venerdì 30 ott 2020
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Scm Sim, in primo semestre scendono commissioni e margine d’intermediazione, pesa Covid

Scm Sim, in primo semestre scendono commissioni e margine d’intermediazione, pesa Covid

Scm Sim ha archiviato il primo semestre con una crescita degli asset under control, ma con un calo di commissioni attive e margine d’intermediazione, che si è tradotto in una perdita.

Le commissioni attive, si legge in un comunicato della società specializzata nei servizi di private banking e wealth management, sono scese a 2 milioni da 3,67 milioni di un anno prima. Il margine di intermediazione è sceso a 1,13 milioni da 2,04 milioni. Scm ha registrato una perdita di 494mila euro, rispetto a un utile di 19mila euro nel primo semestre dell’anno scorso.

Gli asset under control sono saliti a 964 milioni da 772 milioni al 31 dicembre scorso. Ma i patrimoni in gestione sono calati a 172 milioni da 186 milioni, i patrimoni in consulenza a 476 milioni da 504 milioni e il patrimonio della Sicav SCM SICAV a 17,7 milioni da 19,7 milioni.

Balzo del valore della distribuzione dei prodotti assicurativi: 298 milioni da 62 milioni al 31 dicembre scorso. E relativo incremento dei consulenti finanziari e assicurativi, saliti a 39 da 23 alla fine del 2019.

Antonello Sanna (nella foto), amministratore delegato di Scm Sim, sottolinea che “il primo semestre del 2020 si chiude con risultati di bilancio decisamente inferiori all’anno passato, a causa dell’impossibilità di incontrare i clienti durante il lockdown. Tuttavia, gli Auc in crescita a 964 milioni, 39 consulenti e l’ingresso di una compagine manageriale di lungo corso, rafforzano la struttura in modo significativo. Inoltre, la crescente domanda di consulenza olistica, quindi sull’intero patrimonio e non solo sulla parte finanziaria, ci rende sempre più competitivi, grazie al nostro modello che rappresenta ancora un unicum nel mercato italiano”.

La società ha recuperato “parte della marginalità persa nel primo trimestre con un incremento, nel secondo trimestre, del 38% del fatturato e una risalita del margine di intermediazione del 28%”.

In relazione agli impatti futuri sui conti aziendali della crisi determinata dalla pandemia, “i riflessi sulla pianificazione strategica sono difficilmente quantificabili e dipendono in gran parte dalle modalità con le quali sarà affrontato un eventuale peggioramento della situazione nei prossimi mesi. L’evoluzione della situazione connessa alla diffusione del virus è oggetto di costante osservazione,
considerando i mutamenti nel contesto finanziario globale, per consentire la corretta e tempestiva comunicazione al mercato degli eventuali impatti sulla situazione economica e sulle attività”.

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