La fintech dAIrect supera i 2,5 milioni di euro raccolti
dAIrect, startup italiana che sviluppa soluzioni per rendere hotel e operatori turistici visibili e prenotabili nell’ecosistema dell’intelligenza artificiale generativa, ha raccolto finora oltre 1 milione di euro da investitori, con il supporto di investitori privati e di Cdp Venture Capital attraverso il programma Fin+Tech Accelerator, a cui si aggiungono circa 1,5 milioni di euro di finanziamenti, per una raccolta complessiva superiore a 2,5 milioni di euro.
Chi è dAIrect
dAIrect monitora la presenza delle strutture sui principali sistemi di intelligenza artificiale, consentendo agli hotel di aumentare la probabilità di essere suggeriti nelle risposte generate da ChatGPT, Gemini, Claude, Perplexity e DeepSeek. Attraverso un gestionale dedicato, gli operatori possono inoltre misurare traffico, visibilità e performance provenienti dai canali AI, un dato che oggi risulta quasi sempre assente dalle tradizionali attività di marketing digitale.
La crescita dell’azienda è già accompagnata da un network in costante crescita. dAIrect collabora con circa 100 strutture ricettive e con gruppi alberghieri come VOIhotels, Mokinba e Italian Hotel Group. Attualmente genera circa 500.000 euro di ricavi ricorrenti annuali e punta a raggiungere 1 milione di euro entro la fine dell’anno.
A conferma del potenziale della soluzione, dAIrect è stata inoltre selezionata da NVIDIA per il programma internazionale Inception, dedicato alle startup più innovative nel campo dell’intelligenza artificiale. Dopo il lancio sul mercato italiano, la società sta espandendo la propria presenza in Spagna e ha avviato i piani di sviluppo in Portogallo e Grecia, con l’obiettivo di costruire un’infrastruttura per il turismo capace di rendere hotel, destinazioni, ristoranti ed esperienze sempre più visibili, raccomandabili e prenotabili nell’era dell’intelligenza artificiale.
Il commento
“Gli hotel stanno affrontando un cambio di paradigma simile a quello vissuto con la nascita del web. Stiamo infatti entrando nell’era del web “agentico”, in cui non è più l’utente a navigare e confrontare, ma è l’AI a scegliere e consigliare le alternative al posto suo. In questo nuovo scenario, se una struttura non è trovabile e leggibile per questi sistemi, di fatto non esiste nel momento in cui il cliente prende la decisione. Non è semplicemente meno visibile: è fuori dal processo di scelta. Il punto critico è che la maggior parte dei siti hotel non è progettata per questo contesto: sono statici, poco manutenuti e non ottimizzati dal punto di vista tecnico e semantico per l’Intelligenza Artificiale. Di conseguenza, anche un sito perfettamente funzionante per un utente umano può risultare invisibile o non interpretabile per un agente AI”, spiega Antonio Picozzi, ceo e cofondatore di dAirect.