Continuation fund oltre i 330 miliardi di dollari entro il 2035. Lo prevede Schroders Capital
Il mercato globale dei continuation fund ha raggiunto un nuovo massimo storico nel 2025 ed è destinato a più che triplicare entro il 2035, superando i 330 miliardi di dollari. Lo indica la nuova edizione della ricerca annuale del team private equity di Schroders Capital, dedicata agli investimenti in fondi di continuazione, noti anche come GP-led secondaries, ossia operazioni secondarie guidate dal General Partner.
I numeri della crescita
Il valore complessivo delle operazioni in continuation fund è passato da 76 miliardi di dollari (dato rivisto) nel 2024 a 109 miliardi di dollari nel 2025. Nello scenario di base elaborato da Schroders Capital, questo volume potrebbe superare i 330 miliardi di dollari entro il 2035, mentre negli scenari più favorevoli il mercato potrebbe arrivare a cinque volte le dimensioni attuali. Un elemento che secondo la società rafforza questa lettura è il peso decrescente dei fattori ciclici: nel 2025 questi hanno contribuito per circa il 9% dei volumi delle transazioni, in calo rispetto al 14% del 2024, segno che la crescita è oggi sostenuta soprattutto da dinamiche strutturali di lungo periodo.
Un cambiamento nel modello dei buyout
I secondary buyout tra sponsor, operazioni in cui un gestore vende una società in portafoglio a un altro fondo di private equity, hanno rappresentato dal 2006 in media il 38% del numero delle operazioni e il 36% del loro valore nel mercato delle exit. Parte di questo deal flow viene oggi progressivamente sostituita dai continuation fund, che Schroders Capital descrive come un’alternativa spesso più efficiente e meno costosa per proseguire il percorso di crescita e trasformazione delle società, mantenendo gli asset nelle mani dello stesso gestore e apportando, nella maggior parte dei casi, nuovo capitale.
Secondo le stime della società, nei prossimi dieci anni quasi il 5% del deal flow complessivo dei buyout di medie e grandi dimensioni potrebbe essere sostituito da operazioni di continuazione rispetto a quanto avverrebbe senza questa evoluzione, con un impatto significativo sui gestori specializzati nei buyout di grandi dimensioni e sugli operatori del mercato secondario.
Schroders Capital individua nel segmento lower mid-market – continuation fund relativi a società con enterprise value inferiore a 1 miliardo di dollari – le caratteristiche strutturalmente più interessanti. Sulla base dell’analisi del deal flow tra il 2022 e il 2024, oltre i due terzi delle potenziali operazioni valutate dalla società hanno riguardato società con enterprise value inferiore a 750 milioni di dollari.
I commenti
Petr Poldauf, senior investment director di Schroders Capital, ha spiegato: “Sebbene i continuation fund si stiano diffondendo in tutto l’universo del private equity, riteniamo che il segmento lower mid-market presenti opportunità particolarmente interessanti. Diversi fattori lo rendono particolarmente attrattivo: offre un bacino di opportunità molto ampio e diversificato, condizioni economiche delle operazioni spesso più favorevoli e un maggiore potenziale di creazione di valore attraverso interventi di trasformazione delle aziende. Un altro elemento importante è la maggiore resilienza che questo segmento tende a mostrare nei periodi di incertezza. Molte delle società sottostanti sono infatti maggiormente orientate ai mercati domestici e operano prevalentemente nel settore dei servizi, risultando quindi meno esposte alle tensioni commerciali e geopolitiche che stanno alimentando la rinnovata volatilità dei mercati. Con la progressiva maturazione del mercato dei continuation fund, osserviamo una crescente consapevolezza dei benefici che queste operazioni possono offrire ai gestori dei fondi, agli investitori – sia esistenti sia nuovi – e agli acquirenti specializzati nel mercato secondario. Riteniamo che questa dinamica continuerà a sostenere la crescita del segmento”.
Nils Rode (in foto), chief investment officer di Schroders Capital, ha dichiarato: “Nell’ultimo anno, i trend che avevamo individuato non solo si sono confermati, ma hanno ulteriormente accelerato. Gli investimenti in continuation fund si stanno affermando sempre più come una componente strutturale del mercato del private equity, piuttosto che come una risposta temporanea alle difficili condizioni del mercato delle exit. La nostra analisi dimostra chiaramente che i continuation fund non sono un fenomeno ciclico né transitorio: il mercato continua a essere sostenuto da fattori strutturali di fondo e le prospettive di crescita sono state riviste al rialzo. L’aspetto più dirompente non è il fatto che gli asset di private equity possano rimanere privati più a lungo – questo accade da decenni attraverso le operazioni di secondary buyout tra sponsor. La vera novità è che le operazioni di continuation consentono al gestore originario di mantenere il controllo dell’investimento, raccogliendo al contempo nuovo capitale e offrendo agli investitori esistenti la possibilità di monetizzare, in tutto o in parte, la propria partecipazione. In questo senso, gli investimenti in continuation fund stanno innescando una profonda trasformazione del modo in cui il valore viene creato e realizzato nelle operazioni di buyout. In sintesi, la nostra analisi dimostra che la crescita dei continuation fund non rappresenta semplicemente una soluzione temporanea né una moda passeggera: si tratta di una forza dirompente che sta ridisegnando l’architettura del mercato del private equity. Con il proseguire della crescita del mercato, ci aspettiamo inoltre una maggiore innovazione nelle soluzioni di investimento, per rispondere alla crescente domanda da parte degli investitori”.