Proxima Fusion raccoglie 411 milioni di euro
Proxima Fusion, società europea attiva nel campo dell’energia da fusione guidata dall’italiano Francesco Sciortino, ha incassato un round di finanziamento da 411 milioni di euro (468 milioni di dollari), che porta la valutazione dell’azienda a oltre 2,4 miliardi di euro (oltre 2,7 miliardi di dollari). Il round è stato guidato da XTX Ventures e East X Ventures, con RWE e Google in qualità di investitori strategici.
Dettagli dell’operazione
XTX Ventures è il ramo di venture capital di XTX Markets, società di trading algoritmico attiva su oltre 53.000 strumenti finanziari tra azioni, reddito fisso, valute, materie prime e criptovalute, con sedi a Londra, Singapore, New York, Parigi, Bristol, Mumbai, Yerevan e Kajaani.
East X Ventures è invece il ramo di venture capital di East X, società di investimento quantitativo in materie prime con sede a Londra, che ha lanciato Starmaker One, un fondo di venture capital europeo dedicato all’energia da fusione, con il sostegno della UK Atomic Energy Authority e dello UK Department for Energy Security and Net Zero.
Al round hanno partecipato anche KfW Capital, SPRIND e Burda Principal Investments, insieme a investitori già presenti nel capitale della società come Plural, UVC Partners, Balderton, Cherry Ventures, DST Global Partners, Brevan Howard Macro Venture, Lightspeed, DTCF, Redalpine, Leitmotif, Elaia, Cdp Venture Capital, Bayern Kapital e lo European Investment Council.
L’azienda energetica tedesca RWE ha investito pochi mesi dopo aver firmato un accordo con Proxima per collaborare alla costruzione di una centrale a fusione basata su stellarator, da realizzare nel sito dell’ex centrale nucleare a fissione di Gundremmingen, in Baviera. L’investimento di Google si inserisce nel quadro dell’interesse verso la fusione come potenziale fonte di energia priva di emissioni di carbonio e stabile nel lungo periodo.
Il finanziamento sosterrà la costruzione di Alpha, lo stellarator dimostratore a energia netta positiva che Proxima sta sviluppando nei pressi di Monaco di Baviera, in Germania. Il progetto è condotto da Proxima in collaborazione con lo Stato Libero di Baviera, il Max Planck Institute for Plasma Physics e RWE, e punta a convalidare entro la fine del decennio le tecnologie chiave per lo sviluppo di una centrale a fusione.
Chi è Proxima Fusion
Proxima Fusion è uno spin-out del Max Planck Institute for Plasma Physics e sviluppa centrali a fusione commerciali basate sul concetto di stellarator QI-HTS, costruito sui progressi scientifici del programma Wendelstein 7-X. Con Alpha, la società sta sviluppando un dimostratore a fusione a energia netta positiva previsto per i primi anni del 2030, che dovrebbe precedere Stellaris, una centrale a fusione con stellarator commerciale prevista entro la fine dello stesso decennio. L’iniziativa è affiancata dall’Alpha Alliance, un consorzio di oltre 50 partner industriali, e da un Industrial Development Board. Con sede a Monaco di Baviera e uffici a Zurigo e Oxford, Proxima impiega circa 200 persone tra ingegneria, scienza e operations.
In meno di tre anni Proxima ha raccolto oltre 650 milioni di euro (740 milioni di dollari), inclusi 95 milioni di euro in sovvenzioni pubbliche. Il round da 411 milioni di euro è stato completato circa tre mesi dopo la firma del Memorandum of Understanding con lo Stato Libero di Baviera, RWE e il Max Planck Institute for Plasma Physics, e supera l’impegno pubblico di 400 milioni di euro assunto dalla Baviera a sostegno della roadmap dell’azienda.
Con questo finanziamento, Proxima si concentrerà sul completamento dello Stellarator Model Coil, sull’espansione della produzione di cavi e magneti superconduttori ad alta temperatura (HTS) e sul proseguimento dello sviluppo dei sistemi di ingegneria e produzione necessari per lo stellarator, avviando al contempo nuove assunzioni nelle aree di ingegneria, produzione e operations nelle sedi di Germania, Svizzera e Regno Unito.