Masse private a 1.412 miliardi di euro nel Q1 2026. Lo certifica Aipb

Il mercato servito dal private banking chiude il primo trimestre 2026 a 1.412 miliardi di euro, sostanzialmente stabile rispetto a fine 2025, in un avvio d’anno segnato da mercati più instabili. La raccolta netta raggiunge 17 miliardi di euro — il valore più elevato degli ultimi dodici mesi — confermando la capacità del settore di attrarre nuovi patrimoni anche in una fase meno favorevole.

I dati emergono dall’analisi del mercato servito elaborata dal Centro Studi dell’Associazione Italiana Private Banking (AIPB), sulla base delle rilevazioni del primo trimestre 2026 trasmesse dai 40 operatori private soci.

Contesto macroeconomico e dinamiche di mercato

Dopo un 2025 chiuso su livelli record, il primo trimestre del 2026 segna l’ingresso in una fase più complessa per i mercati e per le scelte di investimento delle famiglie. Su questo quadro si sono innestati nuovi fattori di instabilità: l’azione statunitense in Venezuela aveva già a gennaio riportato l’attenzione dei mercati sul rischio geopolitico, cui si sono aggiunte l’escalation in Medio Oriente, l’attacco all’Iran e le tensioni nello Stretto di Hormuz, con conseguenti preoccupazioni sulle rotte energetiche e commerciali internazionali. Il rialzo dei prezzi dell’energia ha riaperto il rischio di nuove pressioni inflazionistiche proprio mentre l’economia globale stava entrando in una fase di normalizzazione su ritmi più moderati.

Il risultato è stato un trimestre più difficile per i mercati finanziari: il ritorno del trade-off tra inflazione e crescita ha reso più prudente l’atteggiamento delle banche centrali, mentre i rendimenti governativi dell’area euro sono tornati a salire e gli indici azionari globali hanno risentito del peggioramento del clima di fiducia.

La variazione trimestrale delle masse, pari al -0,2%, incorpora un effetto mercato negativo di 25 miliardi di euro. A questi si aggiungono 5 miliardi di cambi di perimetro ordinario. Su base annua, rispetto a marzo 2025, le masse sono cresciute del +9,6%, confermando che il settore entra nel 2026 da una posizione solida.

Nel 2025 la crescita delle masse era stata sostenuta da una combinazione favorevole di raccolta, mercati e cambi di perimetro. Nel primo trimestre del 2026 questa dinamica cambia: la raccolta resta forte, mentre il contributo dei mercati diventa negativo. Il ruolo del Private Banking in questa fase non è solo intercettare nuovi flussi, ma aiutare la clientela a interpretare un passaggio più delicato del ciclo, in un contesto in cui la crescita italiana è attesa più debole, l’inflazione torna a essere un rischio e i tassi non scendono con la rapidità immaginata nei mesi precedenti.

Portafogli più selettivi: rendimento, protezione e diversificazione

L’evoluzione dei portafogli private nel primo trimestre 2026 non sta producendo un ritorno generalizzato alla liquidità. I dati raccontano piuttosto una clientela più selettiva, che resta investita in portafogli articolati dove convivono ricerca di rendimento, protezione e diversificazione.

Il comparto amministrato registra una lieve flessione in termini di masse (-0,5%) ed è quello che risente maggiormente dell’andamento negativo dei mercati: dei -25 miliardi complessivi di effetto mercato del trimestre, circa -15 miliardi riguardano l’amministrato. Allo stesso tempo, è anche il comparto che attrae più nuova raccolta, pari a 10,5 miliardi di euro. In un contesto di rendimenti governativi ancora interessanti e di banche centrali più caute, la domanda di strumenti obbligazionari continua a orientare una parte significativa delle scelte di investimento. La componente azionaria registra invece una flessione di -6,8 miliardi di euro, riflettendo il ritorno della volatilità e i dubbi sulle prospettive di crescita. Di segno diverso è l’andamento degli ETF/ETN/ETC, che nel trimestre restano in crescita e rafforzano il proprio peso nei portafogli Private.

Anche la raccolta gestita risente dell’effetto mercato negativo, ma continua ad attrarre nuovi flussi: i fondi comuni registrano una variazione negativa di -4,8 miliardi di euro, mentre le gestioni patrimoniali mostrano una dinamica positiva con una crescita di 2 miliardi di euro. Il comparto assicurativo registra infine una dinamica positiva, sostenuta da raccolta netta e cambi di perimetro, confermando il proprio ruolo di protezione e stabilizzazione all’interno dei portafogli private in una fase di incertezza che riguarda non solo i mercati, ma anche il potere d’acquisto, la pianificazione familiare e la trasmissione del patrimonio.

Il commento

“I dati del primo trimestre si inseriscono in un 2026 che sapevamo essere più complicato. Dopo un 2025 record, era ragionevole attendersi un avvio meno lineare, soprattutto in un contesto segnato da crescita più debole, shock energetici, tensioni geopolitiche e banche centrali più prudenti. Il dato più rilevante resta la raccolta. Conferma che nelle fasi in cui i mercati hanno generato effetti negativi sugli stock di ricchezza, le famiglie private hanno continuato ad affidare nuovi patrimoni agli operatori specializzati. È proprio in queste fasi storiche che la consulenza professionale conferma il proprio valore, aiutando gli investitori a orientarsi in un quadro meno prevedibile e a mantenere equilibrio, metodo e una visione di medio periodo. L’incertezza non è più un fenomeno occasionale ma è parte integrante di una nuova era”, ha commentato Andrea Ragaini (in foto), presidente di AIPB.

Axel Indigo

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