanova (la società di casalinghi fondata nel 1968 ad Arcore e ora in crisi) al prezzo di 15 milioni di euro, annunciata lo scorso novembre. Il dietrofront avviene dopo lo slittamento del deal di inizio gennaio. Un mese fa il gruppo veneto aveva spiegato che la procedura istruttoria e deliberativa da parte delle banche – una delle principali condizioni sospensive dell’operazione – stava richiedendo tempistiche più lunghe rispetto a quanto previsto.

Kasanova ha precisato oggi che intende proseguire nel suo percorso volto a risanare la sua posizione e a confermare i riconoscimenti ricevuti sul mercato tra cui quello di migliore insegna 2026 nella categoria articoli casa e la sua leadership nel settore di riferimento. Nel mentre, ha ringraziato le banche, i fornitori, i landlord, nonché i dirigenti della società che hanno rappresentato la disponibilità a rinunciare a buona parte dei loro crediti per favorire il rilancio di Kasanova, auspicando nel rinnovamento della fiducia.

La crisi di Kasanova

Nell’ottobre 2024 Kasanova ha richiesto l’accesso alla procedura di composizione negoziata della crisi, per poi avviare un importante piano di turnaround con chiusure dei negozi meno redditizi e più in generale di riduzione costi ed inefficienze.

Per il 2025 sono previste vendite poco inferiori ai 300 milioni di euro, con un Ebitda leggermente positivo. A seguito dell’azzeramento del capitale sociale per perdite, Ovs otterrà il 100% di Kasanova tramite l’aumento di capitale riservato, invece i creditori rinunceranno a 40 milioni, dando al gruppo un sostanziale pareggio. Kasanova detiene una rete di circa 700 punti vendita, di cui circa 220 a gestione diretta, 280 in franchising e 200 corner all’interno di negozi specializzati in bricolage.

valentina.magri@lcpublishinggroup.com

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