Apollo in corsa per Carige, ecco l’offerta

La proposta c’è e consiste in un’offerta vincolante di acquisto del portafoglio di crediti in sofferenza di banca Carige compensandone gli effetti con un aumento di capitale da 550 milioni. Così Apollo Management International, fondo statunitense da 200 miliardi di dollari guidato in Italia da Andrea Moneta (nella foto), sarebbe pronto a prendersi banca Carige che ha fatto sapere in una nota di aver «esaminato e approfondito tale proposta, in più sessioni» con l’ausilio dei propri consulenti, Mediobanca e Jp Morgan, «che si sono confrontati, senza dar corso a una negoziazione, con l’offerente».

Per via dell’imminente scadenza dalla carica dell’attuale consiglio di amministrazione della Banca, si legge nella nota, «ogni valutazione e determinazione in ordine alla nuova formulazione della proposta non vincolante di Apollo pervenuta il 23 marzo sarà, come peraltro espressamente auspicato dal medesimo fondo, di competenza del nuovo organo amministrativo che si insedierà a valle dell’Assemblea convocata per il prossimo 31 marzo».

C’è dunque da attendere quella data per avere qualche indicazione sul futuro del gruppo genovese. L’offerta, intanto, avrebbe incontrato il parere favorevole della Bce che anzi starebbe portando avanti un forte pressing su Carige per spingerla verso una decisione in tempi brevi, sia con una risposta alla proposta di Apollo o, in alternativa, con un piano di aggregazione. Una soluzione, questa, che era già stata auspicata dall’organo europeo, ma che ora, di fronte all’offerta del fondo, passerebbe in secondo piano. La Bce starebbe infatti agendo in modo che il nuovo cda, che sarà retto dal presidente in pectore Giuseppe Tesauro e dal futuro ad Guido Bastianini, analizzi bene la proposta di Apollo, ritenuta l’unica soluzione praticabile in tempi brevi per risolvere i problemi di Carige. 

Nel dettaglio, il fondo, lo scorso 10 febbraio, aveva inizialmente proposto alla banca genovese un’offerta vincolante di acquisto del portafoglio di npl del gruppo, compensandone gli effetti con un aumento di capitale da 625 milioni interamente garantito da fondi affiliati ad Apollo, riservato a fondi per 525 milioni, e offerto in opzione per i restanti 100 milioni agli attuali azionisti.

Il 23 marzo, però, il fondo ha presentato una revisione dell’offerta, scendendo a una cifra di 550 milioni per l’aumento di capitale – riservato a fondi per 500 milioni e offerto in opzione per i restanti 50 milioni agli attuali azionisti. Questo garantirebbe ad Apollo una quota di controllo della banca superiore al 50% e all’istituto un incasso di complessivi 1,245 miliardi. 

Ora la palla è in mano a Carige. A partire da Vittorio Malacalza, che controlla il 17,58% del gruppo genovese e che sale al 19,5% in virtù del patto di sindacato stretto con Fondazione Carige. L’imprenditore, oltre ad aver scelto i vertici della banca (Tesauro e Bastianini), ha presentato per il rinnovo del cda una lista di 14 nomi. In totale sono cinque le liste: La seconda rappresenta il patto di sindacato stretto tra Gabriele Volpi e l’imprenditore Aldo Spinelli, che insieme controllano il 7,57% e hanno presentato una lista con cinque nomi. La terza lista è di Assogestioni, con il 2,15% e tre nomi, mentre la lista quattro, con il 4,2% è quella del patto di sindacato tra Coop Liguria e le fondazioni De Mari-Cr Savona e Cr Carrara per due nomi. Infine vi è la lista dei francesi di Bpce, con l’1,81% con un unico candidato.

Resta da capire se il nuovo cda decidsa o meno di accogliere la proposta di Apollo. Eventualità che, se positiva, cambierebbe gli equilibri all’interno della banca cambierebbero e con la nuova ricapitalizzazione i soci oggi di maggioranza resterebbero con quote marginali rispetto al fondo statunitense. 

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Noemi

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