Azimut lancia Secure Europe Technologies
Il Gruppo Azimut ha lanciato Secure Europe Technologies, il primo programma italiano di private equity da 250 milioni di euro dedicato alla sovranità tecnologica e industriale italiana ed europea. L’iniziativa punta a convogliare capitale privato verso piccole e medie imprese operanti nei settori della sicurezza, della difesa e delle tecnologie avanzate, con almeno il 70% del portafoglio concentrato su pmi italiane.
Il fondo Secure Europe Technologies
Secure Europe Technologies si articola in due veicoli d’investimento, entrambi gestiti da Azimut Investments e classificati come Articolo 8 ai sensi della normativa SFDR. Il primo è l’Azimut Eltif – Private Equity Secure Europe Technologies, un fondo di investimento europeo a lungo termine Pir alternative compliant, rivolto agli investitori retail con un target di raccolta di 100 milioni di euro. Il secondo è l’Azimut Secure Europe Technologies SCSp, un Fondo di Investimento Alternativo da 150 milioni di euro destinato a investitori istituzionali e controparti qualificate. Le aree di investimento comprendono cybersecurity, protezione delle infrastrutture critiche, tecnologie spaziali, robotica e dual-use.
La gestione dei due veicoli è affidata a un team con esperienza nel private equity e nel venture capital, guidato da Salvatore Sberna, global co-head of alternative investments del Gruppo, e da Francesca Chiara Gennaro, managing director di Azimut Investments, con il supporto del senior advisor indipendente Giovanni Soccodato. Al team si affianca un comitato di strategic advisor provenienti dal mondo industriale, istituzionale e accademico.
Il commento
Giorgio Medda, ceo del Gruppo Azimut, sottolinea: “Il lancio del programma Secure Europe Technologies si inserisce nel più ampio impegno di Azimut nei private market, dove siamo leader in Italia con oltre 7,6 miliardi di masse. L’iniziativa intercetta una delle principali tendenze globali di investimento: sicurezza, difesa e tecnologie avanzate, settori sempre più strategici per la competitività e la sovranità industriale italiana ed europea. Anche in questi settori l’Italia vanta un tessuto di pmi di eccellenza e altamente innovative ma ancora caratterizzate da una forte frammentazione. Ad oggi manca un operatore di private equity specializzato nel segmento low-mid market italiano in grado di supportarne la crescita. Con la strategia Secure Europe Technologies intendiamo colmare questo vuoto, convogliando il risparmio privato italiano verso filiere industriali strategiche, affinché il capitale nazionale possa contribuire in modo concreto al rafforzamento della sicurezza, dell’autonomia e della competitività industriale del Paese. In questo senso offriamo agli investitori l’opportunità di partecipare attivamente alla crescita di un ecosistema più innovativo e tecnologicamente sovrano”.