Italia terza in Europa per numero di search fund. Lo certifica uno studio di IESE Business School
Secondo il Rapporto 2026 pubblicato da IESE Business School, che analizza 492 search fund costituiti a livello globale (esclusi Stati Uniti e Canada) tra il 1992 e il 2025, l’asset class ha raggiunto un massimo storico: il numero complessivo di veicoli è cresciuto del 54% rispetto al 2023, confermando il search fund come strumento sempre più diffuso per accompagnare il passaggio generazionale delle piccole e medie imprese e favorire il rientro dei talenti italiani dall’estero.
Italia terzo paese in Europa per search fund
L’Europa rappresenta il 59,1% dei 492 search fund censiti nello studio, con 291 veicoli. La Spagna resta il mercato europeo più grande con 98 search fund (33,7% del totale), seguita dal Regno Unito (17,9%). L’Italia si colloca al terzo posto: secondo l’Osservatorio Search Fund del Politecnico di Milano, al 30 giugno 2026 i search fund lanciati nel Paese sono passati da 38 a 52, di cui 30 in fase di ricerca, 15 con un’acquisizione già completata e 2 con un’exit realizzata, per un tasso di successo del 77% in linea con il benchmark internazionale.
Il profilo dei searcher italiani conferma il potenziale di rientro dei talenti: età mediana di 34 anni e il 45% rientrato in Italia dopo un’esperienza di lavoro all’estero. Le aziende acquisite generano in media 11,2 milioni di euro di ricavi e 2,6 milioni di euro di ebitda, mentre il capitale dei search fund italiani proviene per il 52% da investitori istituzionali, ma solo per il 26% da investitori italiani.
Ricordiamo che solo questo mese in Italia sono stati lanciati 3 search fund: Terminus Capital, Bussola Capital e Onebirdie Capital.
I numeri del Rapporto IESE
A livello globale, il 2024 ha registrato il massimo storico di nuove iniziative con 96 search fund costituiti, mentre nel 2025 ne sono stati avviati 82, un dato che per la prima volta ha superato il numero di quelli lanciati negli Stati Uniti e in Canada. Nello stesso anno sono state perfezionate 46 acquisizioni e completati 16 disinvestimenti. Nel biennio 2024-2025 sono state registrate complessivamente 71 nuove acquisizioni, pari a un terzo delle 216 incluse nel campione internazionale, mentre l’aumento dei disinvestimenti dal 2022 in avanti segnala una progressiva maturazione dell’asset class: oltre la metà dei disinvestimenti con rendimento positivo rilevati nello studio si è verificata negli ultimi due anni.
Al 31 dicembre 2025 i search fund internazionali hanno generato un multiplo aggregato sul capitale investito (ROI) di 2,8 volte e un tasso interno di rendimento (IRR) del 30%, in crescita rispetto ai valori del 2024 (rispettivamente 2,0 volte e 18%).
Il caso GDA Search
In Italia, GDA Search – la holding costituita a dicembre 2025 da GDA Invest, veicolo d’investimento promosso e partecipato da Fondazione Cariplo e da Fondazione Social Venture Giordano Dell’Amore – ha realizzato 13 operazioni nei primi nove mesi dell’anno: 12 investimenti in searcher e uno in una pmi. GDA Invest ha deliberato finora un impegno complessivo di 5 milioni di euro nello strumento, destinato a sostenere circa 15 searcher sia nella fase di ricerca del target sia in quella dell’acquisizione, con l’obiettivo dichiarato di incrementare ulteriormente la dotazione disponibile nei prossimi mesi.
I dodici searcher selezionati provengono da percorsi professionali diversi – consulenza strategica, private equity e management d’impresa – spesso con esperienze internazionali. Il tredicesimo investimento riguarda invece l’acquisizione di una quota in una pmi italiana da parte di un search fund lanciato prima della costituzione di GDA Search, segnale della capacità della holding di intervenire anche su percorsi già avviati.
La tesi d’impatto di GDA Search si muove su due direttrici. La prima riguarda le persone: offrire a giovani manager, spesso con esperienze internazionali, un percorso imprenditoriale che renda concreta la scelta di restare in Italia o di rientrarvi. La seconda direttrice riguarda la continuità delle pmi nel passaggio generazionale.
Il commento
“I risultati di questi primi mesi di attività confermano come i search fund possano rappresentare una risposta concreta per contrastare la fuga dei cervelli, essendo in grado di trasformare professionisti di talento – che restano o rientrano in Italia – in un capitale umano ed economico per il nostro Paese. Con GDA Search desideriamo sostenere la crescita di questo modello di intervento, portando il nostro contributo di investitore istituzionale paziente, con particolare attenzione agli effetti di lungo periodo, che siano in grado di coniugare rendimento economico e ricadute sociali”, ha dichiarato Michele Grimolizzi, presidente di GDA Search e director di Fondazione Social Venture Giordano Dell’Amore.